La Francia elimina le croci e fa seccare le sue radici

Perseguitare per legge la tradizione religiosa è peggio di un delitto: dietro ai presepi e alle statue c'è la fede

A Rennes, nei giorni scorsi, una statua di San Giovanni Paolo II è stata rimossa per ordine tribunalizio: troppa ostentazione nel segno della croce, par di capire... Non si comprende bene che cosa un santo, per di più papa, debba avere come simbolo: caramelle per le bambine, forse, pistole ad acqua per i maschietti, magari, di certo né croci e nemmeno santini, che, a ben guardare, altro non sono se non una propaganda religiosa mascherata. Secondo un dossier dell'Osservatorio sull'intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa, la Francia è in testa nella classifica dell'oltraggio e, come ha riportato Il Foglio commentando la notizia, c'è ancora chi, un candidato comunista a Bordeaux, chiede la chiusura delle parrocchie e delle scuole cattoliche in quanto «fortini di fondamentalismo religioso». La Francia, si sa, è un Paese laico, ma essere laici non ha mai impedito di restare cretini. A inizio Ottocento un giovane autore che si chiamava Chateaubriand scrisse Le Génie du Christianisme e, in una nazione dove la Dea Ragione aveva combinato disastri durante la Rivoluzione dell'89, sancì di nuovo e con più forza il rapporto che c'è fra un popolo e la sua storia, le tradizioni, il culto delle tombe e della memoria. Prima della Francia dei Lumi, insomma, c'era stata la Francia di San Dionigi, di San Luigi re e di Giovanna d'Arco, delle cattedrali gotiche e delle trappe, delle orazioni funebri intorno al defunto e, naturalmente, i dipinti, le musiche, i libri, le architetture che disegnavano un panorama composito che aveva saputo inglobare il mondo pagano precedente e dar luogo a una religione che si era inserita, innervandola, nella storia nazionale.

Dimenticarsene, era peggio di un delitto: era un errore sociale, politico, culturale. Due secoli dopo, siamo come due secoli prima, ma non staremo qui a scomodare lo «scontro di civiltà», la difesa delle libertà minacciate e, va da sé, quel «siamo tutti Charlie» echeggiato prepotentemente a ridosso del sanguinoso raid nella sede del giornale satirico parigino, culminato nella marcia pubblica dell'11 gennaio e poi più o meno frettolosamente archiviato. Una marcia, sia detto per inciso, dove i volti compunti degli Hollande e dei Sarkozy di turno, quel loro calarsi nella parte per rubarsi l'un l'altro la parte, sarebbero stati per noi motivo sufficiente per starsene a casa. E ancora, sempre per inciso, qualcuno avrebbe anche dovuto ricordare che i primi a «non essere Charlie» erano stati proprio quegli stessi redattori e vignettisti del settimanale Charlie Hebdo , specializzatisi negli anni precedenti in raccolte di firme e petizioni contro il Front National, ovvero, semplicemente, contro il diritto di pensarla diversamente da loro... No, la questione è un'altra ed è che tutte le civiltà cominciano a morire quando non credono più in se stesse, quando si vergognano dei propri simboli identitari, quando cavillano e si affidano a giudici, avvocati, tribunali per sancire la liceità di questo e di quello. Dietro alle statue delle Madonne rimosse, ai presepi considerati focolai di discriminazione, ai crocifissi nelle scuole «bastonati» come fossero armi improprie, c'è una babele ideologica che è la prima e la più forte avvisaglia di un'incapacità a vedersi come comunità nazionale, come coesione interna, come sistema di valori. Laicismo e religiosità si sono sempre contrapposti, anche aspramente, in Francia, e la legge che sancisce la separazione fra Stato e Chiesa arrivò lì ai primi del Novecento e fu fonte di lacerazioni, contrasti, scomuniche. Ma nel corso del XX secolo la secolarizzazione è andata avanti a passo di carica, aiutata da una modernità che tanto più distruggeva il passato, tanto più dissolveva legami e consuetudini, favoriva l'anonimia, spostava il baricentro dalla famiglia all'individuo. È anche per questo che in Francia, come altrove, del resto, il processo di sgretolamento è inizialmente apparso come l'ulteriore, definitiva vittoria dei diritti sui doveri, fino a raggiungere la stupefacente realtà della politica contemporanea in cui non esiste più una nazione a cui dover rendere conto, ma dei clienti-elettori a cui dare qualcosa in cambio del voto. L'aziendalismo politico attuale è la maschera con cui l'economia esercita il suo dominio facendo finta che ci siano ancora presidenti, capi di governo, deputati, senatori… Non sarà certo una statua o una croce in più o in meno a cambiare la situazione, perché l'errore sta proprio nell'isteria legalitaria con cui si pensa di guidare e/o formare i meccanismi che stanno alla base del vivere sociale. Un'orgia di rispetto costituzionale che fa a pugni con il buon senso, con la pratica consolidata, con la stessa libertà di dissentire e di non essere d'accordo, un feticismo delle regole e della correttezza politica che maschera il vuoto di ciò che c'è sotto, l'assoluta incapacità di essere in sintonia con i bisogni profondi di un Paese. Non è necessario svuotare le cattedrali dei loro fedeli, è sufficiente svuotare i fedeli nella fede, non religiosa, in un destino comune. Il resto viene da sé, ma senza radici non sono solo le piante a marcire al sole. Dell'avvenire, naturalmente.

Commenti
Ritratto di wilfredoc47

wilfredoc47

Gio, 07/05/2015 - 09:23

Sono contento di essere vecchio. Angosciato per i miei nipoti.

Lucky52

Gio, 07/05/2015 - 09:30

La Francia di Hollande si sta piegando per paura all'Islam. Speriamo che i francesi capiscano e si spostino verso la Le Pen unica salvezza non solo per la Francia ma per l'Europa

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bobirons

Gio, 07/05/2015 - 09:31

Non c'é solo la Fede, c'é la cultura di un popolo e di cui la Fede è u n componente, seppur importante. Che ci piaccia o meno, e lo dico da ateo, il Cristianesimo è alla base delle culture europee, così come l'Islam è alla base delle culture arabe o filo-arabe. Non importa scomodare Croce con il suo "perché non possiamo non dirci cristiani". Il nostro modo di vivere, di pensare, di educare ed acculturarci, anche se lontano dalla dottrina, resta comunque basato su quella e stravolgerlo significherebbe voler abolire due millenni di questo tipo di civiltà. Avrà mica ragione Nostradamus che scriveva come dopo un Papa rosso sarebbe stata la fine del Cristianesimo ?

Shot

Gio, 07/05/2015 - 09:39

QUESTA è UNA DELLE COSE CHE CI PORTERà ALLO SFASCIO. L'Europa ha deliberatamente rinnegato le nostre origini cristiane e di conseguenza Dio! e lo fa tutt'ora sempre più e questo non farà altro che rafforzare i fondamentalisti islamici!loro non rinnegano nulla e l'unica cosa che vogliono e vederci loro schiavi.se la tecnologia e le armi che hanno Europa e Usa fossero state nelle mani degli Arabi islamici noi a quest'ora saremmo già tutti schiavi o morti e credetemi....in quei paesi la fottuta bandiera della pace non l'avrebbe appesa nessuno.....

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Senior

Gio, 07/05/2015 - 09:54

Potrebbe essere positivo solo se fosse per tutte le religioni. senior

ghorio

Gio, 07/05/2015 - 09:56

Come al solito, chi rinnega le proprie radici è destinato all'oblìo. La Francia di Hollande continua in questa serie di decisioni assurde che dimostrano la pochezza delle idee.

vince50

Gio, 07/05/2015 - 10:08

Un chiaro e inequivocabile segno di resa e impotenza,il primo passo verso la rinuncia alla propria cultura lasciano ampio spazio all'invasore.

michele lascaro

Gio, 07/05/2015 - 10:28

E per fortuna nostra la Fede vincerà...

fabiou

Gio, 07/05/2015 - 10:41

vogliono abolire la religione perche la religione è l unica forza o ideolgia capace di opporsi all avidita, al consumismo sfrenato e percio ai superricchi che comandano il mondo. l ultima frase dell articolo accenna al sol dell avvenire comunista. ma non è il comunismo che ora sta secolarizzando l occidente. è il neocapitalismo finanziari che vuole distruggere la religione

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SAXO

Gio, 07/05/2015 - 10:44

GHORIO loro non rinnegano le loro radici, perche non gli appartengono.La politica insulsa che striscia a ritmo incessante in Francia e in Europa in questo momento storico si basa sull esaltazione della piu pura ipocrisia politica , culturale e sociale da parte di una casta dirigenziale appartenente alla confraternita massona farisea oligarca internazionale con il fine di fare tabula rasa di tutto quello che puo interporsi nel progetto di dominio di un ordine nuovo mondiale.Non deve esistere nessuna contrapposizione ,ne religiosa ne politica ne idiologica,ma soltanto una cieca fede e vassallismo all estremo da parte della popolazione mondiale per adorare solo il loro DIO il loro leaders , cioe se stessi dove incarnano il POTERE e la RICCHEZZA per dominare le altre etnie minoritarie e creare la schiavitu delle caste da usare come carne da macello.

buri

Gio, 07/05/2015 - 10:51

si stanno preparando ad essere islamizzati, si sono dimenticati della battaglia di Poitiers (otto obre 732) quando Charles Martel sconfisse i musulmani che partendo dalla Spagna, tentavano di conquistare l'intera europa occidentale

VittorioMar

Gio, 07/05/2015 - 11:06

La Francia è ancora indecisa su:IL ROSSO E IL NERO!!

umbro80

Gio, 07/05/2015 - 11:18

Perfetto, allora chiudano anche le moschee se vogliono essere coerenti altrimenti si chiama cristianofobia. Se non li salva la Le Pen sono spacciati e noi siamo già con un piede nella fossa.

giolio

Gio, 07/05/2015 - 11:59

si !!!siii!!!!! che bello ...... chiudiamole le chiese, cerchiamo di diffondere l‘ateismo è.... non preoccupiamoci se vengono sempre di più le moschee come luogo di culto .Tanto , loro( gli atei ) capiscono la base culturale europea ...meglio di noi credenti .

Ritratto di federalhst

federalhst

Gio, 07/05/2015 - 12:03

In nome delle varie religioni gli uomini hanno commesso in passato e commettono ancora oggi i peggiori crimini e le peggiori persecuzioni. E' molto importante quindi che uno stato Stato liberale, se vuole definirsi tale, non si lasci contaminare.

AndreaT50

Gio, 07/05/2015 - 12:13

Lo dico con una parola: VERGOGNA!!! La Grande Francia ridotta a fare da zerbino, a rinnagare la propria tradizione, cultura... E' UN DISASTRO!

agosvac

Gio, 07/05/2015 - 12:17

La cosa che ha dell'incredibile è che sia proprio la Francia ad essere in prima linea contro il cristianesimo. Quella Francia che deve la sua grandezza e la sua origine ad un certo Carlo Magno, imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo Magno che andò a Roma a farsi incoronare dal Papa dell'epoca per sancire la sua legittimità d'Imperatore. In pratica questi deficienti insieme al cristianesimo rinnegano anche le loro stesse origini. Purtroppo, nel mondo moderno, l'unica vera "imperatrice" è solo ed esclusivamente "l'idiozia".

monitor

Gio, 07/05/2015 - 12:26

Tanto che ci sono possono abbattere tutte le cattedrali a cominciare da quella di Notre Dame. L'occidente si sta suicidando e pare che nessuno possa salvarlo. Putin, forse, può fare il miracolo, mentre anche il Papa venuto dalla Pampas tace.

frabelli1

Gio, 07/05/2015 - 12:30

Sempre più in basso da quando c'è Hollande la Francia sprofonda

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Loudness

Gio, 07/05/2015 - 12:43

#federalhst si ricordi che, quando si smette di credere in qualcosa, si comincia col credere a tutto.

Ritratto di DASMODEL

DASMODEL

Gio, 07/05/2015 - 12:48

Hollande ha firmato la definitiva resa all'Islam...vergogna.

Ritratto di federalhst

federalhst

Gio, 07/05/2015 - 13:15

@Loudness - Sbaglia e di grosso, il rischio più grande è che si cominci a credere in se stessi.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Gio, 07/05/2015 - 13:22

Del Charlie, oltre a quello dell'Hebdo, c'è anche tale Carlo Magno fondatore del Sacro Romano Impero, ma l'ignorante Hollande è troppo debosciato per ricordarsene.

levy

Gio, 07/05/2015 - 13:30

Di questo passo questi atei radicali e intolleranti arriveranno a distruggere la pietà di Michelangelo o il Mosè oppure a demolire la cappella sistina, accecati dal loro fondamentalismo estremo svuotano una popolazione dei valori morali e della verità universale, condannandola al fallimento. La storia dovrebbe essere maestra, ma gli ignoranti e arroganti che ci governano guardano semplicemente alla prossima tornata elettorale. Dante in quale girone li metterebbe?

Joe Larius

Gio, 07/05/2015 - 13:43

Qualunque cosa succeda conserverò sempre della Francia l'essenza della sua cultura e della sua civiltà delle quali ho preso un'incancellabile conoscenza nei lontani anni del ginnasio anteguerra (Salesiani). Certo c'è stata la ghigliottina, ed il suo uso non è stato sempre corretto: speriemo che gli odierni supergovernanti sinistri non la riscoprano e non ne facciano un'emblema della nuova cultura nazionale.

Raoul Pontalti

Gio, 07/05/2015 - 13:54

Se la legge sulla separazione tra Stato e Chiesa (invocata dal giudice per eliminare la statua del papa) risale al 1905 e a un governo e parlamento di sinistra, la legge sul divieto dei simboli religiosi nelle scuole con abolizione dei presepi oltre che dei crocefissi e "abolizione" del velo hejiab per le ragazze (che simbolo religioso non è ma è la conseguenza di un precetto religioso al pari del mancato consumo di carni suine) ce l'ha regalata il centrodestra di Chirac e Raffarin nel 2004. Il cretinismo antireligioso imperversa a destra e a sinistra in Francia giungendo, per punire gli islamici, a castrare i cattolici.

Pierluigi64

Gio, 07/05/2015 - 13:58

Ognuno si fa rappresentare dai suoi eroi. Alcuni governanti e giudici francesi fanno rimuovere la statua di Giovanni Paolo II come se non fosse stato un grande uomo che ha molto contribuito a ridare libertà e dignità a metà Europa che l'aveva persa. La loro rivoluzione, con i vari Robespierre e Saint-Just, sfregiò la libertà e la ragione che diceva di adorare. La cattedrale di Notre Dame fu sconsacrata e inaugurata al nuovo culto alla dea ragione con un ballo sacrilego di un'attrice-prostituta sull'altare maggiore. La libertà di culto fu così bandita, per la libertà di pensiero ci pensò Saint-Just con la legge dei sospetti, per cui bastava che una persona desse adito a dubbi di essere un vero rivoluzionario e non riuscisse a dimostrare la sua innocenza (notate l'inversione dell'onere della prova: sei colpevole fino alla dimostrazione del contrario) per essere ghigliottinato.

Pierluigi64

Gio, 07/05/2015 - 13:59

Una delle innumerevoli vittime di tale legge fu Antoine Lavoisier, padre della chimica moderna. Ad un gruppo di scienziati che con Joseph Lagrange supplicava il tribunale rivoluzionario di risparmiarlo con le seguenti parole: “Basterà un momento per tagliare quella testa e forse alla Francia non basterà un secolo per generarne un’altra pari alla sua”, il presidente rispose: "La Repubblica non ha bisogno di scienziati". Con buona pace della dea ragione. Eppure in Francia ci sono tante piazze che inneggiano a tale vergognosa rivoluzione. Nel 1989 fu chiesto allo storico Pierre Chaunu perché non festeggiasse una data storica come il bicentenario della presa della Bastiglia. Lui rispose: “anche il 1348 è la data storica della peste nera, ma io non la festeggerei".

Valvo Vittorio

Gio, 07/05/2015 - 14:40

Siamo certi che snobbare le religioni causa una rottura sul patrimonio culturale di una nazione o di una civiltà? Un popolo evoluto e opulento finisce nel baratro se privato di una o più credenze religiose? All'uomo moderno prova depressione la mancanza di un mondo ultra terreno? Sono questi i problemi "assillanti" dell'umanità? Il rispetto, il vivere civile, la sacralità dell'individuo e l'estromissione degli essere nocivi sono i veri valori degli individui moderni. La libertà, l'uguaglianza e la fraternità finiscono con l'ateismo? Io dico di no.

Ritratto di SAXO

SAXO

Gio, 07/05/2015 - 15:08

questo miscridente fariseo massone ,paladino dei diritti mondiali che consegni le navi incaricate dalla russia un anno fa ,o perlomeno restituisca i soldi di 2 miliardi di dollari anticipati dai russi e non si nasconda dietro logiche di posizioni politiche proprie di uno stato laico per sventolare come una bandiera di liberta e iguaglianza sociale e poi IN MANIERA IPOCRITA fare visita in vaticano al papa BERGOGLIO per poi scapparsene a PARIGI PER DECAPITARE CROCIFISSI in nome di una FRANCIA multirazziale e multireligiosa rispettosa e antirazzista.

Pierluigi64

Gio, 07/05/2015 - 15:10

Caro Vittorio Valvo, la storia, non io, ti risponde di sì, non solo con gli esempi da me precedentemente citati. Einstein, non io, diceva che la fede senza la ragione è cieca, la ragione senza la fede è zoppa.

Pierluigi64

Gio, 07/05/2015 - 15:31

Aggiungo che l'esperienza storica di stati come l'URSS e la Repubblica Popolare Cinese dimostrano l'inconciliabilità assoluta dell'ateismo con libertà, uguaglianza e fraternità.

Ritratto di Loudness

Loudness

Gio, 07/05/2015 - 15:57

#federalhst il mondo è pieno di gente che crede in se stessa e infatti i risultati si vedono. Esempi: Monti, Letta, Renzi, Napolitano, Alfano, Boldrini... Il credere in se stessi non è sempre garanzia di cosa buona e giusta.

Ritratto di chiri

chiri

Mer, 25/10/2017 - 21:38

Disprezzo totale togliete la laicizzazione della Francia che ha sempre rispettato il diritto della laicità ha sempre avuto rispetto per i cattolici i Laici francesi devono accettare il modo in cui Gesù ha salvato il mondo dal peccato