Le cittadelle fanno risparmiare il 50% L'esperto: costruire ex novo costa meno

I casi Messina e San Francisco. Il sindaco Pirozzi: si deve radere al suolo

Roma Ricostruire dov'era e com'era. Un mantra che torna dopo ogni terremoto. Ma il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, va controcorrente: «Amatrice è da radere al suolo completamente», ammette dopo aver partecipato a riunioni con i vertici di vigili del fuoco e Protezione civile. Il sindaco forse non lo sa, ma ha sfidato le ire dei venerabili maestri dei beni culturali. Dopo il sisma del 2012 un assessore provinciale di Mantova ventilò l'ipotesi di mettere in moto la ruspa sui ruderi delle chiese e Salvatore Settis, ex direttore della Normale di Pisa e archeologo con fama mediatica, lo paragonò ad Attila.

Sta di fatto che il dibattito è aperto e che il restauro può essere costosissimo. Per L'Aquila ad esempio, si sono spesi 12 miliardi in 7 anni, e c'è ancora tanto da fare. Si va verso una Nuova Amatrice, magari costruita altrove? Pirozzi è pronto a demolire, ma non a spostare: «A parte la chiesa romanica di San Francesco, tutto il resto non c'è più. Vorremmo però ricostruire Amatrice nello stesso posto, magari con la stessa forma e con la stessa estetica».

Per Gian Michele Calvi, direttore del Centro di ricerca in ingegneria sismica e sismologia dello Iuss di Pavia che ebbe un ruolo di primo piano nella costruzione delle «new town» dell'Aquila, «costruire da zero costa molto meno, indicativamente una stima del 50% di risparmio non la trovo azzardata». Calvi cita come principale caso di spostamento di centri abitati e ricostruzione i villaggi coinvolti nel devastante sisma di Messina del 1908. «E nel 1906 a San Francisco - spiega - scelsero invece di far costruire rapidamente a privati new town affittate a un prezzo salato mentre si ricostruiva e poi ricomprate dalla mano pubblica e demolite, per spingere la popolazione a tornare al suo posto». Ci sono naturalmente anche esempi di restauro: «Sant'Angelo dei Lombardi in Irpinia e Gemona in Friuli sono i più citati - ricorda l'ingegnere - ma il primo fu lungo e costosissimo, il secondo fu frutto di una scelta drastica: si decise di privilegiare la ricostruzione delle attività produttive sulle residenze. Ad Amatrice il restauro è fuori luogo, ma si può anche scegliere di ricostruire nello stesso posto. Ma replicare tecniche ed estetica del passato è un'idea figlia di decenni bui dell'architettura in Italia. Costruire ex novo e bene si può».

Nella scelta del luogo pesa anche un altro fattore praticamente dimenticato, con esiti disastrosi: i cosiddetti «effetti di sito», cioè caratteristiche del terreno che sono in grado di accelerare l'onda sismica o attenuarla. «Le norme tecniche recenti - dice Raffaele Nardone, consigliere nazionale dell'Ordine dei geologi - richiedono l'analisi geologica del sito, ma ammettono che eccezioni. Che in Italia sono diventate la regola. Ad Accumoli ad esempio non si è tenuto conto del rischio rappresentato dal terreno che è franato all'ingresso del paese, lambendo alcuni edifici. E la natura del terreno potrebbe aver influito anche nel crollo ad Amatrice. Non sempre è necessario spostare le case altrove, ma è indispensabile conoscere la natura del terreno. Magari investendo di più nella sicurezza della casa e meno nella bellezza, se bisogna scegliere».

Commenti

flip

Sab, 27/08/2016 - 10:57

Le indicazioni tecniche esposte nell' articolo sono elementi da prebdere in serissima considerazione e non solo valutarne la possibilità che farebbero certi "fissati". si può ottenere tutto ma usando il cervello che manca a tutti i saccenti "conservatoristi". C'è anche il costo per la ricostruzione ed i soldi possono essere reperiti senza tanti problemi.

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laghee100

Sab, 27/08/2016 - 11:21

"Le cittadelle fanno risparmiare il 50%" ... e' per questo che non le faranno !!!!

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Leonida55

Sab, 27/08/2016 - 11:28

Certamente è che costruire ex-novo costa meno, è più sicuro, facilmente realizzabile e tempi ampiamente più brevi. Per il momento sarebbe il modo migliore per ripartire. Poi con i templi biblici della burocrazia, si potrà prevedere di ricostruire il centro abitato. i Trisnipoti lo potranno vedere finito.

joecivitanova

Sab, 27/08/2016 - 11:49

..be', c'era qualche 'geniologo' che, qualche giorno fa, mi pare, sosteneva qualcosa di diverso..!! g.

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gammasan

Sab, 27/08/2016 - 12:02

I maestri dei beni culturali che si fottano! La ricostruzione va fatta ex-novo, con criteri moderni e in un posto, vicino, pianeggiante e sicuro per quanto possibile. I ruderi del vecchio paese vanno accatastati, magari con una chiesa in mezzo, tanto per accontentare i preti e lasciati lì. È ora di finirla con questa "cultura" che ci costa quattrini che non abbiamo, che HA UN MISERO RITORNO ECONOMICO e che quindi NON POSSIAMO PERMETTERCELA!

Ritratto di gammasan

gammasan

Sab, 27/08/2016 - 12:03

Un plauso al coraggioso sindaco Pirozzi da parte mia.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Sab, 27/08/2016 - 12:42

@flip:....certo.Conviene,e si può benissimo ricostruire,con tecniche "veramente antisismiche" ex novo,nel posto giusto,con progetti "esteticamente congrui",con la precedente realtà storica.

luna serra

Sab, 27/08/2016 - 12:59

se costa il 50% in meno non lo faranno mai le LOBBY non lo permetteranno sicuramente sono già al lavoro per appropriarsi i lavori SUPER PAGATI

agosvac

Sab, 27/08/2016 - 13:11

Una volta che il paese o paesino, magari storico, viene distrutto più o meno totalmente, da un terremoto, la soluzione più semplice è ricostruirlo ex novo. Ma qui spuntano i beni culturali che mettono i bastoni tra le ruote: loro vorrebbero un paesino nuovo ma uguale a quello che c'era prima senza rendersi conto di quanto costerebbe rifarlo come prima. Tra l'altro, se lo si rifacesse come prima crollerebbe di nuovo alla prossima scossa.

Ritratto di eaglerider

eaglerider

Sab, 27/08/2016 - 13:43

Sarebbe semplicissimo e farebbe scuola. Basterebbe interessare giovani studenti delle facoltà di architettura e ingegneria in fase di studio delle materie d'esami con i rilievi da aerofotogrammetrie integrate con le risultanze catastali. Basterebbe applicare, infine, i calcoli antisismici alle nuove strutture da realizzare, "copia" estetica delle vecchie strutture rilevate, ma razionali nella costruzione e negli interni.

Ritratto di eaglerider

eaglerider

Sab, 27/08/2016 - 13:43

I ragazzi fanno un lavoro utile, imparano e si danno una materia imparando storia, tecnica ed estetica ed assimilando soluzioni abitative e idee funzionali che resteranno nella loro memoria per sempre. Inoltre si dovrebbero fare sopralluoghi che porterebbero vita giovane sui luoghi rivitalizzando, anche se temporaneamente, i luoghi. Se il Ministro ed il ministero hanno difficoltà, glielo spiego io come fare ! O forse tutto ciò impedirebbe di affidare lauti incarichi a professionisti amici della politica ? .......

AICI

Sab, 27/08/2016 - 14:00

Senta 'professorone', l'Italia è in rovina per quelli come lei. Secondo Lei i turisti vengono in Italia e qualcuno comprerebbe casa in quel c..so di new town all'Aquila? A zappar la terra dovrebbero metterla e farebbe danni pure lì....se fosse per lei Amatrice potrebbe esser costruita alla pari dell'unico ecomostro della banca rimasto in piedi alla facciaccia dei cittadini che non troverebbero più i tratti distintivi ne le case che si tramandano da generazioni! E chi se ne frega che costa il 50% in più ricostruire paro paro; lo stato ha dato gli incintivi sismici solo alle prime case ed ora ne paga anche economicamente le conseguenze.

brunicione

Sab, 27/08/2016 - 14:12

Purtroppo decidono i politici, che nella loro comprovata ignoranza e nella loro ricerca continua di soldi e truffe, faranno un'altra Aquila, un'altra Irpinia e via dicendo

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Sab, 27/08/2016 - 15:01

@gammasan:...ragionamento pragmatico,adeguato alle circostanze.

flip

Sab, 27/08/2016 - 15:26

gammasan sei forte! condivido. Ci sono comunque ancora belle città medioevali, abbastanza ben conservate anche se sono state costruite più di mille anni fa. Ma logisticamente inadatte ai nostri tempi. Io ci abito in una di queste città. Ma chi ci è nato non riesce a vedere oltre la punta del proprio naso.

flip

Sab, 27/08/2016 - 15:33

zagovan. e si possono anche trovare i soldi per la ricostruzione intelligente, e la messa al sicuro anche di tanti impianti idrogeologici. forse l'ho detta grossa, ma è fattibile. basta pensarci un momentino. non è difficile. ciao

flip

Sab, 27/08/2016 - 15:49

AICI pensa e immagina se ne sei capace, che tra 300-500-1000 anni il nostro attuale 2moderno" sarà antico. come le città che sono crollate in questi giorni. vivi il tempo perché altrimenti vivresti ancora nelle palafitte.

Ritratto di orione1950

orione1950

Sab, 27/08/2016 - 15:59

Io credo che l'obiettivo dei cittadini sia quello di avere una casa; credo, inoltre, che in molti se ne fregano di recuperare lo stile delle vecchie case che, in alcuni casi, erano fatiscenti. E' meglio una casa nuova che attaccarsi a uno stile mediovale che, oltre a essere poco razionale, é poco sicuro; checché ne dicano gli intellettuali.

Ritratto di eaglerider

eaglerider

Sab, 27/08/2016 - 16:22

gammasan sei degno di affiancare gli ISIS. Sei senza cuore, senza cultura, senza un minimo di amor patrio e, in definitiva, non ti affiderei nemmeno un cane a passeggio !