Così le sanzioni cambiano l'economia Mosca sta dando una lezione a Bruxelles

Tra energia e agricoltura, un modello vitale alla faccia dei tecnocrati

Nel 2015 le esportazioni agricole russe hanno superato le esportazioni di armi. Il dato è di fondamentale importanza per capire la complessa trasformazione che Mosca sta provando ad attuare alla sua economia.

Secondo Der Spiegel, lo scorso anno la Russia ha prodotto più grano degli Stati Uniti: 110 milioni di tonnellate, una cifra mai raggiunta che la trasformano nel primo produttore mondiale. Il ministro dell'Agricoltura Alexander Tkachev ha recentemente detto di sperare che le sanzioni europee (e di conseguenza quelle russe di risposta) siano prolungate per altri cinque anni perché, come scrivono gli analisti di Eurasiatx: «Esse di fatto hanno permesso di cambiare in positivo lo status del comparto alimentare russo aumentando la produzione, implementando la tecnologia (...) e attuando quell'import substitution che oggi rende la Russia auto-sufficente nel settore agricolo».

La questione non è limitata al solo comparto agricolo e non è legata al solo problema delle sanzioni. L'economia russa, in fase di acuta recessione, con il rublo svalutato e il prezzo del petrolio ai minimi storici, sta dimostrando una dinamicità inaspettata.

La crisi sta spingendo la classe dirigente russa a riflettere seriamente sulla possibilità di cambiare il proprio modello di sviluppo incentrato sulla mono-produzione energetica: la metà delle entrate dello Stato si basano sulla vendita di petrolio e gas e questo rende l'economia russa altamente vulnerabile alle crisi energetiche e alla dipendenza da risorse naturalmente limitate.

Herman Gref, già ministro dell'Economia e del Commercio nel governo Putin e oggi a capo della Sberbank la più importante banca russa, ha recentemente lanciato un grido di allarme: «Di questo passo, entro il 2030 le risorse energetiche russe (petrolio e gas) si esauriranno e quindi occorre immediatamente spostare i driver dell'economia verso settori diversi». Secondo il banchiere non ci sarebbe molto tempo per trasformare un'economia basata quasi esclusivamente sulla produzione ed esportazione dell'energia.

L'avvertimento di Gref è in parte smentito dal Ministero dell'Energia russo per il quale gli idrocarburi rimarranno alla base del potere energetico mondiale dei prossimi tre decenni; e anche se la produzione di Mosca avrà una diminuzione la Russia ha giacimenti sufficienti a coprire il fabbisogno interno e le esportazioni per i prossimi 40 anni. D'altronde i colossi energetici di Mosca continuano la loro strategia di sfruttamento di petrolio e gas: Rosneft ha chiuso accordi con società indiane per i giacimenti siberiani di Vankor; Lukoil ha annunciato l'aumento della produzione in Russia e operazioni in Iran; e il governo di Mosca pianifica lo sfruttamento dell'Artico dove la US Geological Survey ha stimato riserve a per 90.000 miliardi di barili di greggio e quasi 2.000 miliardi di piedi cubi di gas, ancora da sfruttare.

La Russia si trova quindi di fronte al dilemma tra il conservare il proprio modello di sviluppo e l'attuare una radicale trasformazione economica. Almeno nelle intenzioni la scelta sembra chiara: nello scorso Forum di San Pietroburgo, Vladimir Putin ha messo la «diversificazione dell'economia» come una priorità per il futuro della nazione.

In genere in Occidente abbiamo un'idea della Russia come un Paese monolitico, rigido, bloccato dentro un autoritarismo immutabile; quest'idea è in parte ereditata dalla vecchia immagine sovietica che ancora attraversa Europa e Usa, e in parte è frutto di una costante manipolazione costruita dai media occidentali e dai centri d'interesse che li controllano. In realtà a Mosca, il «dibattito sul cambiamento» appare molto più vitale di quanto lo sia nell'Europa degli anonimi tecnocrati custodi ottusi del fallimento dell'euro e di un modello che sta portando le economie europee al collasso. In questo la Russia sta dando una lezione a Bruxelles.

Twitter: Giampaolorossi

Commenti

Massimo25

Gio, 20/10/2016 - 09:29

La russia é un ottimo paese oggi e solo i 4 scribacchini ignoranti dei giornali e i falsari dei media..danno una immagine che non conoscono...La russia stà facendo passi da gigante e ne vederemo delle belle nei prossimi anni

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Gigliese

Gio, 20/10/2016 - 09:37

Noi abbiamo attuato le sanzioni come ci hanno imposto i burocrati rossi di Bruxelles, e Intanto la Germania fa incontri (e accordi sottobanco) con Putin, e noi???. Noi abbiamo i cagnolini che vanno a scodinzolare in USA e per farsi due risate si portano i giullari di corte.Che gliene frega se le PMI che sportavano in Russia stanno nella cacca.

nordest

Gio, 20/10/2016 - 10:15

Putin gran parte del popolo italiano ti è solidale è vicino purtroppo siamo in mano a questi banditi europei e americani che ci vogliono schiacciare e tenerci sottomessi , vini in nostro aiuto sei l'unico ad avere cervello.

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Ausonio

Gio, 20/10/2016 - 10:42

Non serve grande scienza. Serve solo un VERO STATISTA, ossia uno che vive, pensa, agisce per il SUO POPOLO... invece di essere un opportunista, schiavo di Rothschild, Soros e altra feccia usuraia

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Ausonio

Gio, 20/10/2016 - 10:57

Una nazione autosufficiente, salda nella sua IDENTITA' SPIRITUALE e non ricattabile dai banchieri... ciò provoca un odio incontenibile ai dittatori mondialisti. Ecco perché vogliono fare la guerra alla Russia.

leopard73

Gio, 20/10/2016 - 10:59

siamo un popolo di ignoranti perché dobbiamo mettere le sanzioni alla Russia che poi rimaniamo sanzionati noi con fallimento delle nostre imprese siamo deficienti a non capire questo ma noi abbiamo i PROFESSIONISTI DELLA POLITICA perciò siamo apposto!!!

roliboni258

Gio, 20/10/2016 - 11:12

grande Putin

VittorioMar

Gio, 20/10/2016 - 11:20

...PUTIN sta facendo accordi con il resto del mondo,stringendo in una morsa ,accerchiando USA...e UE;... e se dovesse realizzare il gasdotto con la Turchia,povera Europa!!

Libertà75

Gio, 20/10/2016 - 11:25

nell'800 il capitalismo italiano era ai vertici mondiali perché era leader nello sfruttamento agrario... investire nella terra non è mai un pessimo affare

brob67

Gio, 20/10/2016 - 11:39

i banchieri della city pensavano di poter prendere la russia eliminando lo Zar; misero al potere Lenin ma dopo poco si trovarono a dover trattare con Stalin, che aggiamente riprese in mano le redini dell'immensa russia. le elite sanno da oltre tre secoli che il grande pericolo per la loro leadership era appunto la russia (e infatti da secoli è il loro naturale obiettivo di conquista) nemmeno con il comunismo sono riusciti a scalfire il senso di appartenenza del popolo russo e ora si trovano con l'avversario più pericoloso di sempre: il più forte il più furbo tra tutti e perdipiù in un momento in cui la loro leadership economica è in deciso declino grazie al mostro cina da loro stessi creato forse pensando di poterlo manovrare e dirigere proprio contro la russia...... io li definirei: dilettanti allo sbaraglio! peccato che abbiano le armi nucleari perché il vero pericolo viene appunto dagli unici che ad oggi hanno osato utilizzarle sul campo......

agosvac

Gio, 20/10/2016 - 12:57

Forse non tutti sanno che per tutto l'ottocento l'impero russo fu il "granaio d'Europa". Esportavano grano in cambio di altri beni di uso comune. L'Urss con la sua mania dell'industrializzazione cambiò le cose e divenne da esportatore, importatore distruggendo l'economia agricola russa. Sembra che Putin abbia capito l'importanza dell'essere autonomi per quanto riguarda l'agricoltura. Una nazione che produce ciò che consuma è di per sé ricca, se poi ha anche altre risorse, è ancora più ricca. Indipendentemente dalle questioni finanziarie che sono una cosa completamente diversa.

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Ausonio

Gio, 20/10/2016 - 13:09

La triade Russia, Cina e India è un osso troppo duro, anche per i criminali senza scrupoli che dominano oggi l'occidente schiacciando americani e noi.

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Ausonio

Gio, 20/10/2016 - 13:11

Non è certo un caso che Putin è un uomo di grandi letture e ben consigliato da guide spirituali della Russia ortodossa. Solo lo Spirito rende gli uomini così grandi. Se sarà guerra, io sarò con Putin e la Russia bianca, europea, cristiana.

marco.olt

Gio, 20/10/2016 - 13:20

Emerge sempre più la stupidità delle sanzioni alla Russia, dettate dalla pancia e non dal cervello di chi le ha prese. Gli unici a rimetterci di brutto sono i soliti lecca...o Europei/Italiani alleati USA.

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Ausonio

Gio, 20/10/2016 - 13:37

Ma Bruxelles infatti non ha per obiettivo far crescere l'Europa. Esattamente il contrario: portare gli stati europei al collasso (e l'invasione serve anche a questo). Solo così potrà poi vendere meglio alle greggi impaurite il suo progetto di superstato totalitario.

Iacobellig

Gio, 20/10/2016 - 13:37

PUTIN HA FATTO PASSI DA GIGANTE. BENE. OBAMA IL FALLITO E LA CLINTON PRENDANO ESEMPIO.

acam

Gio, 20/10/2016 - 13:52

lezione a Bruxelles ma va la ... lezione a Berlino di cui Bruxelles è un braccio prolungato...

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Ausonio

Gio, 20/10/2016 - 14:34

Massimo25 - chi descrive una Russia debole è della stessa categoria che dà solo importanza ai fatti materiali (che poi... qui parliamo di una potenza immensa con risorse immense...). Sono gli stessi mentecatti che non riescono ancora a capire come mai la tecnologica superpotenza perse in Vietnam e così i francesi prima di loro.

andri75

Gio, 20/10/2016 - 15:47

La Russia un Paese moderno ? Una potenza ? Autosufficiente ? Privo prodotti importati ? Ma chi scrive questi articoli ha mai messo piede in Russia ? E' mai entrato in un pianerottolo di un palazzo anche solo in periferia di Mosca ? E' mai entrato in un bazar (pieno di prodotti Europei e anche Italiani che ora passano dal Baltico e dalla Bielorussia per evitare le sanzioni che sono Russe e non Europee) ? Certo se state in centro a Mosca o Piter è un altro mondo ma non è quella la Russia.