La forza dei genitori del piccolo Charlie batte anche la scienza

La macchina e l'essere umano, la società e la persona. Metto subito le mani avanti per dire che sosterrò sempre i secondi. Perché rappresentano quella vita che ognuno di noi crede sia giusto vivere senza troppe razionalità, senza troppe complicazioni ideologiche. È fin troppo semplice dire che c'è un costo sociale per tutto ciò che appartiene alla semplice, quotidiana esistenza di ognuno di noi, è fin troppo ovvia la necessità di disciplinare le spese di uno Stato che deve aver attenzione all'interesse complessivo dei suoi cittadini, ma cosa c'è di più bello della difesa di una vita, anche al di là di ogni evidente razionalità, da parte di genitori, da parte di chi ama il valore della vita anche quando questa appare una disperata possibilità di resistere di fronte al potere della morte.

Perché i genitori, i due inglesi padre e madre del piccolo Charlie Gard, nemmeno un anno, affetto da una rara malattia genetica degenerativa, si dovrebbero arrendere di fronte a un verdetto della scienza e a una pianificazione economica della salute pubblica? L'amore è molto più forte e generoso della scienza e del denaro, anche se gestito in nome dell'interesse pubblico. Scienza e denaro che ci fanno entrare in una dimensione sempre più cinica dell'esistenza, dove i valori individuali di amore, di sentimenti privati, di passioni personali devono sottomettersi a una visione economica dell'esistenza.

Perché staccare la spina? Perché è la razionalità scientifica a chiederlo? Perché è l'interesse pubblico a pretenderlo per il bene di tutti? L'amore per un figlio oltrepassa qualsiasi confine della scienza e dell'economia. L'amore per un figlio è amore per questo dono meraviglioso che si chiama vita, e solo l'arroganza di una autorità esercitata nel nome di un generale, o forse generico, interesse pubblico può pensare di avere il potere di annichilirlo.

Mi auguro che le decisioni che nel merito si prenderanno siano fatte nel nome del rispetto della persona, nel nome del rispetto di due genitori. Bene ha fatto la Corte di Strasburgo a sospendere la decisione delle autorità del Regno Unito di sospendere la ventilazione artificiale del neonato e quindi «staccare la spina» Far prevalere l'amore, non un generico interesse pubblico; far prevalere quell'istintivo, irrazionale sentimento della vita che dà forza ad ogni esistenza di fronte alla razionalità di un sapere scientifico che apre al progresso, ma che troppo spesso rende aridi i cuori.

Commenti

Luigi Farinelli

Mar, 20/06/2017 - 09:32

Una vittoria della vita sull'ideologia della morte che ormai infetta l'Occidente. Alla faccia di mostri alla Peter Singer, guru animalista per il quale "Meglio un cane sano che un bambino malato" e "Se i genitori vedono che il nascituro ha una malformazione che potrebbe impedir loro di vivere senza problemi, hanno tutto il diritto di sopprimerlo". Tanto per puntualizzare, P. Singer va in giro sponsorizzando l'UNICEF e propagandando l'aborto libero e tutto il campionario di teorie neo-malthusiane che l'ONU sta spargendo nel mondo come una peste immonda.

AndreaT50

Mar, 20/06/2017 - 10:11

Ma le autorità del Regno Unito hanno una benché minima idea di che cosa significa "staccare la spina" al un neonato? Evidetemente "i costi" superano anche i sentimenti da ciò ne deriva che "questa" società sta andando miseramente allo sbando! Forza piccolo Charlie, non mollare!!!

AndreaT50

Mar, 20/06/2017 - 10:15

Peter Singer dice che é "meglio un cane sano che un bambino malato" rispondo educatamente riportando una frase di Oscar Wilde: "a volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio".

chebarba

Mar, 20/06/2017 - 10:31

Questo bimbo deve vivere, i genitori fanno bene a combattere per lui, visto che l'unico vero motivo per spegnere la spina è il costo, paghiamo le tasse per il servizio sanitario (che cura anche chi non le paga) si ha diritto alle cure. Non esiste un diritto a morire, esiste un diritto a vivere e la medicina e la società a questo devono mirare, alla vita, a ffinchè chi soffre non debba invocare la morte per porre fine alle proprie sofferenze.

chebarba

Mar, 20/06/2017 - 10:44

per quanto riguarda questo piter singer spero che gli stacchino presto la spina, anche se ho i miei dubbi che se la vita fosse sua sarebbe così di larghe vedute, la vita di un animale vale la vita di animale, no quanto quella dell'uomo, se noi ci siamo evoluti e gli altri no,anzi li abbiamo addomesticati, ci sarà un perchè. Preferisco Dostojievskij quando scrive che anche se la contropartita di far del male a un bimbo fosse l'eden in terra mai e poi mai torcerebbe un capello ad un bambino, oggi come oggi son tutti pronti a far male ai bambini e cercarne giustificazione.

Libertà75

Mar, 20/06/2017 - 11:26

@luigi farinelli, quoto in tutto. Cordiali saluti.

Italiano-

Mar, 20/06/2017 - 11:52

Ancora e sempre: Forza cari genitori!!! Una preghiera