Quell'ossessione dello Stato di regolare la nostra vita

In Italia, sul cibo, c'è la stessa ossessione regolamentatrice dell'Unione Sovietica

L'idea che si possano, anzi, si debbano, regolamentare i comportamenti sociali, non lasciando il minimo spazio allo spontaneismo individuale e collettivo è l'ossessione di ogni politica. Particolarmente affetto ne è quel filone della politica, eredità del razionalismo settecentesco, che si è storicamente incarnato nella sinistra dopo la Rivoluzione bolscevica e la nascita dell'Unione Sovietica. Ho ritrovato, e osservato, tale ossessione in due Paesi che hanno interpretato la politica da versanti opposti, pervenendo a risultati profondamente diversi.

In Unione Sovietica non c'era ambito della società civile che la politica non volesse regolamentare e non regolamentasse. Il risultato era stata l'estrema esasperazione del sistema politico totalitario che aveva soffocato l'intera società civile russa, mentre, di converso, lo spontaneismo sociale promuoveva quella cinese, empirica e sperimentale.

In Cina, la convinzione che solo lasciando alla società civile ampi ambiti di autonomia, soprattutto economica, il Paese sarebbe uscito dal dirigismo maoista e decollato verso la modernità e la crescita, ha dato i suoi frutti; oggi, la Repubblica popolare cinese è uno dei Paesi al mondo esemplari di più felice combinazione fra spontaneismo sociale e sviluppo economico, modernizzazione, crescita economica e sociale. Ricordo che, quand'ero in Cina, avevo osservato, e apprezzato lo spirito di iniziativa di certi cinesi, maschi e femmine, che avevano affrontato l'avventura liberista, godendo e approfittando della libertà che la politica lasciava loro di intraprendere e commerciare.

Ho ritrovato la stessa ossessione regolamentatrice sovietica, da noi, in Italia, da parte soprattutto di quel filone politico, terreno di sperimentazione, da parte del Partito comunista, che aveva guardato all'Urss come ad un modello da imitare, e, entro certi limiti, da parte della cultura politica e sociale di matrice religiosa, non meno autoritaria di quella comunista. È stata la grande illusione razionalistica prodotta e diffusa dalla Rivoluzione francese con la pretesa di creare, e far crescere, la «società perfetta», dove nulla era lasciato al caso e tutto dipendeva dalla previsione e dalla programmazione politica. Non credo di sbagliarmi dicendo che l'Italia è il Paese al mondo col maggior numero di permessi, licenze, e divieti e anche quello dove queste forme di razionalismo condizionano la società civile e le impediscono di sviluppare autonomamente le proprie potenzialità. Il guaio è che l'ossessione regolamentatrice fa crescere la domanda di regolamentazione, e, quindi, di politica e di burocrazia ogni volta che si rivela inadeguata ad assolvere le funzioni che le sono impropriamente assegnate...

Personalmente, sono cresciuto culturalmente all'ombra dell'empirismo anglosassone generatore dell'Illuminismo scozzese che si è distinto dal razionalismo francese proprio grazie al suo scetticismo rispetto alle virtù salvifiche della regolamentazione e della conseguente previsione-programmazione razionalistica. Sono liberale grazie anche a questa formazione culturale della quale sono debitore ad uno dei miei maestri all'Università di Torino di formazione anglosassone e col quale mi sono laureato, Alessandro Passerin d'Entreves, e ho imparato da Norberto Bobbio, l'altro mio grande maestro, a leggere i classici della cultura politica moderna, evitando, allo stesso tempo, di diventare prigioniero del positivismo politico, non meno di quello giuridico, cui era afflitto Bobbio, lui sì convinto erede del razionalismo francese. Grazie a Bobbio, ho letto David Hume e sono entrato in familiarità con l'empirismo anglosassone e l'Illuminismo scozzese. Detesto ogni pretesa previsionale e programmatrice proprio a ragione della loro scarsissima prevedibilità e capacità di programmazione razionale, e coltivo, con l'empirismo, un sano scetticismo sulle capacità razionali dell'uomo. Per intenderci: non vado in giro con la Dea Ragione sulle spalle come amano fare i razionalisti di tutte le tendenze e, in particolare, quelli di formazione transalpina.

Ho imparato che il mondo è popolato da individui, ciascuno dei quali persegue i propri fini, con i propri mezzi, che coincidono solo inconsapevolmente con quelli degli altri - attraverso quell'empatia della quale parla Adam Smith nella Teoria dei sentimenti morali - in modo spontaneo ricercando il proprio Utile senza attenersi a calcoli previsionali e programmatici altrui... Se c'è qualcosa - diciamo pure molto! - che non va nella politica italiana è la convinzione si possano regolamentare i comportamenti sociali attraverso permessi, licenze, divieti che, poi, si rivelano l'ostacolo a quello spontaneismo che sta a fondamento della dottrina liberale e della nostra civilizzazione. Mi auguro, come ho scritto recentemente, che Berlusconi faccia iniezioni di empirismo e di liberalismo nella propria cultura politica e in quella di Forza Italia. Ce n'è effettivamente bisogno...

Commenti

Tuthankamon

Gio, 29/10/2015 - 15:32

In effetti chi ha ereditato dall'URSS l'ossessione di regolamentare dalle forme degli ortaggi fino al cambio delle mutande, è l'Unione Europea. L'Italia è solo una conseguenza sia perchè applica le normative europee senza riserve (un madornale errore) sia perchè durante la Guerra Fredda aveva il più grande Partito Comunista dell'Occidente (errore storico per cui avrebbe iniziato una eventuale guerra con la NATO e sarebbe transitata al blocco dell'Est, dall'altra parte come al solito) ed era quindi "politicamente pronta". Ci servirebbe una destra unita, ma è un pio desiderio per il momento!

Ritratto di vency

vency

Gio, 29/10/2015 - 18:29

Mi chiedo se in questo atteggiamento 'socialisteggiato' non sia coinvolta la natura stessa dello Stato democratico ("la Democrazia: il dio che ha fallito").

rosalba cioli

Gio, 29/10/2015 - 19:02

egregio dr. Ostellino, sono una sua fans, leggo sempre con tanto piacere i Suoi articoli nei quali ritrovo il mio spirito liberale La ringrazio perché mi offre la possibilità di nutrirmi di liberalismo, di spirito critico e di cultura, ciò che in Italia spesso non è possibile fare attraverso la stampa! Mi auguro come fa Lei che Berlusconi a cui io continuo a credere, riesca a fare iniezioni di empirismo e di liberalismo nella propria cultura politica e in quella di Forza Italia, partito che continuerò sempre ad amare, non per le persone che in questi anni l'hanno rappresentato ma per le idee diffuse senza però che ci fosse un apparato capace non solo di recepirle ma di "amarle"

fisis

Gio, 29/10/2015 - 19:41

La situazione del'Italia, a mio avviso, è complicata da una variabile. Nel nostro Paese, a differenza che in altre nazioni dell'Occidente, si è instaurato uno strano - mi verrebbe da dire mostruoso - connubio tra cattolicesimo di sinistra e comunismo, di cui vediamo tuttora i frutti maligni. Sarebbe interessante indagare su come ciò sia stato possibile.

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Gio, 29/10/2015 - 21:07

Non per nulla ci stanno sostituendo con una civiltà che permea ogni istante della vita dei suoi sottomessi dal 600 d.c.ad oggi attraverso un manuale che spiega anche come pulirti il deretano correttamente.

longbardus

Ven, 30/10/2015 - 07:02

E' semplicemente lo Stato etico. Ed i magistrati lo stanno accanitamente portando avanti con sentenze da brivido , emesse in tutti i settori.

mariolino50

Ven, 30/10/2015 - 09:42

In Cina io ho Visto veri schiavi, sorvegliati a vista da guardiani con il bastone, non mi pare un buon esempio, capitalismo ottocentesco tipo padrone delle ferriere, zero diritti dei lavoratori, hanno sommato il peggio del comunismo con il peggio del capitalismo. A quelli che qui detengono il potere piacerebbe molto un sistema del genere, e fanno di tutto per arrivarci, vedi legge elettorale e modifiche alla costituzione fatte a senso unico. Se poi qualcuno crede che in Gb e Usa non sei controllato basta andarci, ti fanno le lastre quando arrivi, e le leggi sono molto più rigide, finisci in galera per un nonnulla, come bere una birra per strada, o roba simile, quello non è controllo dei comportamenti, pagano anche chi fa la spia contro gli evasori fiscali.

Santippe

Ven, 30/10/2015 - 10:43

SANTIPPE la cultura politica denunciata da Ostellino è l'humus dove fiorisce e cresce la corruzione. Quindi non bastano giudici e manette, sempre più in affanno. Bisogna cambiare testa.

UNITALIANOINUSA

Ven, 30/10/2015 - 11:11

long bardus. Dice bene lei,ma l'accanimento sullo stato etico da parte di cosiddetti mag istrati,che cosa ha cambiato? L'Italia e' forse migliore proprio per l'insulso lavoro dei sempre cosiddetti magistrati? italiano in usa

marcogd

Ven, 30/10/2015 - 12:33

Orbene,che l’Europa desideri replicare l’URSS è ormai evidente minimo dal 2000 e siamo in tanti ad averlo chiaro. Ma che la Cina sia un modello di “comunismo aperto” è un’affermazione al limite del ridicolo-con tutto il rispetto,mi creda- dopo: controllo nascite; occupazione Tibet; divieto assembramenti; prelievo materie prime dai territori dei Paesi vicini senza autorizzazioni (furto+ aggressione); commercializzazione sistematica di prodotti velenosi/avariati/cancerogeni di ogni ordine e grado su mercati interni ed esterni; consumo obbligatorio di determinati prodotti di volta in volta indicati alla popolazione dallo Stato; eliminazione fisica di qualunque oppositore al regime; diritto arrogato di esperimenti atomici nel silenzio dei pavidi vicini e lontani… E solo per restare nel recente. Questi sarebbero gli “ampi ambiti di autonomia alla società civile?? Cioè,così son buoni tutti, dai! Stiamo davvero perdendo il senso e significato del termine Libertà…

levy

Ven, 30/10/2015 - 12:44

L'ideologia che vuole regolamentare ogni singolo ambito della vita dell'individuo finisce per allevare individui senza capacità di autoregolamentarsi, se poi aggiungiamo che vengono distrutti tutti i valori morali, che sono il fondamento, creiamo una società di buoni a nulla che dipendono dallo stato, il quale diventa necessariamente più grande, più costoso e più forte per il beneficio di pochi che siedono alle leve del comando.

levy

Ven, 30/10/2015 - 13:00

Mentre lo stato entra nei dettagli della vita dei cittadini con norme e leggi, autorizzazioni e permessi per ogni cosa, aumenta le sue dimensioni e i costi del suo mantenimento, causando ancora più controlli, tariffe, tasse, sanzioni, burocrazia e oppressione, per assicurarsi maggiori entrate, tarpando il volo libero e fautore di prosperità.

Mechwarrior

Ven, 30/10/2015 - 13:15

Mi spiace ma non ha capito nulla dello stato italiota: leggi leggine permessi permesseni servono a: chidere le tangenti ove possibile oppure multare per fare cassa. ;-)

CarlSchmidt

Ven, 30/10/2015 - 14:07

Concordo con l'opinione di Ostellino.L'eccesso di regolamenti che ci perseguitano nascono fondamentalmente dalla sfiducia nella libera attività delle persone. Come regole di vita credo che siano sufficienti i dieci comandamenti ! L'Europa, in particolare, ha imparato dall'Italia a regolamentare ogni dettaglio della vita e dei comportamenti raggiungendo livelli quasi sempre ridicoli e oppressivi. La burocrazia, da strumento operativo, è diventata la vera padrona dell'organizzazione sociale. Chissà se qualche politico o aspirante tale lo dirà in modo chiaro ! Si tratta di far cambiare mestiere a migliaia di persone !

m.nanni

Ven, 30/10/2015 - 19:59

l'Italia credo che dovrà penare e non molto per liberarsi dai nipotini di stalin che hanno preso il potere in modo illiberale e rocambolesco. basta pensare che una consistente fronda della sinistra non perdona a Renzi l'asticella dei tre mila euro. sono degli indemoniati e odiano tutto ciò che può generare entusiasmo e rendere felice lo spirito individuale dei cittadini. brutta razza!

routier

Ven, 30/10/2015 - 21:02

Aldous Huxley e George Orwell avevano previsto tutto ciò fin dalla prima metà del secolo scorso. "Mala tempora currunt sed peiora parantur" (sono tempi brutti ma ne arriveranno di peggiori)

m.nanni

Ven, 30/10/2015 - 21:12

errata corrige nel mio prec. commento: intendesi ...penare non poco...e non penare non molto. scuse.

profpietromelis...

Sab, 31/10/2015 - 04:01

Caro Ostellino Bobbio, giovane fascista con lettere piagnuccolose a Mussolini perché riteneva non fossero riconosciuti i suoi meriti all'Università in fatto di concorso, è stato sempre un cattivo maestro perché con il suo positivismo giuridico ha osteggiato il diritto naturale non capendo che con il suo positivismo doveva giustificare tutti i regimi. E poi salì sul carro dei vincitori diventando antifascista senza poter giustificare la sua scelta in base al positivismo giuridico (Cfr. di Bobbio "Giusnaturalismo e guspositivismo").Lo stesso dicasi dell'antinazista positivista giuridico Hans Kelsen. Chi si contraddice è meglio che taccia per sempre. Pessimi maestri profpietromelis@gmail.com e pietromelis.blogspot.com

ambrogiomau

Sab, 31/10/2015 - 09:13

Spero che questo articolo venga ampliato e reso più profondo nel segnalare l'attuale super invadenza dello Stato e della Unione Europea nei confronti dei comportamenti dei cittadini.Alcuni commenti sono così diretti. Non dobbiamo farcene una ragione di questa invadenza oppressiva che qualche volta richiede di gridare al vento : Voglio avere il diritto di avere paura -Voglio il diritto di avere paura . E nel mio dirito di avere paura lo Stato non deve mettere parola o persuasione.

Anonimo (non verificato)

lucaberardi

Sab, 31/10/2015 - 15:09

D'accordo su quanto dice Ostellino sull'Italia. Molto meno sullo "sviluppo sociale" della Cina (in questo concordo con Marcogd) che, anche dopo Mao, ha continuato a perseguitare i dissidenti, a trattare i lavoratori come "schiavi" senza diritti, a mantenere aperti i Laogai -moderni campi di prigionia in stile Gulag-, ad occupare il Tibet e a perseguire il genocidio dei neonati con la politica del figlio unico, dichiarata conclusa due giorni fa. Nel caso della Cina il "libero mercato" è solo strumentale allo Stato, basta vedere come durante la crisi di agosto la Banca Centrale Cinese ha vietato ai grandi gruppi la vendita di determinate azioni "sensibili" dimostrando che il mercato in Cina è "libero" solo quando lo vuole lo Stato

asalvadore@gmail.com

Sab, 31/10/2015 - 17:59

Posso riassumere questa ossessione con una libera citazione di una frase di Tocqueville tratta da un suo discorso alla costituente francese del 1848. Dceva, Noi liberali abbiamo fiducia nella cappacitá dei cittadini di maneggiare la loro vita in libertá mentre voi socialisti avete, al contrario, ne avete una profonda sfiducia. Si domnda poi la ragione di aver fatto la rivoluzione francese. Quella ossessione. dunque, é solo un riflesso di una sfiducia dei legislstori in se stessi perché assumono che tutti i cittadini sono come loro.

M_TRM

Dom, 01/11/2015 - 10:14

la pretesa di sostituirsi alle libertà ed alle iniziative individuali è il gran male di questo paese e dell'ideologia socialista in generale. Vorrei sottolinearne una concausa ed una conseguenza. La concausa, oltre a quelle spiegate benissimo da Ostellino, sta nell'ambizione dell'uomo che diventando governante si compiace della sua pretesa onnipotenza e pensa, a volte in buonafede altre no, di poter decidere il bene universale. La conseguenza di uno stato oppressivo, regolamentato e burocratico sappiamo bene essere la corruzione, che come un cancro si rigenera andando a finanziare quella stessa politica he l'ha resa possibile....