Accusa il papà dopo 50 anni: "Uccise mio fratello"

Decisiva la testimonianza del fratello della vittima, che all'epoca del delitto aveva 4 anni

Londra Troppo spesso in passato si è ritenuto che i ricordi dei bambini piccoli non fossero attendibili, ma ci sono traumi così grandi che restano impressi per sempre nella vita Come quello vissuto cinquant'anni fa da Peter Booth, che nel 1968 vide il suo patrigno, David Dearlove, assassinare ferocemente il fratellino di soli 19 mesi. Il povero bambino morì qualche ora dopo essere stato portato in ospedale con il cranio fracassato e alla polizia che lo interrogò Dearlove raccontò che il bambino era caduto dal letto e aveva sbattuto la testa. La madre, che oltre al piccolo e a Peter aveva anche una figlia, Stephanie, confermò quanto detto dal marito.

Ma le cose erano andate diversamente: il patrigno era un uomo violento che picchiava loro e la madre e quel giorno, come spesso faceva, aveva preso per le caviglie Paul e l'aveva fatto roteare in aria fino a che il piccolo non aveva sbattuto la testa con il camino perdendo conoscenza. La polizia aprì un'inchiesta dopo che il referto medico rivelò numerosi segni di abusi nei confronti della vittima, ma le prove non furono considerate sufficienti per condannare Dearlove. Peter all'epoca aveva tre anni e non disse nulla di quanto aveva visto perché era terrorizzato. Lo fece pero' da adulto, per ben due volte, nel 1990 e nel 2005, ma il caso non venne mai riaperto.

Ci sono voluti altri dieci anni e una foto postata per caso su Facebook a inchiodare finalmente un criminale, ormai 71enne. Nel 2015 infatti, Peter Booth incappa in una fotografia di Dearlove che tiene in braccio suo fratello Paul. L'ha postata la figlia nel frattempo l'uomo si era separato dalla madre dei piccoli, morta nel '90 , si era risposato ed era diventato nonno ignorando che quel bambino sarebbe stato ucciso proprio da suo padre.

Vedere quell'immagine riapre una ferita mai rimarginata in Peter Booth che, sconvolto, parla di quel terribile giorno con la cugina ed è lei a denunciare il fatto alla polizia di Cleveland per conto di Peter. E questa volta, le autorità gli credono, avviano un'indagine e arrestano Dearlove che continuerà a negare l'omicidio, ma fornirà resoconti discordanti, mentre le accuse di Peter e della sorella Stephanie verranno confermati dai vecchi referti medici. Dopo un processo durato dieci giorni, nel dicembre 2017, David Dearlove è stato condannato dalla corte all'ergastolo per omicidio e crudeltà nei confronti dei suoi tre figliastri, con una pena minima da scontare di tredici anni. Paul non può tornare in vita ma forse, quel fratellino di tre anni che ricordava tutto, troverà finalmente pace.