Il chimico formatosi nei boy scout che ha scoperto la formula giusta

Carattere mite ma uomo di polso: vita e carriera di Marco Bucci il manager internazionale che ha operato tra Europa e America

È l'uomo che ha firmato l'impresa. Regalare Genova al centrodestra per la prima volta dal dopoguerra. Ci voleva un manager affermato come Marco Bucci per riuscire a scardinare il fortino rosso sotto la Lanterna. Ci voleva un uomo mite ma deciso, da tutti riconosciuto come capace che ha saputo raccogliere su di sé e sul suo programma consensi trasversali. Da oggi una nuova sfida: fare il sindaco di una città meravigliosa ma negli ultimi anni in costante e rapido declino.

Un manager di successo con un curriculum di altissimo prestigio. Da settembre 2015 è stato amministratore unico di Liguria Digitale, la società informatica della Regione Liguria, che gli ha permesso di tornare a casa dopo una lunga carriera internazionale, sviluppata tra l'Europa e gli Stati Uniti. Laureato in chimica e tecnologie farmaceutiche e farmacia, ha ricoperto ruoli di responsabilità in primarie aziende con il compito di gestire budget molto importanti. Negli anni '80 è stato anche educatore dei boy-scout di Genova. È sposato, ha due figli e nel suo curriculum pubblico c'è scritto che considera Genova la città più bella del mondo, dove vivere, lavorare e studiare. E ora per lui anche la città da guidare e da far tornare a splendere.

Terreno di conquista esclusivo per il centrosinistra, mai nel dopoguerra Genova è stata guidata da un sindaco di centrodestra. Ma adesso la storia del capoluogo ligure è davvero cambiata. Intorno a lui si è unito tutto il centrodestra ligure, forte dell'esperimento che ha portato Giovanni Toti a strappare la guida della Regione al centrosinistra tanto da brevettare il cosiddetto «modello Liguria». Ma un modello da seguire, per quanto vincente, non poteva essere sufficiente per portare a termine l'impresa. Bucci in questi mesi di campagna elettorale ha dimostrato carisma e grandi capacità, riuscendo sempre a mantenere i toni bassi nonostante una sfida elettorale caldissima, puntando sulla forza delle sue idee e del suo programma e, ovviamente, rimarcando anche errori e autogol degli avversari, arrivati al voto dopo cinque anni a guida Marco Doria a tratti disastrosi. Cui si è aggiunto il caos costante che ha portato i Cinquestelle genovesi all'autodistruzione.

Lui è stato chiaro sin dall'inizio. La sua candidatura andava oltre la politica e si è basata sul concetto del «give back», restituire qualcosa alla propria città dopo aver ottenuto soddisfazioni professionali lontano da casa. L'etica del lavoro e dell'ottenimento dei risultati ora sarà la stella polare del suo mandato da sindaco. Una sfida non facile per il manager, considerato che nell'ultimo ciclo amministrativo i problemi legati alla sicurezza non sono stati risolti, quelli della viabilità nemmeno presi in esame, il turismo non è stato sviluppato secondo il potenziale di cui la città disporrebbe e le società partecipate sono crollate in un abisso di debiti. La sua idea di città di città futura è concreta come lui: che sappia garantire sicurezza, che possa creare lavoro per i propri giovani e che possa finalmente tornare attrattiva, sia dal punto di vista turistico che per gli investimenti. Una sfida importante che Bucci, il manager mite ma risoluto, vuole assolutamente portare a termine in questi cinque anni.