Catalogna pronta a dire addio La Spagna e le banche tremano

Prevista la maggioranza assoluta agli autonomisti. Ma i rischi sono altissimi: uscita dall'euro, con le imprese che minacciano la fuga

I tempi stanno per cambiare. Lo sa bene Rajoy, il premier che da sempre ha dichiarato guerra ai separatisti catalani. Lo ha molto chiaro in testa, da quando ha letto i sondaggi, maggioranza assoluta ai separatisti. Forse, solo qualche mese fa, il video appello a chiusura della campagna elettorale avrebbe avuto toni meno disperati e forse i vertici del partito non gli avrebbero chiesto di parlare catalano, «Perquè units guanyem!» Perchè uniti vinciamo!», ha detto.

Con lui si sono riuniti i massimi dirigenti nazionali del partito e a turno hanno fatto il loro video per convincere a votare no. Tutti in catalano forzato, più o meno zoppicante. «Io amo la Catalogna e i catalani», aggiunge la vicepresidente, Soraya Saenz de Santamaria, fedelissima di Rajoy. Domenica è vicina e sarà il giorno più importante per la Spagna, la consultazione più delicata per la regione che potrebbe trasformarsi in un plebiscito per l'indipendenza. Non è il referendum sull'indipendenza della Catalogna, che sarebbe illegale per la Costituzione spagnola, ma di fatto le elezioni regionali di domenica sono diventate un passaggio cruciale nella sfida che oppone il governo di Barcellona a quello di Madrid. Il fronte dei partiti nazionalisti si presenta unito in una lista unica, Junts pel Sì (Insieme per il Sì), appoggiato anche dalla Cup (Candidatura di unità popolare). L'ultima tappa di una battaglia fatta di piazze e carte bollate è di queste ore: i partiti che governano la Catalogna, i centristi di Convèrgencia i Unió e la sinistra radicale di Esquerra Republicana, hanno scritto nero su bianco il percorso dell'indipendenza: pochi mesi per dire addio alla Spagna. Chi vota per i due partiti del patto sceglie la secessione, senza equivoci. Ottenuta la maggioranza, verrà creata una costituente e le altre strutture del nuovo stato repubblicano, per la cui proclamazione si fissa un termine: 18 mesi da settembre. Scenario da brividi che, in realtà, tutti temono. E molti rievocano il referendum per una Scozia indipendente dal quale alla fine gli elettori avevano scelto il no, impauriti anche dalle conseguenze economiche. Dovesse infatti dichiarare in modo unilaterale la secessione, come chiedono le forze più radicali che si sono unite al governatore Artur Mas, la Catalogna uscirebbe automaticamente dall'Unione Europea e dall'euro, il Barça di Messi dalla Liga, e i costi, economici, politici e sociali, dell'operazione sarebbero molto alti per tutti.

«Se diventiamo indipendenti saremo tutti più ricchi», è la sostanza della propaganda elettorale contro la quale, dall'altra parte, si fanno notare i rischi di uno strappo che isolerebbe la regione non solo in Spagna ma anche in Europa. Rajoy e la linea dura che non ha dato risultati sperati, lui che fin dal 2010 ha scelto lo scontro e zero concessioni al governatore della Catalogna Artur Mas portando la situazione verso una rotta di collisione che ora sembra davvero inevitabile.

Intanto la tensione sale alle stelle. Le imprese e le banche avvertono: con una Catalogna indipendente siamo pronti a trasferire i nostri affari. E gli istituti di credito, comprese quelle catalane, come La Caixa e Banco Sabadell, spaventate da una possibile uscita dall'Ue e dall'euro aggiungono il carico: «Un situazione che crea gravi problemi – scrivono in un comunicato Aeb e Ceca, le due associazioni di categoria – obbligandoci a riconsiderare la nostra presenza in Catalogna». Mas che corre ai ripari: «Catalani, il vostro voto vale di più dei poteri forti». Ieri l'ultima notizia che rende il quadro della situazione: «non c'è stato alcun movimento straordinario verso la Catalogna e le rimesse inviate ieri rientrano nella normalità», ha precisato il Banco di Spagna. Il quotidiano online El Confidential aveva scritto che l'istituto centrale aveva inviato «quattro convogli» con danaro liquido in Catalogna per prevenire eventuali problemi di liquidità lunedì. Il governatore della Banca aveva evocato lo spettro di un «corralito». Limitazioni di prelievi bancari. Una storia Argentina, ma che dà il senso.

Commenti

fisis

Sab, 26/09/2015 - 10:17

Diventa sempre più chiaro, data posizione dellebanche a favore della UE, che questa UE è l'unione europea delle banche, non la nostra Europa. Bisogna distruggere questa UE non democratica.

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stenos

Sab, 26/09/2015 - 10:22

Speriamo. Avevo sperato nella Scozia ed e' andata male. La prima crepa per cominciare a demolire tutto sto baraccone. Poi spetiamo in Italia. Creare il precedente.

lorelei95

Sab, 26/09/2015 - 10:28

Un plauso al popolo catalano fiero e combattivo. !!!!!!

cgf

Sab, 26/09/2015 - 10:34

A preoccuparsi dovrebbero esser di più i Catalani. Senza compagnia aerea, senza treni, senza passaporto in quanto la Catalogna non farebbe parte di Schengen e tanto meno non riconosciuta internazionalmente... dove vanno? Poi il taglio dei finanziamenti centrali, magari Rajoy la prende male e taglia anche la luce fino a quando non verrà definito un contratto, "rimpatrierà" i Catalani a casa loro perdendo così qualunque diritto acquisito... un bel casino... una delle ragioni per cui la Padania non potrà mai esserci come stato.

clamor

Sab, 26/09/2015 - 11:38

Se sceglieranno l’indipendenza sicuramente dopo un inizio difficoltoso, senza euro e senza la concussione europea, col tempo andranno a star bene. Le banche e l’europa sono preoccupate perché questo potrebbe essere un precedente pericoloso, l’esempio di chi riesce a far meno dell’euro ed a migliorare; sarebbe in grado di innescare un effetto domino senza fine. Mi meraviglio, poi, della sinistra che li è favorevole all’uscita dall’euro.

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SAXO

Sab, 26/09/2015 - 11:42

bisogna soffrire un poco di piu ,per essere dopo liberi dalla mafia della confraternita internazionale.viva catalogna

ronin.0

Sab, 26/09/2015 - 11:48

Stenos appoggio pienamente il tuo pensiero...speriamo

mauriziosorrentino

Sab, 26/09/2015 - 11:49

Ci voleva @cgf a spiegarci che uno che ha voglia e mezzi per lavorare e produrre se si mette per conto proprio è deficiente! Qualsiasi cosa legale o illegale che possano fare UE, Spagna ,banche ,industrie multinazionali(che dalla situazione attuale evidentemente ci guadagnano)sarà superata dalla laboriosità dei catalani...come per quella degli italiani...guarda caso sono sempre gli stessi soggetti che minacciano,urlano,e prevedono catastrofi...ilGiornale da che parete stà????

blackbird

Sab, 26/09/2015 - 11:55

Tanti ricatti ai catalani, ma se decideranno per la separazione andrà a finire come per la Cecoslovacchia, la Yugoslavia, la Serbia, lex URSS, ecc. ecc. La Catalogna sarà accolta nel novero degli stati sovrani, e se converrà alle banche europee entrerà anche nell' Euro. Dopotutto dalla Spagna non si staccherà una regione povera e bisognosa di contributi, ma un pezzo rilevante del sistema economico. In economia e finanza un compromesso per salvare utili e dividendi si trova sempre. Le guerre si fanno quando all'industria servono forti iniezioni di capitali, tutto il resto è fuffa!

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IRON

Sab, 26/09/2015 - 12:16

La solita valanga di minacce per chi vuole vivere e pensare da solo. Invece se rimangono nel baraccone continueranno a vivere i nostri meravigliosi destini, o quelli della Grecia.

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bingo bongo

Sab, 26/09/2015 - 12:24

Catalogna libera,un segnale per quell'unione delle banche che è diventata l'UE.

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Sniper

Sab, 26/09/2015 - 12:44

La Catalogna indipendente sarebbe un microbo nell'economia mondiale, se la mangeranno gli arabi e i cinesi in sei mesi. E poi il Barca con chi gioca in campionato? Col Sabadell futbol club?

martinsvensk

Sab, 26/09/2015 - 13:18

Queste indipendenze si basano su due fattori 1. Politici avidi e bugiardi che per fame di potere non dicono quali rischi corre una regione a staccarsi dal corpo della madrepatria.2. Un ideale di purezza, noi soli e puri diverremo ricchi ma è un'illusione nel Mondo di oggi. UE o non UE si verrebbe mangiati da stati più grandi anche lontani come Cina, Germania (che non a caso si è unita ) e si diverrebbe schiavi di una Potenza estranea e ostile che non si può in alcun modo influenzare.

Daniele Sanson

Sab, 26/09/2015 - 13:36

Tutti minacciano ma in realtá le fabbriche non si spostano in due giorni come anche i capitali , affermare che la Padania non potrá mai esserci come stato vuol dire non rendersi conto che Lombardia Veneto e Friuli magari assieme al Piemonte sono una realtá dal punto di vista di valore economico da non sottovalutare e si sá che la politica senza soldi non vá neppure lei tanto lontana . Tutto nel mondo alla fine trova il suo equilibrio e anche se la Catalogna si separasse dalla Spagna alla fine troverebbero un equilibrio politico per continuare salvagurdando le proprie specificitá . Come sempre tanto gridare per nulla .

Francesco_N.

Sab, 26/09/2015 - 14:26

Anche io avevo sperato nella Scozia, e poi nel risultato del referendum greco, prima del vergognoso voltafaccia di Tsipras. Adesso speriamo che il popolo catalano vada fino in fondo. Bisogna distruggere l'Unione europea.

cgf

Sab, 26/09/2015 - 19:16

@mauriziosorrentino a parte brevi esperienze giovanili ho sempre lavorato in proprio,so cosa significa 'rischiare', grazie per darmi del deficiente, ma certo, è vero, ho qualcosa in cui 'deficio' (la stessa in cui lei defeca), l'utopia che l'uomo possa vivere senza bisogno alcuno. FYI sono stato a Barcellona la prima volta prima delle olimpiadi, era una città da evitare, mi creda, allora era meglio Napoli!! Conosco i catalani, la loro sbruffonaggine, ma sotto sotto senza Madrid sono dei poveretti. è anche gente irriconoscente!! Avrei altri mille esempi, ho visto la partita del Barça poco fa, peccato per Messi, mi provi a spiegare come mai la società ha perso il 22% in borsa negli ultimi 30gg. Non lo trova strano per la prima della Liga? in caso di vittoria referendum faranno partitelle tra loro al Camp Nou!! Mi fermo, ma si ricordi che soñar cosas imposibles se llama utopía.

cgf

Dom, 27/09/2015 - 00:29

[segue]non tutto si concluderà domani perché il Parlamento potrà decidere con il 50%+1, ma occorrerà un referendum confermativo ed a quel punto... visto la Scozia? tamtamtam e poi... nonostante le proprie sterline della Bank of Scotland e l'autonomia radicata... hanno detto no. mica scemi.