Con il piercing «fai-da-te» aumenta il rischio di infezioni

«Adolescenti-colabrodo», colpa della moda del piercing, sempre più diffusa e sempre più carica di conseguenze anche gravi per la salute degli adolescenti. A lanciare l'allarme sono i dermatologi e pediatri italiani attraverso la Società scientifica, secondo i quali un adolescente su tre pratica il piercing, spesso «fai-da-te» e con mezzi improvvisati come comuni aghi per cucire, per infilarsi un orecchino a ombelico, naso, sopracciglio o labbro. «Il piercing lo vogliono anche i giovanissimi under 14 - spiega Mauro Paradisi, dermatologo pediatrico dell'Idi di Roma - ma per farlo in negozi autorizzati devono avere almeno 14 anni o il nullaosta dei genitori. Il risultato è che se lo fanno da soli, anche a scuola, con aghi sterilizzati male o addirittura con le graffette». Molti poi, per tenerlo nascosto ai genitori, continuano a metterlo e toglierlo, «correndo il rischio di infezioni». E per un piercing si finisce anche al pronto soccorso. Capita a un teenager su cento. In aumento anche gli adulti che si rivolgono agli specialisti per tentare di far cambiare idea al proprio figlio. Le complicanze possono infatti essere più o meno gravi: sanguinamenti, infezioni, e cicatrici cheloidi sulla lingua, vicino gli occhi e ai genitali. Si va insomma dalle più comuni infezioni locali da «stafilococco aureo» alle cicatrici ipertrofiche, fino ai rischi di contaminazioni anche virali come epatiti e Hiv.