"C'è un alto rischio di perdite ma in Libia si deve intervenire"

Il generale Carlo Cabigiosu anticipa la nostra strategia bellica: «È il caos, non si può usare il fioretto. Senza nascondere il prezzo in vite di soldati italiani»

Roma - «Se il governo decide di intervenire in Libia è indispensabile che renda chiaro all'opinione pubblica il costo in termini di perdite tra i nostri militari». Può sembrare una frase stonata da parte di un uomo in divisa e stellette come il generale Carlo Cabigiosu, ma è tutt'altro che un monito contro l'operazione: è un avvertimento sulla necessità di costruire il necessario sostegno politico intorno a una missione che si annuncia tra le più impegnative per l'Italia.

Generale, il nostro intervento è davvero necessario?

«Gli italiani devono capire che la situazione in Libia è grave e non può essere lasciata al destino. Bisogna che ci sia appoggio anche di fronte agli aspetti più sensibili».

Lei si riferisce alla possibilità di perdite umane.

«È un nodo cruciale per come si prospetta l'intervento. E c'è anche il rischio di quelli che vengono chiamati collateral damages, che ovviamente bisogna cercare di evitare. Ma a essere coinvolte saranno soprattutto le città della costa e la nostra Marina potrebbe giocare un ruolo importante. Ma non si può usare il fioretto, altrimenti non si conclude nulla. E una volta decise le regole d'ingaggio, l'Italia non potrà frapporre troppe riserve senza suscitare forti perplessità negli alleati, specie se avrà un ruolo guida».

Dobbiamo aspettarci perdite significative?

«Rispetto alle bande armate che potrebbero opporsi a un intervento di stabilizzazione del Paese abbiamo una grande superiorità tecnologica, però bisogna tener conto che loro, a differenza di noi, non hanno regole d'ingaggio, hanno una maggiore conoscenza del territorio e una volontà di combattere che non deve fare i conti con le perdite umane, visto che per i gruppi legati all'Isis, chi muore combattendo va in paradiso e può essere sostituito con nuovi reclutamenti».

C'è un'idea di come si potrebbe svolgere la missione?

«Ci saranno tre fasi, la prima guidata dall'intelligence con azioni mirate contro obiettivi di piccola entità ma significativi dal punto di vista strategico e adatti alle forze speciali. Nel mirino ci sarà chi si oppone a un cessate il fuoco temporaneo».

Ed è la fase attuale, cosa verrà poi?

«Arriverà un contingente che dovrà essere piuttosto numeroso e non solo italiano, ma anzi con la partecipazione di molte nazioni, auspicabilmente anche arabe, con l'obiettivo di neutralizzare le forze che si oppongono a un accordo politico che stabilizzi il Paese. Un'operazione simile a quelle viste in Somalia, Afghanistan e più recente in Ciad».

C'è una fase ulteriore?

«La terza, ancora più impegnativa, che dovrà mantenere sotto controllo il Paese ed evitare che guerriglia e atti di terrorismo facciano perdere gli obiettivi raggiunti. Per questa fase serve una massa di soldati molto superiore. Ed è importante che siano chiari gli obiettivi. Anche quelli politici sui quali ci dovrà essere accordo tra i governi che sostengono la coalizione».

Dal punto di vista militare si possono stimare le forze necessarie?

«Le indiscrezioni sulla presenza attuale di forze speciali italiane parlano di tre squadre da dodici uomini, il che vuol dire un impegno di un centinaio di uomini in tutto».

Per la fase di combattimento l'America ci ha richiesto pubblicamente 5.000 soldati da mandare sul suolo libico. È alla nostra portata?

«Siamo vicini al massimo del nostro potenziale. Negli anni passati siamo arrivati ad avere sette, otto anche novemila uomini impegnati nelle missioni. Ma bisogna tenere conto che ora abbiamo già 1.500 soldati in Libano, qualche centinaio in Irak, cui si aggiungeranno i 500 per proteggere la diga di Mosul. In più, come accadde ai tempi delle Guerre del Golfo, ai nostri militari potrebbe essere chiesto di presidiare anche gli obiettivi sensibili in Italia, ad esempio le centrali elettriche. All'epoca furono impegnati per questo altri sei-settemila militari. E poi ci sono militari impegnati anche in altri scenari, come in Val di Susa».

I tagli al bilancio delle forze armate degli ultimi anni possono avere conseguenze?

«Sì, ma non tanto sul numero degli uomini disponibili quanto sull'aggiornamento tecnologico e l'addestramento a fronteggiare un certo tipo di combattimento. Le faccio un esempio: se si riducono troppo il numero di ore di volo di sugli elicotteri d'attacco, poi l'addestramento deve ripartire da zero. Non sono attività che puoi mollare e riprendere».

Annunci
Commenti

m.nanni

Sab, 05/03/2016 - 08:20

altro che entrare in Guerra l'Italia! Berlusconi deve chiedere l'arresto(non scherzo) di Napolitano, di Cameron, di Sarkozy e della Clinton. Ieri sera la tv ha mostrato Cameron e Sarkozy a farsi riprendere in mezzo alla folla festante a Tripoli, come i liberatori della patria, dopo avere bombardato la Libia e assassinato Gheddafi. Guardate in che caos avete ridotto quell'area. Altro che primavere arabe! Ora vogliono spingere l'Italia in mezzo all'Inferno. Berlusconi, chiedi che vengano processati per crimini di guerra e fai richiamo all'Onu per Isis. Viva l'Italia! https://www.youtube.com/watch?v=q_LEiCPTovA

ArturoRollo

Sab, 05/03/2016 - 08:32

Buongiorno dall' Estero. AAA. Quali sono gli obbiettivi Politici e Strategici che l' ITALIA persegue in LIBIA ? BBB. Nell' eventualita' si optasse per l'azione militare e l'invio di truppe ITALIANE su suolo libico: quali sarebbero le Regole d' Ingaggio dei nostri soldati ? CCC. E' un azione sotto egida U.N. (ONU) o e' un accordo bilaterale ITALIA - LIBIA ? DDD. Astruso che gli U.S.A. (America e' termine generic !)decidano quanti eventuali soldati eventualmente l' ITALIA dovrebbe inviare...e sotto quale Comando sarebbero ? EEE. Chi paga per la Logistica, I salari, le mutilazioni ed I Caduti in battaglia ? VIVA l' ITALIA.

Ritratto di Matko Srzich

Matko Srzich

Sab, 05/03/2016 - 08:45

Benissimo, cominciate reclutare tutti gli arabi con la cittadinaza italiana.

Ritratto di Matko Srzich

Matko Srzich

Sab, 05/03/2016 - 08:51

una legge ad hoc ripristino servizio militare. training intensivo di 2 mesi e poi al fronte. Come saranno contenti. Pero' e fattibile. Che bello sarebbe a vedere i soldati musulmani italiani sotto la bandiera italiana.

abocca55

Sab, 05/03/2016 - 08:55

Americani inglesi, e francesi, hanno distrutto la Libua per toglierci gli affari con quel Paese. Ora vogliono che siano i soldati italiani a riparare il misfatto? Renzi, tutto sommato, non è il cxxxxxo additato dagli italioti, e certe doti dobbiamo riconoscerle anche noi di destra.

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Sab, 05/03/2016 - 08:58

se andate lì e sparate a tutto quello che si muove allora si può vincerla, ma se andate e dovete fare una selezione come la fanno in Italia quando devono controllare i profughi, allora diciamo che è persa in partenza. Non combattete contro un esercito in divisa, ma uomini che si mimetizzano, li vedi, sembrano civili brava gente amici, ma quando volti le spalle ti assaltano.

Ritratto di Matko Srzich

Matko Srzich

Sab, 05/03/2016 - 09:02

aveva raggione la boldrini "sono una risorsa"come i neri e gli ispanici in america. Carne da canone. Ecco un bell'esempio come sfruttare le risorse umane con la cittadinanza italiana.

Aegnor

Sab, 05/03/2016 - 09:03

I "pacifisti" stanno già occupando le piazze?

Ritratto di siredicorinto

siredicorinto

Sab, 05/03/2016 - 09:08

Mancano i soldi ? Allora si faccia come ai tempi della seconda guerra mondiale quando il governo chiese oro per la patria e tutti diedero i lori gioielli, anche le fedi nuziali. Cominciamo dai politici e dalle pensioni d'oro. L'amor patrio viene prima di ogni altra cosa. E' la patria che chiede, siate voi " Super pensionati " i primi a dare l'esempio. Oppure siete " APOLIDI ABIURI E RINNEGATI ? "

franco-a-trier-D

Sab, 05/03/2016 - 09:10

se dovesse fallire questo intervento della Italia in Libia sarebbe una invasione di questi musulmani in Italia e vi ritrovereste questi stessi per le strade campagne ovunque, stanno tastando ne nostre forze e si sapranno regolare.Un po come gli zulù contro gli inglesi, questi musulmani hanno centinaia di milioni di fanatici a disposizione contenti di morirre per Allah, ringraziate il PD per questo.

franco-a-trier-D

Sab, 05/03/2016 - 09:11

se dovesse fallire questo intervento della Italia in Libia sarebbe una invasione di questi musulmani in Italia e vi ritrovereste questi stessi per le strade campagne ovunque, stanno tastando ne nostre forze e si sapranno regolare.Un po come gli zulù contro gli inglesi, questi musulmani hanno centinaia di milioni di fanatici a disposizione contenti di morirre per Allah, ringraziate il PD per questo...

franco-a-trier-D

Sab, 05/03/2016 - 09:12

sarebbe complicato a eliminare questi anche per lo zio Adolf.

flip

Sab, 05/03/2016 - 09:14

ma scisate. abbiamo al governo due emerite OCHE

Ritratto di bobirons

bobirons

Sab, 05/03/2016 - 09:23

2a parte - Il nostro dovere, che discende dal nostro interesse, é quello di salvaguardare i nostri interessi. Quindi, se guerra deve essere in contrasto con quanto sopra, che guerra sia ma, come la guerra richiede, senza tentennamenti, pressappochismi, disquisizioni, cerchiobottismi. Se vogliamo/dobbiamo salvaguardare i nostri pozzi petroliferi, allora un intervento talmente massiccio, drastico, definitivo da scoraggiare qualsiasi discendente di Omar el Mukhtar da porre qualsiasi resistenza, ora e nel prossimo futuro. Alternativamente, e sarebbe la strada migliore, lasciare che i differenti popoli che compongono la Libia - ad esempio Tripolitania, Fezzan - Cirenaica - si dividano e si autogovernino, stringendo con essi singolarmente quegli accordi commerciali che nessun arabo o latino ha mai negletto.

Ritratto di bobirons

bobirons

Sab, 05/03/2016 - 09:23

L'intervento in Libia é un'idiozia per diverse ragioni. La prima é che la Costituzione Italiana proibisce il ricorso alla guerra. La seconda, visti gli incapaci politici e governanti che abbiamo, é che con il sangue degli italiani altri si prenderanno il bottino. Terzo, e non ultimo, la pretesa, magari giusta, dei libici ad autorizzare gli interventi in casa loro. Tradotto dall'arabo questo significa che faranno di tutto per far distruggere i clan rivali a proprio vantaggio. Ed infine il pericolo di assecondare la strategia estremistica arabo/musulmana per cui ogni intervento in casa loro é visto come un vero e proprio affronto morale al loro sistema di vita che, non dimentichiamolo, non scinde il trascendente dall'immanente. fine 1a parte

flip

Sab, 05/03/2016 - 09:25

ma scusate. abbiamo due emerite OCHE e una addirittura ministro della difesa, un' ixxxxxxxe al ministero degli esteri ed il suo compare addirittura presidente del consiglio. di cosa dobbiamo preoccuparci. Il nostro vero esercito è prigioniero in India e nelle attuali caserme ci sono militari e "militaresse " (accontentiamo la boldrini) impreparati. Non conosco l' armamento ma penso si limiti solo a qualche fionda e fuciletti col tappo di sughero.

franco-a-trier-D

Sab, 05/03/2016 - 09:47

non so cosa sta aspettando Silvio...forse che vi facciate più furbi?

Ritratto di gangelini

gangelini

Sab, 05/03/2016 - 09:48

Di tutta questa assurda operazione militare dobbiamo ringraziare il nostro Presidente Napolitano che ha voluto a tutti i costi abbattere Gheddafi contro la volontà di Berlusconi. Ogni soldato italiano che morirà sarà una sua colpa e lo avrà sulla coscienza. Ma il NAPO se ne frega, lui pensa solo alla rivoluzione proletaria ed ha difendere le idee disastrose e fallimentari cui ha creduto tutta la vita. Il peggiore Presidente della storia d'Italia che ha creato sono miserie, sofferenze e distruzione.

vince50_19

Sab, 05/03/2016 - 09:49

É da tempo che avrebbe dovuto essere valutata questa opzione, visto che Is e Al Qaeda stanno facendo i loro interessi il Libia: traffico di carne umana - anche con l'uso della forza - e probabilissime infiltrazioni in Ue di loro emissari non certo portatori di pace. L'inerzia proverbiale della Ue in queste delicate faccende è chiara: quando si tratta di imporre oneri di tipo economico sono velocissimi e autoritari, quando si tratta di gestire faccende come queste così delicate, dimostrano la loro incapacità collegiale, anche certo menefreghismo. Insomma l'Ue funziona solo per banchieri e i loro sporchi profitti, il resto per sta gente può anche fottersi. Avremo certamente perdite sul "tamburo": questo fa parte del gioco chiamato guerra. Fortunello Renzino hai voluto le bici "abbronzato/cotoletta amburghese"? Adesso pedala ma occhio che la "sfiga" ti aspetta dietro l'angolo e certe tue aspirazioni particolari si dissolveranno come neve al sole .. libico.

Luigi Farinelli

Sab, 05/03/2016 - 09:56

Il generale Cabigiosu parla correttamente, da bravo "tecnico", prospettando chiaramente costi e benefici. Un tecnico responsabile è infatti quello che, al politico che gli impone di costruire un manufatto sulla "cacca", risponde che è impossibile fondare su quel materiale; ma non perché lo dica lui, bensì perché cento prove geotecniche e calcoli dicono (oggettivamente!) che la cacca non è un materiale adatto a fondazioni. Ma il politico deve mantenere la poltrona, per cui se ne frega del rapporto benefici/costi (in questo caso fra sicurezza nazionale e prezzo sul campo); e se è un politico di sinistra, deve fare i conti con l'anima imbelle, buonista, falso-pacifista, ideologicizzata e de-virilizzata dei suoi elettori, eterodiretti dall'intellighentia progressista" che i concetti di "patria", "sicurezza nazionale", "buonsenso", li irridono a ripetizione. Altro che ottimizzazione benefici/costi!

Ritratto di gangelini

gangelini

Sab, 05/03/2016 - 09:58

Dimenticavo. Dove sono le bandiere arcobaleno? Per i sinistri ci sono guerre buone e guerre cattive ? C'è il soldato morto per cause assurde ed il soldato morto per causa giusta (un soldato morto è un italiano morto). Ma se si va in Libia si difende il suolo italiano ? Sinistri RICORDATEVI che la guerra il Libia l'ho voluta con tutte le sue forse il COMUNISTA Napolitano!!! Voluta non con una visione strategica di medio lungo periodo, ma con il solo obiettivo di fare un torto a Berlusconi, quest'ultimo amico di Gheddafi. E questo è il punto più SCHIFOSO di tutta questa storia.

Ritratto di Flex

Flex

Sab, 05/03/2016 - 10:02

Io penso che la questione del Nord Africa sia stato mal gestito già da anni e non solo dall'Italia ma dall'Europa e dai suoi alleati. Hanno prevalso gli interessi "energetici" piuttosto che la stabilizzazione democratica dei popoli e il commercio "solidale". Ora ci meravigliamo dei "venti di guerra" ma nessuno ne chiede conto ai veri responsabili della politica degli ultimi decenni. Ora siamo ad un bivio o si affrontano i problemi, anche ellici, nel Nord Africa oppure saremo costretti ad affrontarli, molto presto, a casa nostra.

Klotz1960

Sab, 05/03/2016 - 10:05

Vorrei capire chi e', che fa e a nome di chi parla questo Generale. Abbiamo autorita' governative e parlamentari, le opinioni personali lasciano il tempo che trovano. Ed in ogni caso, questo Generale gia' anticipa pesanti danni collaterali = bombardamenti e stragi di civili innocenti, esattamente cio' che rende quanto mai popolare il terrorismo islamico.

perSilvio46

Sab, 05/03/2016 - 10:08

I punti sono questi: 1) I tagli (della sinistra, n.d.a.) hanno ridotto, le capacità operative delle nostre FFAA. 2) Non siamo in grado di affrontare una guerra con l'addestramento ed i mezzi ottimali. Fino qui i dati tecnici dati dal generale. Ma l'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria, l'ora delle decisioni irrevocabili e impegnative per TUTTI, ed allora : 1) Per condurre un popolo in guerra ci vuole un potere politico forte e legittimato, guidato da uno statista e non da un ragazzotto. 2) Un politico non eletto, e quindi illegittimo, non può portare il paese in guerra. SUBITO un governo d'emergenza che rispecchi gli attuali equilibri nel paese, noi siamo il primo partito, spetta a noi l'onere e l'onore di decisioni storiche che solo SILVIO BERLUSCONI sa prendere. Finita la belligeranza subito al voto!

Ritratto di 51m0ne

51m0ne

Sab, 05/03/2016 - 10:09

Al cazzaro premier in mimetica e Rolex, hanno già fatto capire che l’intervento in Libia sarebbe la sua tomba politica. Peccato!

Luigi Farinelli

Sab, 05/03/2016 - 10:12

babirons: concordo su vari punti ma questo non sarebbe un intervento imperialista di conquista di territori altrui, bensì di difesa in profondità (e se aspettiamo ancora, tale "profondità" si restringerà alla distanza fra Civitavecchia e il "cupolone"). Abbiamo sparso le nostre forze per terra (vedi ricerca di "armi di sterminio di massa") e per mare (vedi marò in India) e a quale scopo? Qui lo scopo c'è. Non si tratta di essere "guerrafondai imperialisti e fascisti" (per per dirla con l'imbecillità di linguaggio dei "progressisti") ma di decidersi se la nostra nazione vogliamo svenderla definitivamente o vogliamo preservarne l'essenza per i nostri figli e nipoti. In questo secondo caso, un segno che siamo ancora in vita dobbiamo darlo!

steluc

Sab, 05/03/2016 - 10:19

C'è da sudare freddo . Lasciare in mano il comando in questa crisi a chi pensa che le FF.AA. siano solo crocerossine o cuochi , a chi i confini li sguarnisce invece di blindarli , a chi fa entrare di tutto e non controlla neppure il territorio nazionale , a chi mette davanti gli interessi degli "invasori" piuttosto che quelli degli italiani è follia totale . Si poteva già fare molto ( dichiarare le acque territoriali zona militare , stop a qualsiasi ingresso , espulsione dei clandestini sul territorio) , ma i superiori e i votanti sul pero non vogliono . Perciò state fermi.

Holmert

Sab, 05/03/2016 - 10:26

Già ai tempi del duce,con l'Italia abbeverata di nazionalismo guerrafondaio ed ansiosa di conquistare un posto al sole, ebbe a soffrire nel conquistare la Libia, dove avemmo anche delle sonore sconfitte. Ora con l'Italia che all'art.11 della costituzione (attenzione alla espressione)ripudia la guerra.....non vedo con che entusiasmo le nostre truppe possano andare a combattere in Libia e con quali ideali. Credo che sarebbe più oculato mandare mezzi e tecnologie ed appoggiare le truppe lealiste locali che combattono l'ISIS anche con risultati apprezzabili. Se poi ci si deve andare obtorto collo, meglio andarci in compagnia di truppe ONU, come si è sempre fatto. L'Italia da sola farebbe la fine del topo.

giannide

Sab, 05/03/2016 - 10:31

Ma perchè dovremmo esporci proprio noi che siamo a due passi dalla Libia...si esponga chi ha creato il caos eliminando Gheddafi, cioè la francia di sarkò e obama,

akrancic

Sab, 05/03/2016 - 10:44

Sapete come fara' l'Isis a vincere? Grazie alla strategia-migranti. Convoglieranno masse di migranti verso le linee italiane. I nostri seguendo le regole di ingaggio boldriniane accoglieranno i "profughi" e fra questi ci saranno i tagliagole, il resto ve lo lascio immaginare. Alla fine sbarcheranno in Sicilia e conquisteranno Roma. Inutile dire che Renzi, El Papa, Gentiloni, la Boschi etc. si convertiranno all' Islam e si salveranno.

tzilighelta

Sab, 05/03/2016 - 10:46

Galline in fuga! Bananas che scappano a tutta velocità, prima fate gli sbruffoni e adesso da autentici codardi buttate la divisa e indossate l'arco baleno! Una calata di braghe che non mi sorprende, accompagnata da patetiche giustificazioni tipo dare la colpa a Napolitano e Sarkozi, invocare B. e altri piagnistei! Andate a nascondervi, quello lo sapete fare bene!

Ritratto di tokarev

tokarev

Sab, 05/03/2016 - 10:56

napolitano non ha mai fatto gli interessi del proletariato italiano, è un lobbysta/sionista, al massimo ha fatto gli interessi di israele. Anche confondere la sinistra collusa e corrotta con il Comunismo è un grosso errore, i Comunisti non farebbero una guerra per difendere gli interessi di francia, inghilterra, usa e israele...Gli interessi italiani li difendeva Gheddafi, l'italia in guerra contro di Lui, prova che l'allora presidente non poteva essere comunista.

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Sab, 05/03/2016 - 11:00

ma se la maggioranza di stranieri in Italia si rivoltassero e iniziassero ad attaccarci, quelli del PD parlerebbero ancora a loro difesa dicendo di non fare di tutta l'erba un solo fascio e di non rispondere all'attacco per non colpire gli stranieri innocenti?

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Sab, 05/03/2016 - 11:02

#tzilighelta- 10:46 Punto primo: il pacifintismo non è un'invenzione della destra. Se guerra deve essere, guerra sia. Purchè non ci sia , dietro l'angolo, qualche sinistro Solone sempre pronto a chiedere commissioni d'inchiesta nell'eventualità che qualche fotografo immortalasse un nostro parà intento a sgozzare un miliziano dell'ISIS.

venco

Sab, 05/03/2016 - 11:14

La Costituzione dice che le forze armate si usino solo per la difesa del territorio

tonipier

Sab, 05/03/2016 - 11:30

" L'Unione Europea non rappresenta un superstato che affondi le sue radici in un popolo, ma soltanto una soluzione destinata a favorire il consolidamento dello strapotere economico e politico statunitense e ad accostare i cittadini degli Stati che concorrono a formarla alla alienazione completa in favore della Banca centrale di Francoforte, del Fondo Monetario Internazionale, della mafia economica e politica intercontinentale. I propositi di allargamento verso Est programmati dalla diplomazia statunitensi corrispondono all'intento di conseguire il controllo economico della Russia, dei paesi dell'Eurasia e di sfruttarne le risorse.

Ritratto di danutaki

danutaki

Sab, 05/03/2016 - 11:39

@ tzilighelta.....mi spiace per lei, ma pronti ad andare....purché le regole d'ingaggio contemplino l'impunitá !!

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Sab, 05/03/2016 - 11:40

E il prezzo di vite delle ritorsioni future?

tzilighelta

Sab, 05/03/2016 - 11:41

Menphis35, punto primo evita di dire banalità e non cercare di cambiare argomento, le cose stanno esattamente come ho detto, almeno per quanto riguarda lo spirito codardo di molti postanti, vedi tu da che parte stare! Punto secondo gli italiani in Libia hanno già dimostrato cosa vuol dire essere feroci, nessuno come noi! Certo i tempi sono cambiati, prima c'erano gli arditi adesso solo bananas!

idleproc

Sab, 05/03/2016 - 11:45

Da un punto di vista "tecnico" non ci piove sul fatto che dobbiamo avere un esercito tecnicamante avanzato e addestrato per difendere la baracca. Il resto sono valutazioni politiche legittime e non "ideologico-spazzatura". Purtroppo stiamo divisi tra italiani in due, gli atlantisti convinti che sia nell'interesse nazionale la posizione atlantica e che non si è stati usati come proxy di esclusivi interessi altrui e controproducenti per l'Italia e i "nazionalisti" in senso lato che sono convinti che si dovrebbe avere una posizione autonoma e indipendente cercandosi da questo punto di forza alleati veri. Le strategie sono molto diverse e il bilancio del pregresso è solo in passivo per noi e per gli altri popoli coinvolti dalla strategia del Chaos. Noi ci cuccheremo il chaos, visto che le "guerre" gli "alleati" non sono in grado di vincerle per difetto di capacità politica.

Ritratto di tokarev

tokarev

Sab, 05/03/2016 - 11:51

Noi siamo carne da cannone, per gli usa, per la francia, per gli inglesi...

ectario

Sab, 05/03/2016 - 11:55

Giovin toscano, Non ti azzardare a mandare carne da macello per far contenti i parac..uli. Loro hanno fatto il casino, abbiamo il coraggio di mandare la loro carne nazionale. Noi già diamo il nostro territorio per le basi, e siamo a rischio. Fine, nisba! e se c'è da spartire un bottino facciamo come la Francia che ha perso tutte e due le guerre ma si è seduta al tavolo dei vincitori.

Ritratto di Ulrico

Ulrico

Sab, 05/03/2016 - 12:12

Se si deve andare è meglio che si rivanghi un po' la storia e si faccia un training psicologico ai soldati, poiché l'unica speranza per ottenere risultati e portare a casa la pelle è d'agire con la mentalità degli antichi ROMANI. Se invece vanno con la mentalità che quelli pronti a tagliargli la gola in fondo non sono nemici, ma fratelli che la pensano diversamente e che bisogna convincere a pensarla come noi, meglio che Renzi si rifornisca di una buona quantità di sacchi neri. Oh! Va da se che, come ha scritto altro lettore, i primi da mandare a combattere per la libertà dei popoli affricani, sarebbero i musulmani con nazionalità italiana e, se fosse possibile, anche tutti i clandestini sparsi nei vari hotel a spese nostre.

flip

Sab, 05/03/2016 - 12:19

tzilighelta. perché sei voluto uscire dalla stalla dove i tuoi amici e militanti abitano? Comunque ragli meglio di loro. visto e considerato che sei un prode, alza il culetto e datti da fare. buffone e cacasotto come tutti i tuo0i kompagni str....zi.

fenix1655

Sab, 05/03/2016 - 12:33

Bisognerebbe trarre utili insegnamenti dalla storia prima di disegnare e proporre interventi militari che reputiamo sempre vincenti se supportati da moderne tecnologie. Andrà a finire come nel 1911. A malapena riusciremo a controllare le città costiere chiudendoci in inutili caposaldi che con il tempo saremo costretti ad abbandonare. E voglio vedere come si riuscirà a mettere insieme una coalizione internazionale compatta (paesi arabi compresi) disposta a gettarsi in questa avventura. Si rischia di incendiare ulteriormente un'area già traballante. Guardate bene la situazione dei paesi confinanti. E magari riusciremo noi "occidentali" a riunire compatto il mondo arabo in un'unica Jihad visto che finora non ci siamo riusciti. Bravi gli americani ad insistere sulla nostra leaderschip! Sarebbe un'occasione d'oro per loro per ridurci a stato satellite utilizzando i nostri militari come truppe auxilia.

Ritratto di carbone

carbone

Sab, 05/03/2016 - 12:53

Bene ! a leggere le considerazioni del Generale mi sono reso conto che non potra mai esserci alcun intervento massivo di militari italiani in Libia. Per fortuna. Fategliele rileggere pure a lui.

Ritratto di tokarev

tokarev

Sab, 05/03/2016 - 13:04

se ai Partigiani fosse stato permesso di finire il lavoro ...la repubblica papalina è stata la prima a far fuggire i nazisti dalle forche Popolari...

franco-a-trier-D

Sab, 05/03/2016 - 13:57

gangelini, Geddafi doveva essere eliminato , semmai mettere al suo posto uno giusto che non c'è ancora, certo per te purchè là ci sia la pace trorturino pure degli innocenti..

fenix1655

Sab, 05/03/2016 - 15:33

Se 5000 militari venissero utilizzati in un ipotetico intervento, allo stato attuale significherebbe che sul territorio nazionale, in caso di necessità, l'Esercito Italiano non sarebbe in grado di schierare praticamente nessun uomo. Ricordate sempre che il numero dei militari impegnati in "Teatro" deve sempre essere moltiplicato per quattro per tener conto di recuperi, addestramento, turnazioni, ecc.. E per pura curiosità, andate a vedere l'età media raggiunta dal soldato italiano.

elpaso21

Sab, 05/03/2016 - 16:09

Giustissimo l'intervento, metterà in sicurezza la Libia e fermerà i barconi, la destra è sempre stata interventista in queste situazioni, solo che quella che abbiamo noi è solo miserabile e cialtrona.

akrancic

Sab, 05/03/2016 - 16:27

Tokarev, i partigiani che dovevano finire il "lavoro" sono gli stessi che applaudivano i goumiers marocchini che violentavano migliaia di donne, uomini e bambini in Cioiaria in Val d'Orcia e nell'isola d'Elba?

forbot

Sab, 05/03/2016 - 17:48

E chi lo dice che si deve intervenire ! C'è qualche ducetto ancora che ce l'ho impone? La guerra la vadino a fare chi l'ha provocata ! Guai, se i nostri governanti dovessero pensare di dire ai nostri figli o nipoti: Armatevi e andate. Il tempo delle armate di Napoleone sono terminati. Siamo entrati in un altra epoca. I problemi si risolvono a tavolino dietro un buon bicchierino di limoncello di Sorrento!

elpaso21

Sab, 05/03/2016 - 18:36

Tra l'altro dobbiamo anche difendere i nostri interessi in Libia: il petrolio, se non ci mettiamo la faccia se lo spartiranno gli Inglesi e i Francesi. Bisogna intervenire subito!!

persio

Sab, 05/03/2016 - 21:38

5) Con questa ipoteca sul capo intervenire in Libia è effettivamente assai rischioso. Ricordando l'infelice espressione di Barack Obama riguardo alla guerra del 2011 e al ruolo degli USA: "Guidare da dietro" i belligeranti europei, il fatto che ora l'ambasciatore USA Phillips abbia rilasciato alla stampa le sue dichiarazioni sulla necessità dell'intervento e su come intervenire, autorizza a pensare che anche questa volta in cima ai pensieri dell'Amministrazione americana non ci siano gli interessi né dei libici né degli europei.

persio

Sab, 05/03/2016 - 21:39

3) Non bisogna infatti dimenticare che se ora, per parafrasare la famosa battuta di Kissinger, la Libia non ha più un numero di telefono da chiamare perché non ha più una rappresentanza unitaria, è a causa dell'intervento militare occidentale. E che, al netto della montagna di menzogne e travisamenti spacciati all'opinione pubblica sull'intervento "umanitario" e sulla difesa della "democrazia", chi ha promosso ed attuato l'abbattimento del regime libico sapeva perfettamente quale sarebbe stato l'esito dell'operazione: la situazione che abbiamo sotto gli occhi. Di questo si può essere assolutamente certi.

persio

Sab, 05/03/2016 - 21:39

2) Ma la questione più importante è un'altra, considerato che, come giustamente asserisce von Clausewitz, la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi: quali sono gli obiettivi politici che vogliamo perseguire in Libia? E soprattutto: quali obiettivi politici possiamo permetterci di perseguire? Questo ci porta a dover prioritariamente rispondere alle seguenti domande: 1. per quali motivi è stato abbattuto il regime di Gheddafi, che comunque garantiva stabilità e benessere alla Libia; 2. chi ha voluto abbatterlo, inducendo Francia, UK e... Italia a farlo; 3. quale potere ha questa entità nel condizionare le future azioni diplomatiche e militari italiane ed europee nei riguardi della Libia. Se non si fornisce una risposta chiara a queste domande l'impegno di chiunque, dell'Italia innanzi tutto, diventa un salto nel buio.

persio

Sab, 05/03/2016 - 21:40

1) Il generale ha assolutamente ragione: se l'Italia decide di intervenire in Libia deve essere disposta a farlo con tutta la forza necessaria, con la consapevolezza che i costi economici e umani potrebbero essere alti, che i tempi di intervento e di stabilizzazione potrebbero essere lunghi. Siamo disposti ad impiegare 3-4 miliardi di euro, ad accettare 500-1.000 caduti italiani, 5.000-10.000 vittime civili, 5-10 anni di impegno militare? D'altra parte non intervenire in Libia avrebbe comunque un prezzo elevato, visti i forti interessi che l'Italia ha nel Paese e la perdita di prestigio (per quel poco che ne rimane dopo il voltafaccia con Gheddafi) che deriverebbe dal disimpegno per le vicende di un Paese col quale abbiamo relazioni di tipo economico, storico, politico.