Carta nei guai per furto di magliette

Il giudice non convalida l'arresto ma lo indaga. E lui: «Non sono stato io a rubare»

Milano Arrestato per furto aggravato nel pieno del Black Friday milanese, scarcerato la mattina successiva dal giudice della direttissima che non convalida il fermo. Così è finito nei guai Marco Carta, 34 anni, cantante e vincitore tra l'altro di Sanremo nel 2009. «Non sono stato io a rubare - spiega all'uscita dall'udienza -. Chi è stato? Non lo dico. Non si fa la spia».

Carta è stato fermato insieme a una donna di 53 anni intorno alle 20.30 di venerdì alla Rinascente di piazza Duomo. I due avevano con sé sei t-shirt firmate Neil Barrett del valore totale di 1.200 euro. Le placche anti taccheggio erano state strappate via (da qui l'accusa di furto aggravato), non quelle flessibili, che hanno fatto scattare l'allarme all'uscita. Sono intervenuti gli agenti della polizia locale, chiamati dal personale della security del grande magazzino. Per i due è scattato l'arresto, disposto dal pm di turno Nicola Rossato. Nell'immediato sono stati messi agli arresti domiciliari. Nel primo pomeriggio di ieri si è tenuta l'udienza per direttissima, al termine della quale il giudice della Sesta penale Stefano Caramellino ha appunto deciso la convalida del fermo solamente per la donna.

Non sono state emesse misure cautelari, ma i due affronteranno il processo il prossimo 20 settembre. Restano indagati per i presunti fatti commessi in concorso. A carico del cantante c'è la testimonianza dell'addetto alla sicurezza, messa a verbale dai vigili. D'altra parte sia la merce rubata sia il cacciavite usato per togliere le placche sono stati trovati nella borsa della 53enne. E Carta ha dato la propria versione, dichiarando in aula di essere estraneo alle accuse. Le indagini vanno avanti, affidate all'Unità reati predatori della Locale, partendo dalla visione dei filmati di sorveglianza. Il legale (d'ufficio) del cantante, l'avvocato Ciro Simone Giordano, ha spiegato: «L'udienza è andata benissimo, è stata chiarita la totale estraneità di Marco Carta ai fatti, che sono attribuibili ad altri soggetti. Il giudice ha acclarato ciò. Ha creduto al mio assistito e infatti non ha convalidato l'arresto. Carta è felice di come è andata. È una bravissima persona».

All'uscita dall'aula Carta ha dichiarato: «Sono un po' scosso, non sono abituato a queste cose. Non sono stato io a rubare, per fortuna è andato tutto bene. Le magliette non le ho io. Approfitterò magari dei social per spiegare bene come sono andate le cose». Poi la nota: «Un vecchio proverbio diceva male non fare, paura non avere. Ho fatto bene ad avere fiducia nella magistratura che ha riconosciuto la mia totale estraneità ai fatti. Mi auguro con tutto il cuore che la stampa e il web diano alla notizia della mia estraneità al reato la stessa rilevanza che hanno dato all'arresto. Quando sai di essere ingiustamente accusato, pensi alla tua famiglia e alle persone a te care che leggono e si allarmano e soffrono inutilmente. Vi prego di restituire loro la serenità che meritano». La donna arrestata con Carta, Fabiana Muscas, resta avvolta dal mistero. Forse una parente, forse un'amica. Non è chiaro se in udienza abbia preso su di sé la colpa del furto. A detta degli inquirenti, i due dentro il negozio sono apparsi molto affiatati. La security ha messo a verbale che un addetto ha notato la coppia in atteggiamenti sospetti e ha cominciato a seguirla. Carta e l'amica avrebbero preso le magliette, poi avrebbero cambiato piano. Qui lui sarebbe entrato in camerino con la merce e la donna gli avrebbe passato la borsa. All'uscita del cantante le t-shirt erano sparite. Successivamente sempre lui sarebbe entrato in bagno e nello stesso bagno sarebbero state trovate le placche rimosse. Prima di uscire dalla Rinascente Carta avrebbe comprato due costumi.