Caro genero degenerato, vai e non tornare

Sei solo un vigliacco: avevi giurato sulla tua bambina che non avevi mai tradito mia figlia

Caro genero,

mi sai indicare il momento in cui da genero devoto sei diventato degenero? Forse quando hai giurato sulla tua bambina che non avevi tradito mia figlia, o quando, molto tempo prima, in segreto, l'avevi già tradita? O giorno per giorno, progressivamente, quando hai cominciato a snocciolare bugie, a trascurare la famiglia, a lamentarti di ogni cosa, a fingere una crisi esistenziale? O ancora prima, quando hai deciso di sposarti senza conoscerne le responsabilità?

La verità soprattutto, per piacere.

Lo so che ti sto sui nervi perché sono diventata un occhio giudicante, come ami dire per difenderti e attaccarmi insieme. Ma ti pare che io, la mamma di tua moglie, la nonna della mia adorata nipotina, la persona che vi ha curato la bimba ogni giorno finché tu non hai guadagnato abbastanza da permetterti finalmente una tata, non abbia il diritto di ragionare, criticare e mettere in ordine ciò che è successo? Il mondo devastato cui hai dato vita coi tuoi comportamenti, merita sicuramente un'indagine di conoscenza e un giudizio risolutivo, se non altro per essere archiviato, e tu con lui, per farlo sparire dalla vita della tua famiglia, che considero meritevole di ben altre cifre espressive. La loro vita però, non la tua che sembra trovarsi a suo agio nella palude piagnucolosa e frivola in cui l'hai collocata. Il giusto obiettivo, dunque, è stato sempre, e lo confermo ora - ma pure tu eri d'accordo, quando se ne parlava a proposito dell'educazione di quella bimba che porta il mio nome per tua precisa volontà - quello di abbeverarsi di chiarezze, cibarsi di fatti obiettivi, essere consapevoli degli impegni assunti. Poi valutare, scegliere, decidere. Anche sacrificarsi, se necessario. Rischiare, in tal modo, persino di avere torto, di mettersi in discussione, di soffrire. Comunque sia, la verità è un valore di per sé. È anche prova sistematica di coraggio, il coltivarla. E la responsabilità è irrinunciabile, quando non si può più ragionare con l'«io», ma si deve rispettare il «noi». Secondo me è da vigliacchi nascondersi, dissimulare, omettere di dire, ignorare il resto della tua famiglia. Mentire a sé e agli altri. Continuare a dirsi io voglio, io cambio, io vado, senza accorgersi dei pensieri e delle esigenze degli altri. Che tu non hai voluto con te in quel luogo e in quel tempo.

Dunque, cominciamo dai fatti indiscutibili che, peraltro, costituiscono la storia banale e ripetitiva del mondo: tu e mia figlia vi siete conosciuti, piaciuti, poi sposati, diventati soci nella vita e in qualche modo nel lavoro. Poi arriva un'altra e la vita di tutti e tre cambia. Fin qui ci siamo? Non ho espresso valutazioni, né commentato. Non ho parlato di amore, felicità, tradimento, dolore, menzogne, lealtà, errori. Ho elencato obiettivamente il percorso della vostra coppia. I fatti nudi. L'«evoluzione» di miliardi di coppie nei millenni di storia. Forse se ne può già trarre una verità: la coppia non dura di per sé, è inevitabile che a un certo punto si traduca in triangolo. Ma questo non può essere un dato assoluto, né verificabile. Non possiamo essere certi che almeno una coppia non sia rimasta e non rimanga tale per tutta la vita. Non sappiamo quanti coltivano l'amore per non distruggerlo; quanti nella gerarchia dei valori vitali privilegiano la responsabilità al piacere, il sacrificio all'opzione alternativa, i ricordi alle illusioni; la narrazione del cuore allo spot del sesso. Dunque non è la verità, che tutti tradiscano e che le coppie siano destinate a dissolversi.

Il coraggio di perseguire lo scopo della verità impone di non accettare una mezza verità, per di più comoda e alibi perfetto dell'irresponsabilità affettiva. Mi sembra di sentire a questo punto le tue eccezioni e contestazioni: «Che importanza ha? È successo e basta. E quando io ho conosciuto l'altra, la storia con mia moglie era finita, perché litigavamo sempre. Lei è prepotente e pretenziosa, io sono mite. E poi, la verità è irraggiungibile e comunque soggettiva. La verità è ciò che ciascuno percepisce degli accadimenti. È indimostrabile, ha sempre un'altra faccia. Non esiste di per sé. Se la verità di mia moglie è un'altra, è altrettanto indimostrabile».

Tutte cazzate. Quelle che tu diresti in proposito, e che hai già avuto modo di elencare. Menzogne opportunistiche che dimostrano anche la tua irriconoscenza verso tua moglie: grazie a chi sei diventato direttore da semplice impiegato? Ai tuoi meriti inesistenti, o alle capacità di una moglie impegnata a organizzarti cene, incontri, modo di vestirti, lezioni di francese? Lei sì è stata responsabile di te e della Vostra famiglia. Tu lo sei stato? Prima di slacciarti i pantaloni fuori dalla tua casa, hai pensato che impatto avrebbe avuto questa patetica scena nella vita della tua famiglia? Raccontarsi la verità, in questo caso l'altra faccia di quello che slealmente stavi facendo in quel momento, avrebbe dato un senso alla tua fragilità, agli errori che avevi fatto e stavi per compiere, al dubbio, all'ansia di vivere, al bisogno di capire.

Nel cammino per arrivare alla verità delle cause che hanno portato alla dissoluzione della vostra coppia, il metodo più corretto non è quello di ascoltare la verità dei fatti secondo te o secondo tua moglie, perché così facendo continueremmo a discutere in superficie e non potremmo mai definire i contorni di una realtà oggettiva e, solo in quanto tale, inattaccabile da critiche relativistiche o da posizioni dogmatiche. Oppure avreste entrambi ragione: il che sarebbe paradossale, considerato che tu ritieni inevitabile il tradimento nella storia di una coppia, mentre mia figlia pensa sì che sia ipotizzabile, ma che l'evitarlo onori i sentimenti e le persone coinvolte.

Proprio su questa divergenza di opinioni e di prospettive avete tra voi, fin dall'inizio, concluso un patto rigoroso, e all'apparenza solido, di lealtà: date queste premesse, libertà, fiducia e amore sono possibili solo nel rispetto assoluto della sincerità. Qualcosa che va oltre l'obbligo di fedeltà coniugale. O meglio lo specifica e lo nobilita con l'assunzione di un impegno di dedizione e attenzione psichica ben più coinvolgente dell'esclusività sessuale. Dunque, alla fine, si può dire, e questa è finalmente una verità, che, prima ancora di essere traditore, tu sei stato sleale. Se fossi stato leale, non saresti mai potuto essere traditore. Se ti fossi fermato a pensare, prima di toglierti i pantaloni, forse ti saresti rivestito.

Nel riassunto mentale dei tuoi valori dichiarati, della responsabilità voluta, dei sentimenti vissuti dalla tua famiglia per te, avresti almeno potuto rinviare il tuo personalissimo piacere. Se avessi poi dichiarato apertamente la tua insoddisfazione, o i tuoi pruriti, saresti stato leale e forse non avresti sentito più la necessità di tradire. Oppure avresti consumato le tue voglie da sincero separato, senza tradire neppure te stesso. E qui emerge un'altra verità: la slealtà, cioè la menzogna, ti era necessaria, invece, per consumare il tradimento in segreto. Che tale sarebbe dovuto rimanere, secondo te, perché tu con calma potessi valutare tutte le opzioni. Dunque sei anche un uomo interessato e manipolatore, ambivalente e in malafede.

E allora dimmi: se questo è quanto emerge da un procedimento logico semplicissimo (fatti obiettivi, comportamenti soggettivi, conseguenze per entrambi) come possiamo tutti sopportare le tue fantasiose accuse e la tua lagna ostinata? Cioè che hai sempre amato tua moglie, ma lei è cambiata; che vostra figlia è stata messa da lei contro di te; che è triste lavorare solo per mantenere i loro capricci e intanto vivere lontano dalla famiglia, che l'altra non c'entra con la separazione? Queste affermazioni non sono la verità obiettiva, sulla quale potrei anche ragionare, riconoscendo errori e pregiudizi. Posso anche concederti che mia figlia è rigida. Ma non basterebbe. Dovresti riflettere che lei è umiliata, incredula, confusa, abbattuta dal dolore, indignata dalle tue non qualità. Impossibilitata ad avere con te un atteggiamento generoso. Perdonare? «Per donare», cioè; farti un regalo: Perché? Perché l'hai tradita? Perché hai abbandonato vostra figlia? Sarebbe folle e masochista, non invece coerente e onesta com'è.

Posso anche prevedere che tu finalmente un giorno giudicherai uno sbaglio quello che hai fatto. Ma dovrai completare questo tuo giudizio osservando che la ripetizione ottusa dello sbaglio suggerisce la presunzione o l'idiozia di chi ci ha messo tanto a capire il proprio errore. Posso accettare, con un po' d'imbarazzo, che tu abbia deciso di estraniarti dalla tua vita, dalla tua famiglia, e dal tuo modo di essere per una tipa dalla quale sei stato soggiogato in modo indecente. Ma questa circostanza, il fatto cioè che tu da irresponsabile, egoista e sleale, non ci abbia pensato prima di combinare il disastro, non depone a favore dei valori e dell'onestà mentale di cui ti accreditavo un tempo. E mia figlia non può accontentarsi di un uomo che nasconde il nulla sotto uno spesso strato di vigliaccheria. E tua figlia adolescente, che ha sei anni meno della tua complice nel tradimento familiare, non può stimare un padre che si è giocato la famiglia. Perdendo. In cambio soltanto di un corpo giovane, come il suo.

Sono certissima invece che tu non vivrai mai più sereno senza la famiglia che hai svenduto ai tuoi capricci. Senza la devozione, la sincerità, l'allegria, persino le polemiche furiose di tua moglie, con le quali avete dato un'impronta irripetibile e gustosa alla vostra vita insieme. Senza l'ammirazione incondizionata della tua bambina, ormai signorinetta, e i suoi racconti quotidiani, sarai infelice, non avrai più fiducia nell'altra giovane donna; avvertirai la precarietà e il vuoto. Capirai, infine: ci sarà in quel momento la percezione della mancanza dell'amore. Dell'amore della tua famiglia, dopotutto. È l'unica verità cui arriverai da solo, dopo aver sgombrato il campo da tutti gli errori e le menzogne che hai prodotto inesorabilmente.

L'ultima verità te la dico io, perché tu non abbia ripensamenti: l'amore di tua moglie per te è morto. Ammazzato da te, dalle bugie, dalla viltà, dai dolori generosamente inferti come colpi di maglio su di un bambino allegro e giocoso. Piangilo pure, per sempre, questo bimbo che hai prima ucciso e poi preso a calci, pensando stoltamente che forse sarebbe potuto risorgere, prima o poi. Non ti resta, infatti, che la verità. Per sua natura, inesorabile. Ma non so proprio se tu avrai mai il coraggio di guardarla. Hai tanto predicato il senso della famiglia e ora hai lasciato a tua figlia solo il bruciante senso dell'abbandono. Non hai né fegato né cuore, mio caro genero, o degenero per meglio dire. La tua forza, anche sessuale, dura per il tempo di uno spot. Sei un uomo a breve termine di conservazione. Scaduto.

 

Annunci

Altri articoli
Commenti

Ettore41

Lun, 11/08/2014 - 12:52

Hmmmmmmmmmm, conclusione????? Articolo prolisso e banale. Le stesse cose si possono dire se a tradire e' la moglie. Un articolo sui valori della famiglia e fedelta' coniugale, senza puntare il ditto su di lui o su di lei, avrebbe fatto riflettere; questo articolo invece e' solo un esercizio di italiano, scritto si bene ma incommensurabilmente barboso e noioso.

zanibrin

Lun, 11/08/2014 - 13:24

Cara....forse, Annamaria, Una donna, seppure con la D maiuscola come Lei, dovrebbe riflettere moltissssimo prima di concepire di pensare come un uomo, anche con la u minuscola, perchè Lei, un uomo, non lo sarà Mai.- Nel bene o nel male, Lei mi ha stimolato il diritto e l'orgoglio di essere di sesso maschile, quindi diverso da Lei che è di sesso femminile. Forse il sesso superiore, come spesso dichiara Sgarbi, ma non concepirà mai certi istinti maschili se scrive quegli articoli.- PRIMO: il maschio NON è monogamo, quasi mai.-Lei lo trova aberrante? Se ne faccia una ragione, ne parli col DNA.- SECONDO: l'amore per una donna può sopire questo istinto primordiale, mai cancellarlo.- TERZO: Riportiamo in auge il "VALORE della RINUNCIA" e poi ne riparleremo.- Con grande rispetto Rinaldo

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Lun, 11/08/2014 - 13:40

@Ettore41. Lei è ancora qui."Senza puntare il dito contro di lui o contro di lei" lei dice. Avrebbe preferito un discorso astratto,impersonale, proprio lei che ha puntato il dito contro di me, offendendo tutta la mia persona, partendo da un discorso neutro sulla grammatica.Temo che tutti i discorsi siano noiosi e barbosi per lei se non si va sul pruriginoso e su volgari riferimenti sessuali.

Sapere Aude

Lun, 11/08/2014 - 13:41

Aspetto la risposta del genero fedifrago, poi giudicherò.

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Lun, 11/08/2014 - 13:46

L'assurdo è che sia l'infame suocera, la mammina di lei, nota killer di infiniti matrimoni, la giudicante. L'inganno del matrimonio è che pensi di sposare la tua dolcissima lei mentre, in verità, stai sposando il mostro che ti sta alle spalle e che ti giura eterno odio perchè INADATTO al suo gioiello.

Duka

Lun, 11/08/2014 - 14:05

Lo stesso vale anche per le NUORE spero!!!!!!! A ben guardare superano i maschi alla grande.

Ritratto di scorpion12

scorpion12

Lun, 11/08/2014 - 14:08

Un frittatone di banalità: sleale, responsabilità, verità, mezze verità. Il tutto condito da una immensa prolissità giurisprudenziale che deve dire solo una cosa: hai tradito mia figlia e sono incavolata, oppure chissà quale altro semplice concetto. Novità mai viste nei secoli dalla DEpace, è chiaro, roba da 15enni che scrivono lettere addolorate online. Più probabilmente il preludio per un azione legale nei confronti del genero.

ClaudioE

Lun, 11/08/2014 - 14:23

ma basta con sta roba

vellutoacoste

Lun, 11/08/2014 - 14:33

BASTA!!!

gdn1963

Lun, 11/08/2014 - 14:42

Non voglio dare giudizi affrettati, ma con una suocera così, me ne sarei andato pure io...... Una suocera che si intromette nei fatti personali di figlia, genero e nipote, raccontando fatti privati SECONDO LA PROPRIA VERSIONE con l'unico intento di far sfigurare il genero......che caduta di stile (posto che la signora ne abbia mai avuto). Veramente un basso livello.

Ritratto di kabakov

kabakov

Lun, 11/08/2014 - 14:49

Con una suocera così, invadente e pettegola che racconta i fatti propri e della sua famiglia in pubblico, che per colpire il maschio va sempre a parare sulla sua (presunta) incapacità a letto, invadente, entrante, facciotuttoio, sotuttoio, il Raul ha fatto bene a tradire la moglie! Chissà che moglie era… L'ha tradita e poi lasciata con una ragazza bellissima, giovane, sicuramente non rompiballe e magari con una suocera la cui teoria di vita è "vivi e lascia vivere". Raul Bova, hai preso la decisione giusta. Mille vite che dovrai vivere, prendi sempre questa decisione!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Lun, 11/08/2014 - 15:02

@Zanibrin- Concordo con lei sul piano antropologico, tutto vero ciò che lei afferma, però mi permette qualche breve considerazione? Lei si dice orgoglioso e felice di essere maschio e perché mai? Sottolinea così solo la sua fortuna, il caso, che così ha voluto senza suoi meriti personali.Interpretazione semplicistica la mia, lo riconosco.Allora se essere uomo, non solo maschio,comporta responsabilità e capacità cognitive,mi spiega perché un uomo, consapevole delle sue caratteristiche archetipiche, contrae matrimonio che ha regole ben precise che non possono essere rispettate, perché il DNA maschile non le contempla? O il maschio si ricorda del suo DNA a fasi alterne, secondo la convenienza del momento?

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Lun, 11/08/2014 - 15:11

@kabakov - Il suo motto è "Chi vuol essere lieto, sia, di doman non v'è certezza". Ciò che prima era una canzone carnascialesca, ora invece si declama per tutto l'anno. Quando si dice il progresso ...

Ettore41

Lun, 11/08/2014 - 15:13

@EUTERPE.... Carissima Euterpe vedo con piacere che la mia risposta ha ottenuto l'effetto voluto, ma puntualizziamo: E' stata per prima Lei ad attaccarmi, pensando che il Suo scillinguagnolo avrebbe prevalso; non e' stato cosi'. Detto questo rilegga il mio intervento, Parlo di valori della famiglia e fedelta' coniugale. Se questi per Lei sono riferimenti sessuali sono veramente dispiaciuto per la sua salute mentale. Deve avere delle frustazioni che non la fanno riposare la notte. Cordialita e, ricalcando l'intervento di Zanibrin Orgoglioso di essere maschio (le motivazione gliele lascio immaginare). PS: A proposito di "Lei e' ancora qui", non mi sembra che questo Forum sia di Suo esclusivo appannaggio. Se non Le piace cosa scrivo cambi Lei Forum ma certamente cerchi di non fare la maestrina. Si consoli con il suo flauto.

OttoneMiscrepaldi

Lun, 11/08/2014 - 15:18

Cara suocera, il rapporto madre figlia, devi sapere, non è solo uno degli archetipi della psicoanalisi da Freud a Klein a Winnicot , ma è anche uno degli irrisolti incubi di genere. Bene tu in poche righe hai fatto più luce nell’arcano che anni di scartabellamenti tomistici . La tua scomposta analisi viscerale, al netto della veemenza irata che la scuote, chiarisce come l’innesco di sentimenti quali invidia, rabbia, possesso, altrimenti latenti nel rapporto madre figlia, possano in qualche maniera “risolversi” indirizzandoli verso un attore esterno: Il maschio in questo caso, colpevole di abbandono del talamo e quindi di fuga dal ruolo che ogni microcosmica dittatura matriarcale gli impone ed assegna. E’ notevole l’energia che profondi nel togliere, con l’uso di marzulliane domande risposte, ogni via d’uscita, ogni scusante possibile, ogni spiegazione plausibile, nel processo di Norimberga contro il fedifrago colpevole dell’onta di aver abbandonato la carne della tua carne, ovvero insieme a tua figlia , TE STESSA. Perfino il tuo narcisismo proiettato sulla perpetuazione di un gineceo generazionale, tu , tua figlia, tua nipote è pretestuoso. Tu chiarisci e finalmente riporti a codici primordiali la psicodinamica familiare evoluzionista: Un fuco ha abbandonato l’alveare e tu ape regina ne decreti l’abbattimento, non importa se avesse delle ragioni, empiriche e futili ovviamente, quali: Fine del sentimento, consunzione del rapporto, cazzate, dici tu, magari buone per un altro alveare ma non per il TUO. Egli in realtà ha abbandonato TE e tua figlia, alle quali, nel caso che tu descrivi, non interessava più a quel punto il procreatore attivo, ma un badante COllaborare COordinato Continuativo. Ci sono migliaia di rapporti che tristemente si consumano e si dissolvono ogni giorno e ci sono per fortuna, migliaia di uomini e donne che raccolgono dignitosamente i cocci delle loro esistenze e ripartono con fatica accollandosi il peso dei loro e altrui errori al di fuori dei riflettori, con pudore e dignità e anche un pizzico di eleganza. Quell’eleganza, mia cara suocera che non è nel censo e nelle frequentazioni, ma nella bellezza interiore di cui si riveste la propria esistenza. Quel tuo genero, al quale con nonchalance, attribuisci una forza sessuale pari alla durata di uno spot (la durata di uno spot televisivo è dai 15 ai 45 secondi) con uno stile che al confronto il camionista slavo del film di Abatantuomo sembra un chierico, io non credo sarà offeso dalle critiche alla sua virilità. Io penso sarà rattristato dalla sua superficialità nell’aver sposato una donna immatura che lascia alla madre una tale sgangherata reprimenda, senza impedirle di mettere in piazza la vostra palese incapacità di crescere la vera vittima di questa storia che è una ragazzina ostaggio di due anziane adolescenti . (Ottone Miscrepaldi)

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Lun, 11/08/2014 - 15:44

Stiamo arrivando all'assurdo, all'inimmaginabile risultato (un 'viraggio' del pensiero solamente di pochi anni fa) che consiste nel condannare le 'corna' messe dal marito, perchè sono causate da uno stimolo istintuale maschioide e primitivo e, magari (chi lo sa) nel comprendere, se non giustificare 'in toto', quelle della donna, perchè dovute ad un atteggiamento più razionale, più complesso, più 'ribellista'; quindi molto più interessante di quello del maschio! Ah! che bello essere maschi di questi tempi: oltre al piacere di scendere a sturare le fogne e/o lasciare il posto al gentil sesso nelle sclaluppe di salvataggio (strana costante della Storia!) adesso c'è anche la gagliarda soddisfazione di resistere e lasciare cadere l'occasione di un'avventura!

gdn1963

Lun, 11/08/2014 - 16:04

sig. Ottone Miscrepaldi, sono ammirato dal Suo commento; non so se le è venuto "di getto" oppure se lo ha riscritto più volte, ma invidio il Suo modo di esporre un concetto in questo modo. Al di la del fatto, naturalmente, che condivido "in toto" quanto da Lei esposto, Le rinnovo i miei complimenti e Le porgo cari saluti.

francy2014

Lun, 11/08/2014 - 16:16

Cara Annamaria se io fossi sua figlia non le rivolgerei più la parola. Diamine, non può lasciare che se la veda da sola? Non può utilizzare le pagine di un giornale per raccontare i fatti personalissimi di un'altra persona, la credevo più intelligente. Pensi che leggo sempre avidamente i suoi articoli credendoli equilibrati. Da oggi ci penserò su prima di crederle.

baserino

Lun, 11/08/2014 - 16:43

Gentile Avvocatessa lo specchio a volte aiuta.. invece di parlare del suo (de)genero come lo definisce lei e giudicarne la sua vita giusta o sbagliata che sia .. perché prima non giudica se stessa dinanzi ad uno specchio e la sua presunta vita costellata forse da un profondo risentimento che trasuda in ogni parola..per fortuna nostra, usando parole manzoniane, come professione fa solo l'Azzeccagarbugli e non il Giudice in una sala di tribunale.. e a volte mi creda il silenzio non è d'oro ma di diamante e non sempre lo si può comprare come una Tata..

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Lun, 11/08/2014 - 17:04

@ettore41. Non mi stupisce che puerilmente lei avrebbe dato a me la colpa,così come continua a darmi della maestrina e della flautista.Evidentemente queste sono le sue modalità comunicative, continui ad esserne orgoglioso. Mi astengo da ogni altra considerazione, non credo ne valga la pena. Frequenti pure tutti i forum che vuole, non è affar mio occuparmi ulteriormente delle sue volgarità.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Lun, 11/08/2014 - 17:28

La presenza femminile su questo forum è quasi inesistente, io non mi azzardo ad avanzare qualche obiezione perché verrei sommersa da commenti che è proprio il caso di definire maschilisti, considerando i contenuti dei post sin qui pubblicati. Solo vorrei fare un invito: poiché mi sembra che sia accettabile il principio secondo il quale i torti non sono mai solo da una parte,qualche maschio/uomo potrebbe cimentarsi nel ricercare ed indicare qualche ragione, almeno una, a favore della moglie e della suocera?

omar

Lun, 11/08/2014 - 17:33

Mi associo ad altri: complimenti al sig. Ottone Miscrepaldi (commento 11/08 -ore 15.18).

mariod6

Lun, 11/08/2014 - 17:43

Signora Annamaria, io posso solo dirle che finché mia moglie è stata in vita non abbiamo mai avuto il problema di stare insieme. E le garantisco che la mia grande moglie aveva un caratterino romagnolo tutto da godere. E' durato solo 49 anni e sempre con il Massimo rispetto reciproco. Forse un matrimonio dura o non dura a causa di vari fattori, sicuramente è più a rischio a causa delle suocere onnipresenti. Per fortuna le nostre suocere non hanno mai messo becco nei nostri affari di cuore o di soldi. E Lei??

Lorenzo1963

Lun, 11/08/2014 - 19:26

Mi dispiace sinceramente che il Giornale si presti a pubblicare un articolo(?) così squalificante, prima di tutto per chi l'ha scritto. Mi stupisco che con una suocerina di questo livello il genero non se ne si andato via molto, ma molto prima.

Oraculus

Mar, 12/08/2014 - 09:50

Scriveva Oscar Wilde , la donna?...l'inganno della specie!. Donna e uomo hanno esistenze...inconciliabili , non siamo fatti per il matrimonio cosi' concepito perche' per entrambi e' una schiavitu' . Ogni essere umano e' un mondo a se , qualunquizzare su uomo e donna allora bisogna rifarsi su come maschio e femmina interagiscono nel vastissimo mondo della vita...dell'origine della vita per quanto ci e' data di conoscere perche' ci attornia come la natura ha creato e voluto . La sua vendetta Sra. scrivente , e' la tipicita' della femmina (donna) di Oscar Wilde...chi ama non si vendica...chi ama non puo' voler distruggere l'amato...Lei come madre non ama a sufficenza sua figlia...non ama a sufficenza come nonna sua nipote...e non ha mai amato come suocera suo genero...lei ama solo se stessa e l'odio che sa' produrre...per beneficiarsene.

michele lascaro

Mar, 12/08/2014 - 10:25

Ci risiamo, Avvocato, se poi tradurrà in libro questo concentrato di melensa autovisibilità interiore, sappia che io, non so gli altri, non lo acquisterò. Catullo, dove ti sei nascosto?

maxvinella

Mar, 12/08/2014 - 11:07

Un pezzo che sembra appassionato. Ritrovo la stessa passione che gli avvocati hanno per le parcelle. Alla fine ci sta seminare un po' di zizzania tra le coppie per per poi raccogliere a piene mani.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mar, 12/08/2014 - 11:35

Gentile suocera, ho riletto un paio di volte la Sua analisi accusatoria e vi ho trovato, come era normale attendersi da una madre, un risentimento dominante spesso appartenente a chi si sente vittima di rimbalzo, quella finale, incisa, dopo le prime due ( moglie e figlia ) che chiameremo percosse, tanto per mutuare concetto e locuzione dal diritto tributario. Sbaglierò, ma temo che a muoverLa e ad insistere in questa direzione sia stato, infatti, proprio questo. Lei, tra l' altro, mi da del vigliacco pur non potendo ignorare - per Sue contingenze personali – che trattasi di termine, di epiteto che occupa il primo posto in assoluto presso l' utenza femminile di ogni genere, classe, e cultura, nella variegata casistica delle forme di tradimenti, inganni e abbandoni. Basterebbe questo rilievo per verificare quanta parte di Lei, sperimentata maestra dialettica, si sia lasciata coinvolgere in prima persona in una sovrabbondante e minuziosa analisi che, però, trova nella reiterazione del termine vigliacco-vigliaccheria un risvolto prevalentemente acritico e essenzialmente mirato all' insulto. Le potrei rispondere, al contrario, che si è trattato di coraggio, sia pure non convenzionale, contro le regole; ma non sottoporrò al Suo giudizio la questione dei moventi, delle cause, delle esimenti o delle attenuanti, perché Lei, se da un lato Le spetta di dolersi dell evento, non Le spetta il giudizio, data anche la Sua manifesta non terzietà. Il Suo sfogo rancoroso che trovo anche retorico e speso gratuito in alcuni suoi passi potrebbe aver reso definitivo, e soprattutto irrimediabile una situazione coniugale che poteva essere risolta direttamente e solamente dagli interpreti, senza la condivisone di una regia materna che pregiudica anche il futuro. Perché né io né sua figlia vorremmo doverci trovare a volerci riappacificare e doverlo fare di nascosto da Lei che si è così dichiaratamente esposta, tra l' altro, con valutazioni sulla mia persona che, sia pur nella loro serialità, non potrebbero che erodere una eventuale ritrovata serenità coniugale e libera voglia di ritrovarsi più seriamente, dopo. Senza darne conto a nessuno. Con le Sue capacità lessicali ed il Suo self control Lei avrebbe potuto essere suocera e madre di altro stampo e gestire diversamente. Peccato.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mar, 12/08/2014 - 12:40

P.S. Gentile suocera, forse già ex per provvedimento temporaneo, voglia comprendere la curiosità maschietta sulla durata della mia forza sessuale, riferimento depauperante cui Lei non ha potuto proprio rinunciare col pur comprensibile indispettimento della donna tradita per immedesimazione, pronta come sempre alla consueta impietosa analisi maritale a ritroso, al ribasso assoluto. Ci si potrebbe chiedere come mai Lei si trovi in possesso di una informativa che, per la sua assoluta intimità, non può che essere la diretta ma indiscreta vulgata di una moglie-figlia-figlia alla mamy amica curiosa. Intendo il sentito dire per bocca di un bel tipetto di moglie veloce di parola ma, forse, a scoppio ritardato. A voler escludere l' unica alternativa al relata refero, s' intende, che, a memoria e a braccio, escludo a priori. Lo ricorderei.

marial1954

Mar, 12/08/2014 - 12:43

ha perso una grande occasione per tacere. invece si è mostrata per quel che è una piccola malmostosa infingarda sciura. che persona meschina è emersa da queste righe cosi mal scritte.e comunque la tradita sembra lei.si faccia da parte, taccia e lasci a sua figlia la scena,ammesso che abbia voglia di esprimersi sguiatamente come lei