Piller Cottrer esulta: "Sono razza Piave..."

L'azzurro: "Sapevo che questa gara sarebbe arrivata, che questa era la mia gara. Durante la stagione non mi
sono mai preoccupato per i piazzamenti. Ero sempre a 10
secondi. Sapevo che per Vancouver sarei stato pronto, mai avuto tentennamenti»

Whistler Mountain - Pietro Piller Cottrer a 35 anni è «felice come un bambino». Dopo l’argento di Whistler nella 15 chilometri di fondo si è presentato a sera in sala stampa con la felicità negli occhi. «Sapevo che questa gara sarebbe arrivata - ha detto -, che questa era la mia gara. Durante la stagione non mi sono mai preoccupato per i piazzamenti in undicesima, dodicesima posizione. Ero comunque sempre a 10 secondi. Sapevo che per Vancouver sarei stato pronto, e non ho mai avuto tentennamenti»." Caterpiller" Pietro è stato di parola: «Mi sento benissimo, ma è difficile mantenersi a questi livelli a 35 anni. Più passa il tempo e più è dura. Ma non è una questione fisica. È dura stare lontano dalla famiglia, i bambini crescono e questa cosa pesa». Quanto conta Sappada nei tuoi risultati? «Conta tantissimo, direi che è tutto - ha risposto Piller Cottrer, dicendosi orgoglioso di essere un carabiniere -. Noi siamo razza Piave, è da lì che nasce il fiume sacro alla patria e noi siamo orgogliosi di questo». Juventino convinto, da Whistler Piller ha avuto anche modo di dire la sua sulla crisi della Juve: «Per me il problema, l’anello debole di questa crisi, è la testa dei giocatori».