Germania, lo yemenita verde che punta all'Assia

Con il leader Tarek al-Wazir, i Grünen preparano un altro exploit. La Cdu di Merkel perde il 12%

Berlino Madre tedesca, padre yemenita, fra poco più di una settimana Tarek al-Wazir potrebbe diventare il governatore dell'Assia, il Land tedesco con Francoforte. Nato a Offenbach am Main, ma vissuto dai 14 ai 16 anni con il padre a Sana'a nello Yemen, al-Wazir è il popolarissimo numero due dell'esecutivo regionale con sede a Wiesbaden. Qua Volker Bouffier della Cdu, il partito della cancelliera Merkel, guida una coalizione nero-verde: prima dell'Assia, solo il governo della città-Stato Amburgo aveva tentato l'alleanza fra democristiani ed ecologisti ma l'esperimento sembra avere portato bene solo ai secondi. I sondaggi danno al-Wazir in testa per la corsa alla guida del governo dell'Assia, non solo in virtù della sua popolarità ma anche grazie alla stessa «onda verde» che domenica scorsa ha fatto diventare i Grünen il secondo partito più votato in Baviera.

In Assia nel 2013 la Cdu raccolse un abbondante 38% dei consensi, assicurandosi il 42% dei seggi al Landtag di Wiesbaden. I tempi però cambiano e nella migliore delle ipotesi (sondaggio Civey) domenica prossima gli uomini di Bouffier strapperanno il 28,5% dei voti; nella peggiore (Infratest dimap) il 26. E mentre i socialdemocratici continuano a perdere consensi e sono avvistati al 20% dal quasi 31% del 2013, i Verdi di al-Wazir continuano a intercettare i voti in fuga dagli altri partiti e sono pronti a balzare dal 13 al 22%, in seconda posizione. Anche in Assia, infine, la destra di AfD dovrebbe entrare in Parlamento con il 12% dei voti.

Forte della sua posizione di leader del secondo partito più votato, Al-Wazir potrebbe dare il benservito a Bouffier buttandosi a sinistra e formando un governo con socialdemocratici e con i social-comunisti (avvistati all'8% in Assia), assestando così l'ennesimo schiaffone politico a Merkel e alla Cdu. Un'alleanza rosso-rosso-verde, difficile e non comune in Germania, non è l'unica possibilità per il politico dal doppio passaporto. I Liberali viaggiano attorno all'8% e al-Wazir potrebbe optare per la coalizione semaforo (giallo-rosso-verde), con Spd e Liberali (non ideale per questi ultimi), o sulla Giamaica (nero-verde-gialla). L'unico modo per Bouffier di mettere lo sgomitante al-Wazir alla porta sarebbe quello di riproporre anche a Wiesbaden una große Koalition Cdu-Spd. Ma di grande ammucchiate al centro i tedeschi sembra che non ne vogliano più sapere. Lo conferma l'ennesimo sondaggio a livello federale: per Deutschlandtrend se si votasse domani la Cdu prenderebbe il 25% e la Spd il 14%, numeri brutti per Merkel e spaventosi per la leader socialdemocratica Andrea Nahles. Dopo la bocciatura del suo uomo di fiducia, Volker Kauder, alla guida del gruppo parlamentare della Cdu al quale i peones hanno preferito il più autonomo Ralph Brinkhaus, e dopo il -10% rimediato dagli alleati cristiano-sociali in Baviera domenica scorsa, Merkel guarda al voto in Assia con la consapevolezza che sarà un'altra domenica amara per la sua Cdu.