Piombo e la collezione dall'anima nomade

Prendete un nomade che gira per il mondo alla ricerca tessuti particolari. Per esempio: una lana usata in Perù per confezionare coperte che poi però diventa una specie di gonna unisex dopo esse passata da una rifinitura in Messico. E poi pezzi unici da Paesi come Ungheria, Romania, fino naturalmente in Scozia per far diventare dei plaid colorati degli eleganti cappottini.

Insomma: il nomade - soprattutto nelle idee - in questione si chiama Massimo Piombo e la sua capsule MP, 30 pezzi davvero unici, vuole essere «una stella nella nostra galassia di stile», come puntualizza. Soprattutto una composizione di alto livello (e di prezzo altrettanto adeguato) che per il prossimo Autunno/Inverno farà sognare gli amanti di qualcosa di speciale. D'altronde, dice Piombo, «ho pensato a capi diversi che si possono aggiungere per rendere il tutto speciale. Giacche, cappotti, jumper, foulard e plaid con cui andare per addizione». Il risultato è la scelta di mostrare un mondo concentrato con abbinamenti volutamente, seppur leggermente, eccessivi. Una cultura di prodotto e di interpretazione del vestire dinamica, provocatoria, eccitante e realizzata con tessuti "Old School", per raccontare una storia di colori ed elementi che lo renda attuale, unico, intrigante.

Piombo parla di una una forma di neoromanticismo, «stravagante e teatrale, abbinata ad uno stile disinvolto per affermare una concetto di moda come cambiamento sociale». Una fuga dalla banalità e dal consumismo insomma attraverso lane, velluti, sete, fustagni, cachemire, alpache e mohair, tutti combinati in maniera anomala ed eclettica. In definitiva fantasiosa. Come può essere appunto un nomade. MLomb