Amministrative, dove il Pd rischia il flop

Stavolta il Pd rischia di perdere città importanti come Genova e di non riuscire a espugnare Parma nemmeno questa volta

Le elezioni amministrative di domani rischiano di essere un’altra grave sconfitta per il Pd che, in molte realtà, non ricandida i sindaci uscenti e, a Palermo, neppure presenta una sua lista.

Ma andiamo con ordine partendo proprio dal capoluogo siciliano. Qui il sindaco uscente Leoluca Orlando si ricandida per la quinta volta e avrà come sfidante principale sempre il giovane Fabrizio Ferrandelli, leader de I Coraggiosi, che quattro anni fa si presentava con il Pd e che, ora, è appoggiato dal centrodestra. Stavolta il Pd, non solo non ha presentato un suo candidato ma ha deciso di appoggiare Orlando con la lista Democratici e Popolari che accoglie anche gli alfaniani.

I possibili flop del Pd

Un altro capoluogo a rischio per il centrosinistra è Genova dove l’ex primo cittadino, Marco Doria, che cinque anni fa aveva battuto alle primarie i candidati del Pd, ha deciso di non ricandidarsi. Il Pd appoggia Gianni Crivello, esponente della sinistra, ma il favorito pare essere il candidato di centrodestra Marco Bucci, soprattutto dopo il ‘pasticcio brutto’ che ha riguardato il Movimento Cinquestelle. Il leader Beppe Grillo ha sconfessato l’esito delle ‘comunarie’ in cui era risultata vincitrice Marika Cassimatis e l’ha rimpiazzata con Luca Pirondini. La Cassimatis aveva vinto il ricorso al Tar ma, poi, ha scelto di rinunciare al simbolo del movimento di Grillo e, ora, guida una lista che porta il suo nome. Un vero caos.

La poltrona di primo cittadino di Parma potrebbe sfuggire nuovamente alla sinistra che non la governa dal 1998. Qui, infatti, pare plausibile che venga riconfermato il sindaco uscente Federico Pizzarotti che, dopo l’espulsione dal Movimento Cinquestelle, si ricandida con la lista Effetto Parma. Mario Lucini e Simone Uggetti, sindaci Pd uscenti di Como e Lodi, invece, non si ricandidano perché coinvolti in vicende giudiziarie. Lucini è indagato per turbativa d'asta e reati edilizi nell’ambito dell’inchiesta sulle paratie del lago di Como, mentre Uggetti era finito agli arresti con l'ipotesi di turbativa d'asta in relazione all'appalto per la gestione delle piscine comunali scoperte. Uggetti, poi scarcerato, aveva dato le dimissioni concludendo il suo mandato prima della scadenza naturale e adesso deve affrontare un processo. Per motivi politici non si sono ripresentati il sindaco di Oristano, Guido Tendas, e quello di Asti, Fabrizio Brignolo.

Il rebus delle alleanze

Per quanto riguarda le allenze sono molti i casi in cui vi sono dei candidati a sinistra del Pd. A La Spezia se ne contano ben tre. Il centrodestra, invece, si presenta unito nella maggior parte dei casi, persino a Padova, dove il sindaco uscente, il leghista Massimo Bitonci, era stato sfiduciato da alcuni consiglieri forzisti. La Lega corre da sola soltanto a Belluno, mentre a Palermo, Noi con Salvini, ha scelto di appoggiare Ismaele La Vardera della lista Centrodestra per Palermo anziché Fabrizio Ferrandelli. A Verona non si può parlare di divisioni a destra dato che l’ex sindaco Flavio Tosi, dopo la sua espulsione dalla Lega Nord, ha assunto posizioni molto più vicine al Pd renziano che al centrodestra. Tosi, non potendo presentarsi per un terzo mandato, ha schierato la sua fidanzata, Patrizia Bisinella che corre sotto le insegne del suo movimento, Fare!.

La giustizia ad orologerie e altre curiosità

La Sicilia, invece, presenta il caso curioso di Trapani dove la giustizia ad orologeria si è avventata sui due candidati di centrodestra. Il senatore di Forza Italia, Antonio D’Alì ha ricevuto dalla Dda di Palermo una richiesta di misura di prevenzione per obbligo di soggiorno. Girolamo Fazio, ex consigliere regionale forzista, era stato posto ai domiciliari, poi revocati, nell’ambito di un’inchiesta sui contributi regionali ai trasporti marittimi veloci in cui è coinvolto l’armatore Ettore Morace, tra i suoi sponsor. Tra le altre curiosità c’è da segnalare che in Puglia, a Taranto, si ripresenta Mario Cito, figlio dell’ex sindaco Giancarlo, con la lista Lega d’Azione Meridionale, mentre a Rieti ci riprova l’hilander Antonio Cicchetti, sindaco di An dal ’94 al 2002. Sarà la prima volta per i candidati cattolici del Popolo della Famiglia che si presentano come aspiranti sindaci di Genova, Verona, Padova, Alessandria e Monza. Gli alfaniani di Area Popolare, infine, si presentano perlopiù alleati col centrodestra, ad eccezione di Palermo e Taranto, mentre risulta del tutto assente il simbolo di Articolo1-Movimento Democratico Progressista di Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema.