LA POLEMICA

Mi dicono che certi fisici pazzi intenderebbero eseguire esperimenti che potrebbero causare la distruzione del pianeta. Vi sarebbe la preoccupazione che quegli esperimenti, ove si fan collidere nuclei atomici, cioè molti quark insieme, potrebbero promuovere alcuni processi esotici come: 1) la produzione di un buco nero, 2) la transizione ad uno stato di vuoto più stabile, 3) la formazione di pezzi di materia «strana» che annienterebbe quella ordinaria circostante. Se è questa la minaccia, allora tranquilli: essa è assente. E i fisici, in questo caso almeno, non sono pazzi.
1. La formazione di un buco nero richiede che vi sia una concentrazione di massa M entro una regione di spazio di dimensioni lineari R tale che la quantità GM/(Rcc) sia almeno uguale a 1 (G è la costante di gravitazione universale e c è la velocità della luce): ebbene, negli esperimenti in questione, quella quantità è stimata inferiore al trilionesimo di trilionesimo di 1 (un trilione è uguale a mille miliardi). Preoccuparsi della possibile formazione di un buco nero in quegli esperimenti sarebbe come preoccuparsi che un oggetto, che sia così duro da richiedere, per rompersi, che gli cada sopra una massa pari a quella della Terra, si rompa poi a causa della caduta, su esso, di un granello di sabbia.
2. Ciascuno di noi può figurarsi con la mente lo spazio completamente vuoto. In fisica, però, il vuoto è un mezzo molto complicato e strutturato, che può esistere in vari stati, così come l'acqua può esistere negli stati di ghiaccio, liquido o vapore, o il carbonio solido negli stati di diamante o di grafite. Il diamante è una forma metastabile di carbonio, nel senso che un prezioso diamante potrebbe (e sottolineo il condizionale) trasformarsi in volgare grafite. Ora, non è esclusa la possibilità che l'Universo si trovi in un vuoto che sia non in uno stato stabile, ma in uno stato metastabile. E, se così fosse, ci si chiede se, per caso, collisioni nucleari del tipo di quelle che avverrebbero negli esperimenti in questione possano indurre una transizione dallo stato di vuoto presumibilmente metastabile nel quale vivremmo ad uno stato più stabile: una catastrofe! Senonché, senza aspettare gli esperimenti dei fisici, la Natura esegue già simili collisioni: dal più lontano passato a noi accessibile sino a oggi si possono calcolare cento quadrilioni di quadrilioni di quadrilioni di collisioni che hanno subìto gli ioni dei raggi cosmici (un quadrilione è pari a un milione di miliardi). Il numero di collisioni che avverrebbero in 10 anni dei programmati esperimenti è di 100 miliardi. Come si vede, la Natura ha avuto un milione di quadrilioni di quadrilioni di occasioni in più di far avvenire la temuta transizione allo stato di vuoto più stabile (e, per di più, ipotetico) di quello attuale in cui viviamo.
3. I quark sono particelle che compongono la materia di cui siamo fatti. Hanno nomi pittoreschi e uno di essi, per mancanza di fantasia, si chiama «strano» (ma strano non è). I fisici hanno teorizzato sulla possibilità di esistenza di materia contenente molti quark «strani» - e perciò chiamata materia «strana» - che potrebbe essere più stabile della materia ordinaria. Affinché questa materia «strana» possa formarsi negli esperimenti di fisica che desterebbero preoccupazioni, ed eventualmente costituire un pericolo, debbono verificarsi - contemporaneamente - una serie di eventi a ciascuno dei quali solide considerazioni teoriche attribuiscono probabilità nulla di verificarsi. Inoltre, anche in questo caso, la Natura ha avuto ben più occasioni: ad esempio, con le collisioni dei raggi cosmici contro la superficie di planetoidi privi di atmosfera, come la nostra luna. Sappiamo che ogni secondo mezzo miliardo di nuclei di ferro della radiazione cosmica collidono con nuclei di ferro lunari; e ciò avviene da 5 miliardi di anni. Nessuna di queste trilioni di quadrilioni di collisioni ha prodotto materia «strana» pericolosa, altrimenti la materia lunare si sarebbe in essa convertita. Si può allora dire - su basi sia teoriche che sperimentali - che la formazione di materia «strana» pericolosa può essere esclusa negli esperimenti di collisioni tra nuclei pesanti che si intendono eseguire.
In conclusione, non vi è alcuna ragione di ritenere che quegli esperimenti possano costituire una, anche minuscola, minaccia. Una minaccia da cui guardarsi, invece, è quella dei mercanti di terrore in servizio permanente effettivo, i quali profittano da un florido commercio che induce e promuove uno stato sempre vivo di ansia collettiva.