E spunta un altro video del crollo del Morandi

Il filmato sembra confermare le tesi dell'accusa sul cedimento della pila 9. Polemica sui social

Un video inedito del crollo del ponte Morandi diffuso proprio mentre il titolare del ministero delle Infrastrutture calca la mano sulla revoca della concessione ad Autostrade che, assicura Danilo Toninelli, riguarderà «l'intera rete» e senza penali. Un colpo durissimo per la società concessionaria, e benzina sul fuoco delle polemiche, che hanno subito invaso i social. Perché il video sembra confermare le ipotesi dell'accusa, ossia che a provocare la rovinosa fine del ponte e la morte di 43 persone, in quella mattina di pioggia del 14 agosto di un anno fa, sia stato proprio il cedimento di uno strallo della pila 9, provocato probabilmente dalle cattive condizioni del cavo di acciaio avvolto dal calcestruzzo.

Le immagini, riprese dalle telecamere di sorveglianza di una azienda adiacente al viadotto, erano state secretate, fino a quando, proprio ieri mattina, la procura ha dato il via libera alla diffusione del video, finora appunto inedito. Le immagini sono terribili. Per trentasei secondi sembra di assistere a un fermo immagine, se non fosse per le chiome di un albero, nel margine inferiore dell'inquadratura, che si muovono per il forte vento per le sagome delle automobili che percorrono il ponte. Poi, appunto, si vedono due mezzi pesanti passare, e prima che il secondo abbia raggiunto la pila 9, lo strallo e lo stesso pilone cedono di schianto, inghiottendo i camion mentre il piano stradale va in mille pezzi per 240 metri, lanciando come una catapulta un'automobile bianca in aria, 50 metri sopra il torrente Polcevera, e quella macchina in volo è l'ultima cosa che si muove prima che le nuvole di polvere dei detriti coprano tutto, seguendo il crollo rovinoso dei pilastri non più retti dai tiranti.

Pochi istanti che sembrano appunto confermare quanto ipotizzato dalla procura, ossia che proprio gli strali di quella pila fossero gli indiziati, e dunque il video stesso, fino a ieri a disposizione solo degli inquirenti, ha tutta l'aria di una pistola fumante nell'indagine del terribile crollo di 10 mesi fa. E, ben più del video della demolizione controllata di pochi giorni fa, quello del cedimento di agosto scorso ha inondato i social, innescando polemiche e attacchi contro Autostrade per l'Italia. Su Twitter, per esempio, il senatore pentastellato e fondatore di Adusbef Elio Lannutti ha commentato il video come «prova provata delle palesi responsabilità di Autostrade, senza se e senza ma». In realtà quelle immagini sono state passate al setaccio per mesi dagli inquirenti e dai consulenti della procura, per cercare di accertare quale parte abbia ceduto per prima, permettendo alla struttura di collassare in quella mattina di mezza estate genovese, e potrebbe essere il punto di aggancio tra lo strallo e il pilone in cemento della pila 9.

Per i responsabili del fascicolo di indagine, insomma, niente di nuovo, visto che di quelle immagini sicuramente è stato attentamente analizzato ogni singolo fotogramma, ma il fatto stesso di aver autorizzato la divulgazione di un video certamente impressionante che racconta in pochi fotogrammi la fine di un'opera mastodontica e la morte di 43 persone è significativo. Tanto che sembra aver fortificato le convinzioni di Toninelli nello spingere sul pedale della revoca. «Credo che di quei fatti qualcuno debba rispondere seriamente, ma nei luoghi in cui un Paese serio come l'Italia giudica gli imputati, cioè nei tribunali», ha commentato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.