Antonio e la vita appesa a un filo "È in coma, ferita non operabile"

Il 29enne è stato centrato alla nuca dal killer. I colleghi della radio: è il migliore, sui giornali doveva finirci per il talento

Antonio Megalizzi sarebbe dovuto andare in onda ieri sera alle 19. Agli ascoltatori di Europhonica, progetto radio transeuropeo, avrebbe raccontato l'ultima seduta plenaria del Parlamento Ue. Per seguirla è volato per l'ennesima volta a Strasburgo, che ormai conosce meglio della sua Trento. Ci va quattro o cinque volte all'anno da quando, nel 2015, è entrato a far parte della redazione. Questa era la sua prima trasferta da caporedattore, titolo conquistato a settembre. L'Unione europea, d'altronde, è la sua passione: figlio di immigrati calabresi e abituato a viaggiare, Megalizzi è un europeista convinto. Stava passeggiando per i mercatini di Natale di Strasburgo dopo il lavoro insieme ad altre due colleghe italiane di Europhonica, Caterina Moser e Clara Stevanato, quando Cherif Chekkat ha aperto il fuoco sui passanti. Le due ragazze sono riuscite a mettersi in salvo, fuggendo e riparandosi in un locale. Lui è stato perso di vista. Nelle ore seguenti l'attentato le notizie si sono susseguite confusamente: è tra i feriti, si è fatto male fuggendo, è grave, è gravissimo. La conferma è arrivata nella mattinata di ieri: il giovane giornalista è stato centrato alla nuca da uno dei proiettili sparati dal killer in fuga. Al momento è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Hautepierre, nella periferia della città francese. La pallottola gli si è conficcata vicino alla spina dorsale, in un punto troppo delicato per tentare un'operazione. I genitori, la sorella e la fidanzata, Luana Moresco, lo hanno raggiunto ieri. Secondo il padre di Luana il ragazzo sarebbe in coma.

Ventinove anni, originario di Rovereto e residente a Trento, Antonio Megalizzi si è laureato in Scienze della comunicazione a Verona, per poi iscriversi alla Scuola di studi internazionali del capoluogo trentino, che tuttora frequenta. La radio è entrata presto nella sua vita. Dalle emittenti locali alla Rai di Trento, dalle musiche di Radio 80 ForeverYoung all'informazione di Europhonica: i colleghi europei lo descrivono come «il classico animale da radio, lo speaker più bravo di tutte le radio universitarie italiane». Talentuoso, solare, ironico: non sono parole di circostanza, precisa chi lo conosce. «Doveva finire sui giornali per un altro motivo», ripetono gli amici. «Da grande» si immaginava proprio lì, a trasformare cuffie e microfono in un lavoro vero. L'altro sogno nel cassetto è lavorare proprio per l'Ue: ha in mente un progetto per migliorare la comunicazione di Bruxelles, per raccontare di cosa si occupa l'Unione, quali sono i vantaggi e gli obiettivi. Per molti un compito impossibile, soprattutto in questo momento storico, per lui una sfida stimolante. Alimentata anche dalla fidanzata Luana, pure lei europeista e appassionata di politica: alle ultime elezioni provinciali in Trentino si è candidata con Forza Italia.

Luana ha scoperto dell'attentato guardando la televisione. Antonio non rispondeva al cellulare, per cui la ragazza si è messa in contatto con Caterina Moser di Europhonica, anche lei trentina. Questa le ha raccontato di essere barricata in un bar, ma che l'amico non era con lei. Allora Luana ha telefonato ad alcuni parlamentari europei per capire dove fosse il fidanzato: il giovane è conosciuto da buona parte dei giornalisti e dei politici strasburghesi, a partire dal presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani. La conferma del suo coinvolgimento nell'attentato è arrivata da Brando Benifei, eurodeputato del Partito Democratico, il primo a dare la notizia che il giornalista fosse tra i feriti. Ricevuta in tarda serata la comunicazione della Farnesina che informava della gravità della situazione, Luana ha deciso di partire immediatamente per Strasburgo insieme alla famiglia del 29enne: papà Domenico, dipendente delle Ferrovie dello Stato, mamma Annamaria, catechista, e la sorella Federica. Tutti riuniti all'ospedale di Hautepierre, in attesa di una buona notizia che, per ora, non sembra arrivare.