La rivoluzione in Cina adesso è verde

Xi Jinping ha avviato una importante campagna per combattere l'inquinamento in Cina. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti

Qualche anno fa Pechino era così inquinata che certi giorni le fotografie scattate dai turisti erano talmente grigie da nascondere i suoi grattacieli futuristici. Ogni inverno una cappa di smog avvolgeva la capitale della Cina provocando seri problemi di salute ai pechinesi, quasi tutti muniti di una mascherina per proteggersi dalle micidiali polveri ultrasottili. Oggi i cinesi continuano ad andare in giro con le stesse mascherine ma la qualità dell'aria che respirano è assai migliorata. Merito della nuova svolta green voluta dal Presidente Xi Jinping, che a partire dal 2013 ha intrapreso una ferrea politica ambientale. Debellare l'inquinamento è un'impresa ardua per tutti, a maggior ragione per uno Stato di oltre 1,3 miliardi di abitanti.

E allora come è stata realizzata questa svolta green? Innanzitutto approvando un piano triennale contro l'inquinamento (2018-2020). Due sono i provvedimenti che meritano di essere menzionati. Il primo ha obbligato le amministrazioni locali a tagliare entro il 2020 il 10% del consumo di carbone, un combustibile tossico e nocivo per l'atmosfera ma ancora molto utilizzato per riscaldare gli edifici. Il secondo riguarda le province cinesi più industrializzate e inquinanti; il governo ha imposto alle aziende metallurgiche operanti in queste aree di ridurre la produzione di acciaio.

Così, in poco tempo, i cinesi hanno cambiato il loro stile di vita, in parte costretti dalle politiche governative e in parte per una nuova presa di coscienza su un tema, la sostenibilità dell'ambiente, diventato ormai centrale anche nell'opinione pubblica locale. L'apertura economica del Paese del 1978 ha elevato gli standard qualitativi di una società che adesso aspira a qualcosa di più che non la semplice sopravvivenza, come invece accadeva negli anni più bui. Le fonti alimentari, il risparmio energetico ma anche il semplice uso di prodotti «verdi» sono tutti temi che hanno acquistato importanza.

Anche la scelta del trasporto pubblico sta influenzando le abitudini di chi vive in città. La Cina punta sui veicoli elettrici, non inquinanti, automatizzati e più funzionali di quelli a benzina, tanto che per il 2020 entreranno in circolazione 10mila mezzi pubblici elettrici e 200mila nuove auto private dotate di batterie al litio. Secondo alcuni studi, se la Cina dovesse continuare su questa strada, entro il 2030 i cinesi potrebbero tornare a respirare la stessa qualità dell'aria degli anni '80. Pechino intende raggiungere il traguardo.