Controlli infiniti a Palermo: ancora non si conoscono i consensi ai consiglieri

Il capoluogo più veloce d'Italia a eleggere sin dal primo turno il sindaco Leoluca Orlando. E il capoluogo più lento d'Italia, visto che a quindici giorni dl voto ancora si contano e ricontano le schede per verificare con esattezza preferenze e voti validi per il Consiglio comunale e le Circoscrizioni. Succede anche questo nella Palermo che per la quinta volta ha incoronato Orlando primo cittadino. Dopo uno spoglio fiume durato oltre 30 ore, complici anche le difficoltà di applicazione della legge regionale vigente, le verifiche sulle preferenze ai singoli consiglieri sono ancora in alto mare. E bene che vada il nuovo Consiglio comunale non si insedierà prima del 14 luglio, che a Palermo è pure festa perché è il Festino in onore della patrona della città Santa Rosalia.

Non solo lungaggini. La legge elettorale siciliana, che abbassa il quorum della vittoria al 40% (infatti Orlando, col 46%, ha vinto al primo turno) impone anche la preferenza di genere. Ed è qui che si stanno registrando le maggiori difficoltà di riscontro. Ci sono anche delle anomalie. Tutti i consiglieri sono col fiato sospeso, anche perché spesso si sono ritrovati a non avere neppure il voto proprio o quello dei loro familiari. Su questa situazione sono intervenuti i Cinque stelle, che se la prendono con la Regione «rea» di avere varato una legge elettorale di difficile applicazione pratica. MtC