Pirati, doppio assalto con bazooka alla Jolly

Il mercantile della Compagnia Messina di navigazione è sfuggito
questa mattina a due nuovi attacchi di pirati dopo quello di ieri pomeriggio. L'armatore: "Gli assalitori hanno usato anche il bazooka"

Mogadiscio - La nave italiana "Jolly Smeraldo" della compagnia Ignazio Messina & C. di Genova è sfuggita oggi a due nuovi attacchi lanciati dai pirati attivi al largo della Somalia. Già ieri, il cargo era riuscito a respingere un assalto. Stando a quanto riferito ad Apcom dal comando generale della Guardia Costiera di Roma, il primo attacco è stato lanciato attorno alle 5.30 di questa mattina, a circa 250 miglia dalla costa somale, il secondo due ore dopo, mentre la nave si stava dirigendo verso l’Arabia Saudita.

Colpi di kalashnikov "Durante il secondo attacco sono stati esplosi diversi colpi di kalashnikov da un solo barchino, che ha seguito il cargo per circa due ore - ha precisato l’ufficiale di servizio - durante questo lasso di tempo è arrivato un secondo barchino, ma l’equipaggio è riuscito a mettere in atto manovre evasive. Al momento l’attacco sembra concluso, perchè sul radar non compare nulla e anche a vista non si vedono più barche".

Manovre diversive e idranti per fuggire Sulla nave si trovano 23 membri dell’equipaggio, tra cui 13 italiani, due romeni, un russo e sette ucraini. La nave sta continuando a dirigersi verso Gedda, destinazione del suo viaggio partito da Mombasa, in Kenya. Al momento è senza scorta, ma dovrebbe presto essere raggiunta e scortata da una «nave da guerra tedesca». La portacontainer Jolly Smeraldo è stata di nuovo attaccata da pirati al largo della Somalia questa mattina. Lo ha riferito l’armatore Stefano Messina. La portacontainer, già attaccata ieri, s’è sottratta all’abbordaggio con manovre diversive e con gli idranti.

Pirati con bazooka
I pirati, questa volta, hanno usato, secondo quanto riferito da Messina, anche bazooka. La nave ha riportato danni imprecisati, ma a bordo tutti gli uomini dell’equipaggio (23, di cui 15 italiani) sono incolumi. La Jolly Smeraldo prosegue la navigazione. L’unità militare più vicina si trova a centinaia di miglia di distanza e non può quindi assicurarle protezione nell’immediato.

L'armatore "Siamo in collegamento con la nave e siamo molto impegnati a gestire l’emergenza. Comunque confermiamo che i membri dell’equipaggio della Jolly Smeraldo stanno tutti bene" spiega Messina, amministratore delegato della compagnia di navigazione parlando del un nuovo attacco dei pirati alla portacontainer stamani intorno alle 6.40, al largo della Somalia. Secondo quanto raccontato da Messina in questo nuovo attacco, durato circa un’ora, i pirati sarebbero stati armati di bazooka, ma l’equipaggio, composto da 23 persone, oltre agli italiani due rumeni, un russo e sette ucraini, è riuscita a sventare il nuovo tentativo di arrembaggio.

Ieri altro assalto Già nel pomeriggio di ieri la nave è stata avvicinata da un barchino con sette persone a bordo, ma è riuscita a sventare l’attacco con delle manovre diversive. A bordo del mercantile ci sono 15 italiani, gli altri nove sono dell’est europeo. Fonti della compagnia hanno precisato che i marinai hanno già potuto comunicare con le proprie famiglie e tranquillizzarle. Il comandante della portacontainer è Domenico Scotto Di Perta, di Procida (Napoli). La Jolly Smeraldo, una portacontainer ro-ro da circa 3mila tonnellate, era partita ieri da Mombasa, in Kenya, ed è diretta a Jeddah, in Arabia Saudita, dove è attesa il 6 maggio prossimo. Il 15 maggio rientrerà a Genova.

Il comandante: "Tanta paura" "Abbiamo avuto paura, certo, ma siamo riusciti a metterci in salvo". Dalla nave descrive così i difficili momenti dell’assalto di un gruppo di pirati, il comandante Domenico Scotto Di Perta, la cui famiglia vive a Monte di Procida (Napoli) ed è già stata rassicurata. Tutto è avvenuto con l’imbarcazione in navigazione al largo delle coste somale. L’equipaggio ha "plottato" sul radar un barchino in una zona, come spiega Scotto di Perta, dove ci sono stati già diversi attacchi a navi. I pirati sono arrivati ad una distanza di meno di 100 metri, ben visibili: "Abbiamo aumentato la velocità e azionato le manichette antincendio come deterrente ad un eventuale abbordaggio". Il barchino ha iniziato l’inseguimento, "correvano veloci, ci hanno sparato addosso senza procurare danni alla nave. Poi, quando hanno visto la nostra tenacia hanno lasciato stare". Sono stati quindici minuti molto difficili: "Se me lo chiedete certo che vi dico che abbiamo avuto paura però l’equipaggio ha risposto in maniera eccellente".