Gaffe e strafalcioni al comizio: il web elegge Cofone

L'esilarante video di un candidato consigliere di Acri (Cosenza) diventa virale: migliaia di clic

Milano - A prescindere dal risultato elettorale, lui ha già vinto. Si chiama Angelo Cofone, commissario della Dc, candidato alle comunali di Acri, Cosenza. È bastato che qualcuno mettesse in rete un video di un suo comizio e l'aspirante consigliere è diventato una star. Il filmato è virale: pare la parodia di Cetto La Qualunque, celebre personaggio di Antonio Albanese. Cofone, detto «frospero», ossia «fiammifero», taglio di capelli alla «mocio», baffo e mosca neri, si presenta sul palco per sostenere la candidata sindaco Anna Vigliaturo. Vuoi l'emozione; vuoi la mancanza di una dialettica da Cicerone; fatto sta che ne viene fuori un comizio esilarante. E anche lui ne è consapevole. L'esordio è un'excusatio non petita: «Buonasera a ttuttiiii - arringa la folla con marcatissimo accento calabro - Se faccio qualche sbaglio non vi mettete a ridere perché sennò...». A molti ricorda le prime parole di Karol Wojtyla, post elezione al soglio pontificio: «Se sbaglio mi corrigerete». Il Papa era polacco e, comunque, il suo italiano era più limpido di quello del nostro «fiammifero». Il quale legge pure ma, niente da fare: è un continuo inciampare, fermarsi, tentennare. «...Abbiamo deciso, sostenen... sost... (ride) ...scusate...». «Di sostenere» non riesce proprio a dirlo: con tutte quelle «s». Sì, insomma, vuole dire che la Dc sostiene Anna Vigliaturo che però lui chiama «Vigliatura». Con la «a» finale, non certo per far contenta la Boldrini. Vabbè. Parla dei problemi del paese: la strada, la chiusura del Cup e poi quei due depuratori, mal mantenuti. E qui s'innervosisce. Incespica: «...che vengono riversati... tutt... Fonda...». Forse salta qualche riga. Si spazientisce: «Aaahh... S'è capit tutt...». Ride pure lui. La piazza si sbellica ma gli regala un applauso di incoraggiamento.

Risultato? Riprende a leggere. Male. Tanto che arriva a dire: «Possiamo solo immaginare i danni che possiamo provocare». Non era scritto proprio così ma in platea non se ne accorge nessuno. Lui prosegue. A stento: «Quinti... Insiem... Tutta la squatr... Non solo noi... Beh... Vi prometto che... Tutt... Tutt... Per c...». Anche qui sul foglio dev'esserci scritto qualcosa di illeggibile. Niente, non ce la fa: «Aaahh...». Altro sbuffo nel microfono con imprecazione in dialetto calabro che fa letteralmente sganasciare la piccola folla. Si scusa: «Eh... L'emozione...». Un po' se la prende: «Dai, senza ridere...».

Su youtube la performance di Cofone fa il pieno: decine di migliaia di visualizzazioni. I commenti sono il festival dello sfottò ma c'è anche chi lo difende, impietosito: «Mi vergogno di chi ruba, non di Angelo Cofone».

Commenti

cgf

Lun, 12/06/2017 - 09:57

Ammessa E concessa l'inflessione dialettale, anzi, ben venga; ma l'italiano, la sintassi, l'uso delle parole non è l'emozione, tantomeno mancanza di dialettica, stava leggendo, è solo ed esclusivamente ignoranza nel vero significato del termine. Già dopo le primarie si dovrebbe parlare/esprimersi molto, anzi moltissimo meglio. Povera Italia, maltrattare l'italiano è prassi comune dappertutto, sia al sud che al nord e fossero solo i congiuntivi!

fisis

Lun, 12/06/2017 - 12:34

Un perfetto, prossimo ministro della Pubblica Istruzione.

Protagora

Lun, 12/06/2017 - 14:59

Nuovi Razzi crescono

baronemanfredri...

Lun, 12/06/2017 - 18:12

MA E' COMPAGNO DI BANCO DELLA DOTT.SSA FEDELI?