Il Piemonte rosso non piace più neanche a Pansa

Alessandria - «Vedo che il mio Piemonte... è ora rappresentato da Carlin Petrini... Evviva l’antipolitica. La politica italiana si è coperta di discredito con le sue stesse mani». È il giudizio tagliente che Gianpaolo Pansa ha affidato ieri al Corriere della Sera. Un giudizio sconfortante, una critica senza peli sulla lingua nei confronti del centrosinistra, che il giornalista, originario della terra «dove sono nati o si sono formati Gobetti, Gramsci, Togliatti, Terracini, Bobbio», lancia annunciando di non condividere più le idee di «questa sinistra». Pansa cita l’esempio piemontese per far notare come la sinistra della regione sia rappresentata nel nascente Partito democratico da Carlin Petrini, grande avversario degli Ogm e grande sponsor di «Slow food». Il giornalista afferma che in questo modo «la politica italiana ha fabbricato la propria rovina». Certo, Pansa, che nell’intervista definisce Sergio Chiamparino come uno dei «rari politici seri» del Piemonte, non risparmia critiche anche al centrodestra. Ma dalle sue parole emerge con chiarezza quel malcontento che in alcune importanti città della regione potrebbe portare fra qualche ora a importanti ribaltoni.
«Non parlo per motivi di scaramanzia – dice Guido Crosetto, coordinatore regionale di Forza Italia – bisogna aspettare il risultato delle urne. Noi abbiamo lavorato bene e abbiamo fatto del nostro meglio. C’è una sfiducia crescente nell’elettorato verso il centrosinistra, a causa dell’immobilismo di certe amministrazioni locali, dello scontento per l’operato del presidente della Regione Mercedes Bresso e anche per i deludenti risultati del governo Prodi. Speriamo che ci arrivino buone notizie da Asti e da Alessandria». Per quanto riguarda Cuneo, Crosetto è meno ottimista: «Sarebbe già un grande risultato poter arrivare al ballottaggio».
La sfida più sentita è quella di Alessandria, dove il candidato del centrodestra Piercarlo Fabbio secondo i sondaggi (da prendere come sempre con le pinze) sarebbe attestato sul 53 per cento e dunque vincente al primo turno. La Cdl ha puntato molto sul tema della sicurezza, particolarmente sentito dai cittadini in città dove si sono verificati di recente tragici episodi di cronaca nera. Fabbio, che sfida il sindaco uscente Mara Scagni, diessina, in campagna elettorale ha promesso il potenziamento della polizia municipale e maggiore coordinamento tra le forze dell’ordine. E l’affluenza in aumento (più due per cento rispetto al 2002) viene valutata un buon segnale da parte del centrodestra.
Decisivo potrebbe essere il tema della sicurezza anche per Asti, dove il centrosinistra è diviso e anche la Cdl si presenta spaccata, con l’Udc che corre con un suo candidato diverso da quello di Forza Italia e An.