Francia, Macron vuol mantenere lo stato di emergenza

Domani la Francia torna al voto per le politiche che dovrebbero consegnare al neopresidente Macron una solida maggioranza parlamentare, pur tra le polemiche sulla volontà più o meno esplicita di Macron di mantenere il Paese in Stato di emergenza. La Corte Costituzionale ha infatti bocciato di fatto il proposito di una legge che dovrebbe rendere permanenti alcune disposizioni eccezionali per l'ordine pubblico, criticando quanto accaduto l'anno scorso, quando lo Stato di emergenza fu usato per vietare a centinaia di persone di scendere in piazza contro la legge sul lavoro. Le Figaro definisce la via Macron «stato di emergenza light e permanente». Sarà cioè rinnovato dal 15 luglio al 1° novembre e poi molto probabilmente sostituito da leggi antiterrorismo che il presidente potrebbe usare per evitare manifestazioni infuocate sempre sul tema lavoro.

Intanto, nei seggi, 50mila poliziotti e gendarmi per il primo banco di prova della sua presidenza. Il primo turno delle politiche cade a quattro giorni dall'assalto di Nôtre-Dame, dove un algerino armato di martello ha attaccato la polizia in nome dell'Isis. Nei 67mila seggi dispositivo di sicurezza rinforzato e attenzione particolare alla banlieue. Macron proverà a mostrare il potenziale del movimento La République En Marche! in alleanza con i centristi del MoDem. Si attende tra 397 e 427 deputati, ben al di là della maggioranza asoluta di 289; «quasi troppi», avrebbe detto in privato secondo il Canard Enchainé.

Anche se l'ultimo sondaggio Ipsos attribuisce al movimento nato appena un anno fa il 31,5 per cento superando il partito gollista Les Républicains che si attesta attorno al 22 per cento con uno score di circa 140 deputati restano aperti i dossier che riguardano due ministri del governo indagati. Ieri la procura di Parigi ha pure aperto un'inchiesta per presunti impieghi fittizi al Parlamento europeo a carico del movimento moralizzatore MoDem, quello del Guardasigilli François Bayrou.

Stabile il Front National al 17%, che potrebbe avere almeno 10 seggi rispetto ai due odierni (inclusa Marine). La Francia Ribelle di Jean-Luc Mélenchon (che sarà quasi certamente in Parlamento per «fare opposizione» a Macron) perde un punto, fermandosi al 11,5% delle intenzioni di voto. Resta comunque davanti al Partito socialista alleato al Prg (8%) che potrebbe prendere meno di 30 deputati, il più basso risultato dal '93 per il partito dell'ex presidente Hollande.

Commenti
Ritratto di Nahum

Nahum

Dom, 11/06/2017 - 06:34

Per piacere riprendete gli,articoli agiografici su Lepen e fronte nazionale, dopo l'overdose di qualche settimana fa, ora ne sento la mancanza. Ricordate, le bufale creano dipendenza ...

Ritratto di Ratiosemper

Ratiosemper

Dom, 11/06/2017 - 11:13

Imperterriti e accecati dalla vanagloria, i francesi stanno distruggendo il loro paese mettendosi nelle mani di di questo "profittatore" di turno, mondialista interessato e nemico del popolo, che porterà la nazione nel caos, sullo stile della miserabile città senza identità, che è diventata Parigi.