La Pina è uscita dalla nicchia

L a Pina, rapper di punta della programmazione di Radio Deejay e di Deejay tv, non fa propriamente parte dei miei beni culturali radiofonici. Sarà il look, saranno le sue passioni musicali tutte spostate sull’hip hop e il freestyle (ma non chiedetemi di definire questi generi in poche parole e soprattutto non chiedetemi di tradurli in italiano, impresa improba), sarà il suo mondo di riferimento, fra graffitari e architetti di design alternativo, centri sociali e underground. Insomma, con tutto il bene che le posso volere, la Pina non è il mio genere. Quindi, lo ammetto, quando la sento parto da un pregiudizio se non negativo, quantomeno neutro. Invece, la Pina, col tempo, è riuscita a superarsi e ad aggiornarsi. Molto più di quanto abbia fatto, ad esempio, Luciana Littizzetto sulle stesse frequenze. Diventando un personaggio radiofonico molto più generalista. E di questo le va dato assoluto merito.
Soprattutto, la Pina ha dimostrato molta duttilità nel gestire gli spazi a disposizione, conquistandosene sempre nuovi. Ed è abbastanza naturale che - quando si trasmette cinque giorni alla settimana su uno dei maggiori network radiofonici dalle 17 alle 20 e si ha mezz’ora dal lunedì al giovedì sul canale 9 del digitale terrestre, quindi spazi importantissimi - uscendo dalla nicchia, la programmazione diventi più alla portata di tutti. E così la Pina in tivù riesce ad ospitare nel suo Queen size-Nel morbido con La Pina personaggi come Luca Argentero o Marco Materazzi mettendoli su un divano-lettone che li fa sentire coccolati e li aiuta a raccontare le storie più inedite. O a trovare in radio la cifra dell’ironia, ospitando siparietti con Anna Dello Russo, numero uno di Vogue Giappone, senza riuscire a far capire se credono davvero a quello che dicono o sono loro le prime a non prendersi sul serio. E il fatto che non si capisca è già una vittoria.