Ceuta, assalto dei migranti. E in 400 saltano il muro

In mille provano a scavalcare la frontiera. Scontri con la polizia: 40 feriti. Tutti saranno rimpatriati

Madrid - È ancora emergenza immigrati nella periferia di quello che un tempo fu un dominio della Corona spagnola. A Ceuta, enclave iberica in terra marocchina, con una superficie inferiore ai 20 chilometri quadrati, nelle ultime 48 ore il muro di cemento e reticolati che divide l'Africa dall'Europa è stato assaltato da almeno un migliaio di clandestini provenienti dalla fascia subsahariana. Le forze di polizia spagnole, ampiamente dislocate, con checkpoint, torri e l'aiuto dei satelliti spia e delle forze militari marocchine, hanno tentato di fermare il flusso di disperati, ma secondo quanto riporta la Bbc, almeno 497 persone sarebbero riuscite a scavalcare le barriere della porta di Tarajal, disperdendosi sul territorio che ufficialmente è l'unico avamposto Ue in Africa.

Nei pesanti scontri sono rimasti feriti trenta immigrati secondo la Onlus spagnola Caminando Fronteras, mentre la Guardia civil parla di otto agenti portati in ospedale. Molti clandestini nel tentativo di scalare il reticolato, alto fino a 7 metri, sono stati colpiti dai proiettili di gomma esplosi dalla polizia spagnola, precipitando e ferendosi al suolo.

Una simile crisi non è inedita nelle due enclave di Ceuta e Melilla: è dal 2000 che si succedono assalti alla frontiera. Anche sanguinosi. Fino al 2005 le due enclave erano considerate il colabrodo d'Europa: ogni anno migliaia di sans-papiers superavano il blocco, poi, 12 anni fa, durante un assalto di oltre 1.500 clandestini a Ceuta durato cinque giorni, sia la polizia marocchina sia quella spagnola, impaurite, aprirono il fuoco su quel muro di braccia, mani e gambe appesi alle reti. Mancano le cifre ufficiali, ma al termine di quella battaglia furono decine i morti con oltre cento feriti. Né Madrid né tantomeno Rabat hanno condotto mai un'inchiesta. La stessa Ue, dietro a una tiepida condanna, è rimasta in silenzio, senza sanzionare (come, invece, è successo per i Cpt in Italia) il governo spagnolo, all'epoca nelle mani del socialista Zapatero. Da quel dicembre del 2005 Ceuta è stata pesantemente militarizzata, i metri della rete aumentati, le zone presidiate con mitragliatori a proiettili di gomma e camionette che fanno sue giù lungo il perimetro.

Ma senza andare troppo in là nel tempo, lo scorso dicembre, benché i militari spagnoli e la polizia marocchina, tutte risorse che gravano sul bilancio pubblico di Madrid, 500 clandestini su 1.200 hanno bucato le reti. Quelli che non si sono affidati alla malavita spagnola per raggiungere l'Europa, sono stati fermati dalla Guardia civil e rinchiusi nei centri d'identificazione per poi essere espulsi. Nella serata di ieri, il segretario di Stato spagnolo per la Sicurezza, José Antonio Nieto, ha parlato di 400 clandestini entrati a Ceuta quasi tutti fermati e pronti per il rimpatrio.