"Il Califfo pronto a trasferirsi da Raqqa alla Libia"

L'allarme rosso lanciato dagli 007 americani. Il nemico è sempre più vicino a noi

È allarme rosso: secondo fonti di intelligence americana raccolte dal New York Times e confermate dall'inchiesta di un inviato a Misurata, la città libica di Sirte, conquistata un anno fa dai jihadisti, sta diventando un vero e proprio avamposto del Califfato per l'espansione nel Mediterraneo. La branca libica dell'Isis può ormai contare su oltre 2.000 foreign fighters, provenienti da Tunisia, Egitto, Iraq, Sudan e Yemen, controlla 250 km di costa tra Abugrein a Ovest a Nawfalyia ad Est e si prepara ad attaccare Aydabiya, una città ai confini della Cirenaica dotata di un importante terminale petrolifero. I combattenti islamisti hanno costituito al centro della Libia un vero e proprio Stato, satellite di quello nato a cavallo di Siria e Iraq, con un governatore saudita, dove è stata imposta la sharia, la popolazione locale è soggetta a una pesante tassazione e si pianificano operazioni che coinvolgono tutto il Nordafrica.

Un'enclave così ben radicata e funzionante che i servizi degli USA e della Gran Bretagna, ipotizzano che la leadership del Califfato, martellata dai bombardamenti americani, russi e francesi e costretta sulla difensiva dall'attacco concentrico dei peshmerga curdi, dell'esercito di Assad e di quello iracheno, stia progettando di trasferire il proprio quartier generale da Raqqa a Sirte. La distruzione di questo avamposto diventa perciò fatidica. Ma l'unica attività militare occidentale consiste in occasionali incursioni di droni americani. I jihadisti di Sirte sono riusciti a stabilire un canale di comunicazione con Raqqa, tant'è vero che molti dei suoi effettivi, dai comandanti ai semplici combattenti, provengono proprio dalla Siria. Secondo la testimonianza di alcuni camionisti di Misurata, che sono stati prigionieri nel «nuovo Califfato», questo sarebbe sotto il controllo assoluto degli stranieri che fanno capo ad El Baghdadi.

Costoro stanno imponendo alla popolazione un regime sempre più duro: nelle ultime settimane ci sono state almeno 4 crocefissioni e due decapitazioni di persone accusate di stregoneria. Le donne hanno avuto ordine di mettere il velo e la radio non trasmette più musica, ma propaganda. I soldi non mancano e i terroristi hanno fatto ingenti acquisti di armi dal governo «islamico» di Tripoli, facendo infuriare le milizie di Misurata. Il trasferimento della leadership del Califfato a Sirte rimane per ora un'ipotesi ma dovrebbe bastare per rafforzare la posizione dell'Italia, che da tempo sostiene la necessità di affrontare il problema libico prima che degeneri ulteriormente.

Commenti

linoalo1

Lun, 30/11/2015 - 08:57

E chi dobbiamo ringraziare???I testa c'è Napoitano,seguito da Francia e U.S.A. a pari merito!!!!

Ritratto di bandog

bandog

Lun, 30/11/2015 - 09:59

Si vede che vogliono stare vicino vicino a chi li accoglie calorosamente e ..pronamente: il governo taliano

Aleramo

Lun, 30/11/2015 - 10:14

Renzi cosa aspetta a intervenire? Berlusconi Salvini e Meloni cosa aspettano a chiederglielo?

ccappai

Lun, 30/11/2015 - 10:26

linoalo1 ... Ma cosa c'entra ringraziare Napolitano, Francia, USA, ecc.. A parte che l'analisi è decisamente pietosa. La scelta di trasferire il potere centrale dalla Siria/Iraq alla Libia sarebbe pura follia. Verrebbero annientati prima che il trasferimento reale avvenga. In ogni caso quale sarebbe l'accusa? aver deposto un dittatore? Ma noi non siamo la cultura della libertà e della democrazia?

claudioarmc

Lun, 30/11/2015 - 10:27

Meglio di così cosa si può sperare , ci dice pure dove possiamo trovarlo

Felice48

Lun, 30/11/2015 - 10:40

Più o meno in quei territori america e francia (con sarkò) e il nostro re furono capaci di eliminare Gheddafi, saranno capaci di fare altrettanto con questo signore?

Un idealista

Lun, 30/11/2015 - 10:48

Il mondo libero non si impegnerà in una guerra totale contro l'Islam finché le forze non saranno quasi pari. Allora lo scontro provocherà distruzioni immani ed un'ecatombe di morti.

MARIOIT44

Gio, 03/12/2015 - 15:14

non c'è nessuna strategia aldifuori che immensi pargheggi nei territori dell'ISIS, tanto ci arriveremo a questo. e dovremmo cominciare da raqqa