Pio XII, il Papa che non amò la forza d'urto

La grafia minuta, composta e ordinata, il gesto pressorio leggero, quasi a sfiorare il foglio per timore di sporcarlo, sono indici di una natura ipersensibile, mentre la rigidità del suo tratto ben si associa alla postura composta e ieratica. Tutti ricordano le sue braccia aperte come ad abbracciare il mondo intero

La grafia minuta, composta e ordinata, il gesto pressorio leggero, quasi a sfiorare il foglio per timore di sporcarlo, sono indici di una natura ipersensibile, mentre la rigidità del suo tratto ben si associa alla postura composta e ieratica. Tutti ricordano le sue braccia aperte come ad abbracciare il mondo intero.

La sensibilità, che spicca come valore assoluto nella sua scrittura, mette in evidenza il forte intuito e la propensione per un contatto delicato e ponderato alle situazioni.

Coerente agli ideali in lui radicati fin dall’infanzia e consapevole della responsabilità che egli assumeva di fronte al mondo, Papa Pacelli non ha mai utilizzato metodi reattivi o maniere forti per risolvere le situazioni, poiché amava convincere più che obbligare.

Dotato di una grande memoria e di profondità di pensiero, egli entrava nelle situazioni sociali con quella riservatezza aristocratica che ha sempre caratterizzato la sua persona.

Non affrontava mai di petto le problematiche poiché il suo carattere sensibile era particolarmente restio ad affrontare le cose a "muso duro", cercando invece di aggirare l'ostacolo. Non per questo, però, veniva meno la sua forza d'animo nel sostenere con ferma raffinatezza i principi che la sua missione e posizione pastorale imponeva.

Dotato di un forte autocontrollo, egli amava spiegare ai suoi fedeli e al mondo tutto le sue convinzioni spirituali con grande intelligenza, spirito umano e incredibile distinzione di spirito. Nulla in lui appariva fuori posto, ossessionato com'era dal mito della perfezione e di una educazione aristocratica assunta come abito mentale.

La scrittura di Papa Pio XII: guarda

Le "m" ad arco che caratterizzano la scrittura di papa Pio XII denotano anche, insieme al bisogno di estremo ordine, senso estetico e gusto delle forme, oltre a riservatezza e cautela.

Simbolo: trifore architettoniche = "m"
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Pio XII non poteva essere il papa del contrasto o della rivoluzione, bensì della diplomazia sottile, tipica del tessitore di trame per la "pace". Temeva la sfida, poiché il suo animo e la sua mente si dibattevano tra l'ésprit de finesse e l'ésprit de geometrie.

Il comportamento esterno, tipico di una persona quasi fuori dalla realtà e insieme fragile, non corrisponde al suo carattere coerente, forte, determinato e innovativo.

Il ricco bagaglio intellettivo gli permetteva poi di essere un buon coordinatore, amministratore e gestore della Parola, per cui il giudizio che ne derivava era sempre ponderato.

Il taglio della "t" prolungato (guarda un esempio), la forma minuziosa del gramma scritturale, alcune scosse emotive, la regolarità dell’interrigo sono tutti elementi che depongono per una personalità che denota assoluto controllo sulla pulsione aggressiva.

L'aggressività pertanto, volutamente trattenuta, veniva personalmente pagata con la somatizzazione.

L'intuizione e il notevole bagaglio cognitivo gli facevano amare la cultura, dalla quale traeva forza nel perseguire la Verità.

Non era uomo combattivo e la violenza gli faceva paura per cui si ritraeva usando l'arma pacifica della convinzione, della persuasione e della capacità di argomentare con cognizione di causa e con quel coinvolgimento legato al carisma che emanava.

L'aggressività che, come abbiamo sopra detto, faceva parte del suo temperamento innato, veniva da un lato ingoiata e dall'altro incanalata in un pensiero produttivo.

Era il papa della pace vera, che non aveva bisogno di conquiste violente o di platealità, bensì di coerenza consequenziale basata non solo sull’aspetto intellettivo, ma anche su quello umano.

La differenza che si nota tra firma sottolineata e testo, mette in luce la combinazione che sussisteva in lui tra la propria interiorità e l'immagine esterna.

La firma di Pio XII: guarda

Se nella scrittura rileviamo un animo sensibile e incapace di ogni incoerenza, amante della purezza e della delicatezza, nella firma, e quindi nel sociale, egli dimostrava una forza che lo sosteneva nella determinazione e nell’affrontare situazioni complesse.