Le pitture ritrovate di Casaluce

In Campania, in provincia di Caserta, c’è una piccola frazione il cui nome evoca bellezza e chiarore: Casaluce, borgo medievale dove ancora oggi permangono un castello trecentesco e una chiesa ricca di affreschi tardogotici di grande importanza per la storia della pittura italiana. Questo sito e le opere d’arte che, in piccola parte, ancora contiene e in gran parte ora si trovano altrove, è stato tralasciato dagli studiosi e solo oggi, per la prima volta, rivive attraverso la pubblicazione di un libro di Tommaso Strinati, Casaluce. Un ciclo trecentesco in terra angioina (Skira, pagg. 176, euro 60). Si tratta di un progetto realizzato dalla Dexia Crediop, banca d’affari per la finanza pubblica e di progetto, da anni impegnata nella valorizzazione dell’arte italiana.
La monografia porta alla ribalta lo straordinario ciclo di affreschi medievali della chiesa di Santa Maria ad Nives a Casaluce, conservati in parte al Museo Civico del Castel Nuovo a Napoli e in buona parte ancora in situ nella suggestiva chiesetta del Castello del Balzo. Le scene conservate al Castel Nuovo narrano la vicenda del santo francese Guglielmo di Gellone - rarissime sotto il profilo iconografico -, della vita di Cristo e di diversi santi. La chiesa di Santa Maria ad Nives conserva poi, nella controfacciata, una straordinaria scena raffigurante l’Incoronazione della Vergine che per la prima volta viene dettagliatamente pubblicata grazie a un approfondito lavoro fotografico. L’autore dei dipinti, databili alla seconda metà del XIV secolo, è Niccolò di Tommaso, fiorentino, che segue la tradizione di Maso di Banco.
Il volume - vera e propria esposizione virtuale di opere che difficilmente potrebbero essere riunite per una mostra tradizionale - rappresenta anche uno sforzo compiuto all’interno di un territorio estremamente degradato. Tommaso Strinati racconta le brutture attraversate prima di arrivare al castello casertano: «Sembra un relitto dentro un hangar, tra le morse di mura abusive di cemento».