Berlino, in cattedrale armato di coltello. Ferito un agente: "Ma non è terrorismo"

In azione un austriaco «esagitato». Poliziotto colpito dal colpo di un collega

Berlino La giornata era cominciata con la Fahrradsternfahrt, la tradizionale pedalata estiva dall'associazione ciclistica tedesca Adfc: decine di migliaia di persone sono sfilate su due ruote per le strade della capitale e poi sotto la colonna della vittoria nel cuore del Tiergarten. La domenica di sole è stata però interrotta da una doccia fredda. Alle quattro del pomeriggio i custodi del duomo di Berlino hanno chiamato la polizia e dato l'allarme: un uomo armato di coltello si era introdotto nel luogo di culto minacciando turisti e fedeli. La cattedrale protestante si trova sull'isola dei musei, la zona più battuta dai visitatori della capitale tedesca: una breve passeggiata porta al Pergamon, e all'Altes e al Neues Museum. Alle forze dell'ordine i custodi della grande chiesa, eretta a metà del Settecento e ampiamente ricostruita quarant'anni fa dopo i bombardamenti del 1944, hanno riferito che l'uomo urlava a chiunque gli passasse vicino, brandendo la sua arma. I turisti hanno temuto di essere diventati l'oggetto dell'ennesimo atto di terrore per le strade d'Europa ma testimoni oculari hanno riferito alla stampa che i custodi hanno mantenuto il sangue freddo, riuscendo a far uscire dal duomo il centinaio di presenti, tutti rimasti illesi.

Arrivati sul posto, i poliziotti hanno tentato di avvicinare l'uomo e di fargli posare il coltello. Descritto come «uno schiamazzatore», l'uomo non ha dato ascolto a nessuno e gli agenti hanno finito per sparargli a una gamba, ferendolo. Quando i colpi sono stati esplosi, nella chiesa erano presenti cinque poliziotti, tre dei quali nella zona dell'altare: uno di loro è rimasto ferito nella sparatoria. La Polizei Berlin non ha fornito altri dettagli ma poiché l'esaltato aveva in apparenza solo un coltello, è lecito pensare che l'agente sia stato ferito, forse di rimbalzo, da un colpo esploso da un suo collega. Sul posto sono giunti i soccorsi che hanno portato in ospedale il poliziotto e l'attentatore, poi rivelatosi un cittadino austriaco di 53 anni del tutto sconosciuto alle forze dell'ordine, e fornito assistenza psicologica ai turisti in stato di shock. L'intero perimetro del duomo e stato transennato e il luogo di culto chiuso almeno fino a lunedì.

«Finora non vi sono indicazioni di un movente terroristico o islamico», ha twittato poco dopo la polizia. Un tweet anomalo rispetto agli standard della comunicazione istituzionale: non è ancora chiaro perché la polizia abbia escluso la pista islamica pochi minuti dopo l'accaduto. In passato è successo che attentatori ritenuti «pazzi solitari» si fossero poi rivelati individui socialmente isolati, finiti preda di reclutatori online del califfo al-Baghdadi, il terrorista iracheno alla guida dell'Isis.

In Germania il politically correct è la regola, ancora di più quando la polizia divulga informazioni su reati a carattere violento: associare quindi il termine islamico a un attentato mancato rappresenta o uno scivolone o un cambio di rotta, lontano dalla correttezza a tutti i costi. Anche la sparatoria in un luogo di culto non è un fatto comune, tanto più se l'attento terroristico è stato escluso in partenza e l'uomo indicato come «schiamazzatore». L'unica certezza è che dopo una lunga serie di attentati e sparatorie nei centri urbani che hanno colpito la Germania negli ultimi due anni, i tedeschi hanno i nervi più scoperti e forse la polizia non fa eccezione. Sarà il sindaco-governatore Michael Müller a fare chiarezza sull'accaduto nelle prossime ore.