Dall'Heysel al Borussia, Uefa senza pietà

Nemmeno un attentato diretto agli attori riesce a fermare il circo del calcio

Nemmeno un attentato diretto agli attori riesce a fermare il circo del calcio. In questi due giorni incredibili, con l'escalation delle notizie che accreditavano via via la pista dell'attentato, gli ordigni di Dortmund avrebbero dovuto quanto meno alzare il livello di preoccupazione, se non di emozione, dei padroni del pallone. E invece no, i signori dell'Uefa sono rimasti ancora incredibilmente insensibili e nemmeno di fronte ad una delle sue squadre più rappresentative presa di mira dal terrorismo, hanno avuto il pudore di fermare il pallone, costringendo il Borussia ad andare in campo ad appena ventiquattr'ore dal tremendo episodio che solo per fortuna non ha avuto conseguenze peggiori.

I tedeschi, che oltre tutto nell'esplosione hanno subito il ferimento del loro difensore Bartra, si sono ritrovati a dover affrontare il Monaco ancora sotto choc e, al di là dei meriti dei monegaschi, hanno perso in casa 3-2. Difficile dire quanto lo choc del giorno precedente abbia inciso sul loro rendimento. Di certo il loro allenatore Tuchel ha definito la scelta dell'Uefa «una decisione disumana». E sinceramente ci viene difficile dargli torto.

L'Uefa, dopo aver brillato per assenza di comunicazioni nella sera dell'attentato, si è preoccupata solo di ottenere il consenso delle due società a giocare alle 18.45, per non sovrapporre la partita di Dortmund alle due già in programma nella serata di ieri e non inficiare il valore dei diritti televisivi.

Ma d'altra parte anche questo non ci sorprende: passano gli anni, passano i presidenti, passano persino gli attentati, ma la federcalcio europea è sempre quella che ha fatto giocare la finale dell'Heysel e che non ha saputo fermare la Champions league nemmeno nel giorno delle torri gemelle, mandando in scena uno spettacolo assurdo nella serata in cui tutto il mondo si era fermato sconvolto. Figuriamoci se poteva impressionarsi per le tre bombette di Dortmund. Business is business.