"Battaglia trasversale, i bimbi hanno la priorità"

La presidente della commissione Infanzia, Licia Ronzulli: "Bibbiano? Meglio una legge che la proposta della Lega"

«Consegnerò ai ministri una copia». E Licia Ronzulli, vice dei senatori azzurri e presidente della commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza, ha portato il testo del suo disegno di legge sui minori «fuori famiglia» al Viminale da Matteo Salvini. «Fontana ha lasciato il suo incarico alla Famiglia. Aspetterò la Locatelli per confrontarmi. Andrò dai segretari di partito e dal ministro della Giustizia».

Perché batte alle porte di tutti e non solo a quelle degli alleati di Forza Italia?

«Deve essere chiaro a tutti che questa è una battaglia trasversale. I bambini non hanno colore politico. I bambini non possono aspettare i tempi della politica».

Il disegno di legge di cui è prima firmataria nasce dalle urgenze di cronaca o ha una genesi più antica?

«Il sistema affidi, che fa parte della legge sulle adozioni, in questo momento ha poche regole, motivo per cui lo strapotere dei servizi sociali locali viene a galla. Bisogna modificare alcune disposizioni del codice civile per adattare le leggi al momento storico che stiamo vivendo».

Non si rischia di criminalizzare gli assistenti sociali che già si dedicano a un'attività difficile?

«Dobbiamo stare molto attenti a non fare di tutta l'erba un fascio. Ci sono professionisti che si dedicano alla propria attività con amore e nel solo interesse dei bambini. Altri, purtroppo, sono entrati nel settore per ragioni di business».

La legge parla di videoregistrazione e verbalizzazione delle indagini dei servizi. È il metodo principale per cercare di intercettare gli abusi?

«Il business dei minori fuori famiglia vale 72 milioni l'anno, molti versati da Comuni e Regioni. La videoregistrazione, naturalmente con la tutela del diritto alla riservatezza delle parti e la possibilità di accesso ai filmati limitata ai soggetti competenti, potrà servire a evitare o a frenare situazioni drammatiche. Nessuno vuole mettere in dubbio la bontà di molte iniziative con i minori».

Il ddl chiede la modifica dell'allontanamento d'urgenza del minore dalla famiglia.

«L'articolo 403 sull'allontanamento è del 1940. È utilizzato e purtroppo abusato per portare via i bambini. La cronaca ci ha parlato di val d'Enza e Forteto ma non bisogna arrivare agli abusi. A volte i bimbi sono portati via perché i genitori vengono giudicati inadatti a causa della loro povertà materiale, nonostante la legge lo vieti».

La Lega ha proposto una commissione d'inchiesta sui fatti di Bibbiano. Lei che ne pensa?

«In linea teorica è una buona cosa ma farebbe perdere ulteriore tempo: ci vorrebbero anni. Non c'è più tempo da perdere: serve uno strumento subito. Le forze politiche lavorino insieme per dare garanzie alle famiglie e ai bambini. Si parla tanto di riduzione dei parlamentari e conflitto d'interessi, ma i bambini hanno la precedenza su tutto».

Nel testo si parla di affidi a seguito di separazioni e divorzi.

«Oggi la famiglia non si può difendere e nemmeno il bambino. Invece il ddl prevede che i genitori devono essere rappresentati e il bambino deve avere una voce. Solo i servizi sociali parlano con i minori, vedono i disegni, spesso tristemente noti, e ciò che accade».

Quali le finalità di Osservatorio e Registro degli affidamenti?

«A oggi non ci sono controlli, non è dato sapere quanti sono i bambini, in quali famiglie o case famiglia si trovano e come stanno. Con il Registro si può sapere in tempo reale in che condizione si trovi ogni bambino allontanato dal proprio nucleo familiare».

Commenti

mariolino50

Gio, 11/07/2019 - 12:01

Solo dopo un vero processo, con avvocati e consulenti di parte civile, si dovrebbe portar via definitivamente un bambino alla famiglia, certamente non con la sola parola di assistenti sociali, che rispondono a non si sà chi.