Gli 007 austriaci? Spioni per Mosca

L'ultradestra al governo amica di Putin controllerebbe parte dei servizi

Berlino Sebastian Kurz piace al centrodestra tedesco. Lo provano i generosi sorrisi e i molti applausi che il giovane cancelliere austriaco ha ricevuto dai 3.300 delegati della Cdu riuniti in assemblea a Erfurt, in Turingia. Certo, nessuno nel partito della cancelliera Angela Merkel osa proporre un'alleanza tutta spostata a destra come ha fatto Kurz a Vienna, ma l'idea di recuperare l'identità conservatrice alletta molti nel fronte moderato in Germania. Eppure neppure Kurz è perfetto. Il suo governo di coalizione con il Partito della libertà (Fpö) mette a rischio, secondo alcuni, la sicurezza dei Paesi occidentali.

È stato il Washington Post a scriverlo dopo aver parlato con una non meglio identificata fonte di intelligence secondo cui esiste il rischio concreto che le informazioni condivise con i servizi segreti austriaci (Bvt) finiscano poi sulla scrivania di Putin al Cremlino. Il dubbio è sorto dopo che, lo scorso marzo, corpi speciali della polizia di Vienna avrebbero sequestrato fascicoli sull'estremismo politico in Austria messi a punto dagli agenti del Bvt. Un segnale che neppure le spie del Paese alpino sarebbero al riparo dal controllo dell'ultradestra. Il popolare Kurz governa infatti con l'Fpö, la formazione nazionalista e xenofoba fra le cui trovate c'è anche l'idea di concedere la cittadinanza austriaca agli altoatesini di lingua tedesca. All'Fpö il cancelliere ha concesso ministeri di peso come Interni, Difesa ed Esteri e, di conseguenza, il controllo dell'apparato di sicurezza. La formazione guidata da Heinz-Christian Strache vanta poi rapporti eccellenti con il partito Russia Unita di Vladimir Putin con il quale ha firmato nel 2016 un patto di collaborazione.

Accordi fra formazioni politicamente affini sono all'ordine del giorno in tutta Europa, l'Austria però è un Paese neutrale. Quando l'Occidente ha reagito al caso Skripal (l'avvelenamento in territorio britannico di un ex spia russa invisa al Cremlino) con l'espulsione di diplomatici russi, Vienna si è astenuta invocando il proprio ruolo di ponte fra le due metà d'Europa. Putin e gli uomini di Strache sono poi straordinariamente vicini. Pochi giorni fa, per esempio, il capo del Cremlino è apparso alle nozze della ministra degli Esteri austriaca Karin Kneissl dove ha pure danzato con la sposa, scandalizzando l'opposizione austriaca che ha denunciato l'appiattimento di Vienna su Mosca.

Il Washington Post non ha fornito le prove dell'esistenza di talpe russe o di volenterosi passacarte all'interno del Bvt. Eppure qualcuno si sta già preoccupando. L'ex numero uno dell'intelligence tedesca (Bnd) August Hanning ha dichiarato alla Bild che «nello scambio di dati è necessaria estrema cautela: per la cooperazione internazionale è essenziale che tutti possano essere certi che le informazioni sensibili siano sicure anche presso il servizio partner».