Austria, giura il neocancelliere: "Ma la gente non si fida più"

«Se non capiamo che questa è la nostra ultima chance, i due grandi partiti finiranno per sparire». Con queste parole Christian Kern ha giurato da cancelliere nelle mani del presidente austriaco Heinz Fischer, chiamato a espletare le mansioni più importanti di capo dello Stato a pochi giorni dalla fine del suo secondo mandato

Berlino - «Se non capiamo che questa è la nostra ultima chance, i due grandi partiti finiranno per sparire». Con queste parole Christian Kern ha giurato da cancelliere nelle mani del presidente austriaco Heinz Fischer, chiamato a espletare le mansioni più importanti di capo dello Stato a pochi giorni dalla fine del suo secondo mandato. Le due formazioni a rischio estinzione sarebbero lo stesso partito socialdemocratico (Spö) che sostiene il neo cancelliere, e il partito popolare (Övp) alleato dell'Spö nell'ennesimo governo di grande coalizione, uno strumento che ha finito per sfibrare i due partiti storici della repubblica alpina. «Se continuiamo così, fra pochi mesi ci saremo completamente giocati la fiducia della gente», ha ribadito Kern sottolineando il bisogno di discontinuità con il suo predecessore Werner Faymann. Questi ha abbandonato la guida del partito e del governo nel bel mezzo delle elezioni presidenziali: troppo grama la figura ricavata dal suo candidato, arrivato solo quarto dopo quello del Partito della libertà (Fpö), di quello dei verdi e una giurista indipendente.

Con Kern i socialdemocratici cercano una ripartenza: per assumere la guida del governo di Vienna, il brillante 50enne ha lasciato la guida delle ferrovie austriache. A differenza del suo predecessore, impegnato in politica da quando aveva 21 anni, Kern ha attraversato l'Spö come una meteora a inizio degli anni '90. La circostanza piace ai suoi concittadini: stufi della mancanza di rinnovamento della classe politica, gli austriaci stanno di nuovo subendo il fascino dell'Fpö. E come ai tempi di Jörg Haider, il Partito della libertà sta vivendo una fase di fasti: dal 2015 la formazione anti-immigrati e anti Schengen ha infilato una serie di successi elettorali. L'ultimo è proprio la recente affermazione di Norbert Hofer, che con il 35% dei voti ha stravinto il primo turno delle presidenziali, umiliando i candidati dei partiti di governo e provocando, a cascata, le dimissioni di Faymann. A sottolineare il rinnovamento, Kern ha anche silurato metà dei ministri socialdemocratici, portando al governo alcuni volti nuovi.

Resta invece Wolfgang Sobotka, l'esponente dei popolari che poche settimane fa ha ereditato dalla sua compagna di partito Johanna Mikl-Leitner il ministero degli Interni protagonista del pugno duro contro i rifugiati e del previsto strozzamento del Brennero. Nell'assumere la guida del Paese, Kern ha anche dichiarato che al ballottaggio di domenica voterà per il candidato dei Verdi Alexander Van der Bellen. Faymann non lo aveva detto, causando ulteriori mal di pancia in seno all'Spö che lo ha poi silurato. Il suo endorsement resta però solo personale. Al di là delle simpatie per il candidato ecologista, i socialdemocratici temono di inimicarsi troppo gli elettori dell'Fpö e non escludono di allearsi in futuro con il Partito della Libertà come d'altronde hanno già fatto un anno fa nella regione orientale del Burgenland.

Commenti

claudio faleri

Gio, 19/05/2016 - 10:12

bene meno male....ci vorrebbe anche in italia