E ora l'europarlamento parla una lingua extracomunitaria

Oltre il danno la beffa: è l'idioma usato nei trattati Ue

L'Europarlamento ha perso la lingua. Ma non se ne è ancora accorto. Perché la lingua parlata dagli euroburocrati è solo una: l'inglese. Certo, tutte le lingue dei Paesi membri della Ue sono ufficiali. Ma è una delle tante leggi che restano sulla carta: come è normale che sia, perché - fallito l'esperanto - la lingua delle lingue è diventata quella di Sua Maestà. E ora la Comunità Europea si trova nella imbarazzante condizione di parlare una lingua improvvisamente diventata «extracomunitaria».

Il collante, l'unica cartilagine che unisce le flotte di parlamentari che da ogni angolo dell'impero si accalcano a Bruxelles è la lingua inglese.

Una beffa del destino. Perché è proprio rispondendo a un quesito in quella lingua che i cittadini britannici hanno detto «bye bye» e acceso la miccia di una bomba che potrebbe far collassare su se stesso l'intero edificio comunitario.

La lingua della Regina Elisabetta è il primo idioma con cui ci parlano i siti istituzionali e anche quella dietro alla quale nascondono tutte le fregature più taglienti. «Il Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria» non per nulla è meglio conosciuto come Fiscal Compact. Breve ed ermetico anglismo, ottimo per i titoli di giornale e perfetto per confondere le acque dei cittadini. E infatti gli inglesi - ben conoscendo la lingua - hanno pensato di non sottoscriverlo. Sarà un caso?

Intanto gli europapaveri - da ieri - si trovano a discutere, dibattere e decidere nella lingua del popolo che si è rivelato essere il loro peggior nemico. Un contrappasso dantesco nella lingua del Bardo. Un «memento» costante. Un promemoria perpetuo che ricorderà loro che, tutto sommato, da qualche parte nell'Europa intesa come espressione geografica, c'è qualcuno che ha avuto la forza (o la follia) di sbattere la porta in faccia all'Unione Europea. E che rischia di fare proseliti. È proprio il caso di dirlo: la lingua batte dove il dente duole.

Commenti

Iena_Plinsky

Sab, 25/06/2016 - 10:08

Non corretto in quanto l'inglese e' anche lingua ufficiale nella Repubblica d'Irlanda che e' ancora parte della EU.

Cacciamo i Padani

Sab, 25/06/2016 - 10:38

In Irlanda non sono per nulla contenti di parlare inglese. La loro lingua ufficiale è il gaelico e cercano in tutti i modi di difendere la loro IDENTITA'. E' ora che l'inglese venga considerata lingua extracomunitaria, di declassarla a lingua non ufficiale e favorire, sostenere lingue ufficiali comunitarie come il tedesco, l'italiano, il francese e lo spagnolo fuori e dentro le istituzioni europee. Sarebbe anche questo un modo di tagliare con il passato inglese.

LOUITALY

Sab, 25/06/2016 - 11:06

che cazzo dite giornalisti ??? malta? irlanda? mamma mia quanta ignoranza

arkangel72

Sab, 25/06/2016 - 11:20

Ridiamo all'Esperanto l'importanza che merita! Lingua semplicissima e che si impara in poche settimane e soprattutto non appartiene a nessun popolo, per cui non avvantaggia nessuno ed è più viva che mai. Inoltre già oggi gli atti ufficiali del Parlamento Europeo sono redatti, oltre che nelle 24 lingue nazionali dei 28 (ormai 27) stati membri, anche in Esperanto. Si tratta di democrazia linguistica. Ma in Italia dobbiamo fare tutti gli americani.....

Lotus49

Sab, 25/06/2016 - 11:38

Quoto @Cacciamo i Padani. La UE dovrebbe adottare il Tedesco: "Italiener banditen! Panzer divisionen! Strafexpedition!". Sì, ha ragione, il messaggio suona decisamente meglio, più in linea con i contenuti.

Una-mattina-mi-...

Sab, 25/06/2016 - 13:12

IL PROBLEMA NON E' CHE LINGUA PARLANO, IL PROBLEMA E' CHE QUELLO CHE DICONO E' SPESSO PRIVO DI SENSO COMUNE, ED ESPRIME POSIZIONI CONTRARIE AL BENESSERE DEI POPOLI CHE NOLENTI FINANZIANO LA BARACCA.