Pietro Gambacorta

Per singolare coincidenza questo Beato pisano viene ricordato nello stesso giorno del patrono di Pisa, s. Ranieri. Nato nel 1355, Pietro era figlio del podestà della Repubblica Pisana, Pietro anche lui. Aveva una sorella, Chiara, oggi venerata come Beata. Il nostro Pietro verso i venticinque anni scappò di casa, probabilmente perché il padre non voleva che altri suoi figli andassero a vivere di preghiere e penitenza. Si vestì da pellegrino e andò a fare l’eremita sul vicino monte Bello. Ogni tanto scendeva nel villaggio ai piedi del monte e chiedeva l’elemosina. In breve si ritrovò con una dozzina di discepoli; questi, secondo la tradizione, erano una banda di ex briganti che Pietro aveva persuaso a cambiare vita. Il gruppo edificò un oratorio e celle per ciascuno, costituendosi in congregazione. Pietro redasse una regola ispirata agli scritti di s. Girolamo, perciò i suoi monaci furono chiamati «girolamiti», anche se il nome ufficiale era Fratelli Poveri di San Girolamo (detti anche Eremiti di San Girolamo). La regola era durissima e prevedeva, tra le altre cose, l’osservanza di quattro quaresime all’anno. Nel 1393 suo padre e i suoi fratelli vennero trucidati per motivi di odio politico. Chi si aspettava che Pietro, unico maschio rimasto, si abbandonasse alle vendette rimase male perché sia lui che sua sorella Chiara perdonarono gli assassini. Nel 1421 la nuova congregazione venne approvata dal papa Martino V e cominciò a diffondersi per l’Italia. Il fondatore morì nel 1435. La sua congregazione, unitasi nel 1668 a una omonima di Fiesole, sopravvisse fino al 1933.