Giustizia folle dopo L'Aquila: 200 inchieste, poche condanne

Anche in Abruzzo il sisma del 2009 scatenò le procure. Ma il bilancio è un flop: 19 processi e assolti a pioggia

Il dolore causato dal terremoto dell'Aquila, così come quello di Amatrice, non è risarcibile, eppure è nella natura umana cercare un colpevole. Ma a nessuno gioverà il tormento ricaduto sulle spalle di decine di persone finite nel mirino della magistratura dopo la tragedia. Spesso con risultati modesti, un copione da non ripetere ad Amatrice e dintorni.

All'indomani del terremoto del 6 aprile 2009, proprio come sta accadendo ora tra Ascoli e Rieti, cominciò a spirare un potente vento giustizialista e non solo tra chi aveva legittimamente diritto a chiedere conto delle morti. La Procura dell'Aquila avviò duecento fascicoli di inchiesta sui crolli. A distanza di sette anni, i dibattimenti che risultano effettivamente aperti sono solo 19 e le condanne una manciata. Ci sono poi altri processi collaterali, come quello contro la Commissione Grandi rischi, terminato con una sola condanna.

Ma è anche sul piano della «qualità» delle condanne che si può nutrire qualche dubbio visto l'esito di tanto sforzo giudiziario. Anche allora, come oggi, giornali e tv diedero in pasto all'opinione pubblica notizie di losche macchinazioni per appropriarsi cinicamente di soldi pubblici in barba ai rischi per gli edifici, sospetti su clamorose truffe nelle costruzioni che poi furono causa di morti. A guardare bene però, fin qui a pagare sono state un pugno di uomini, a loro volta spesso già colpiti personalmente dal terremoto.

Sono due i casi clamorosi che hanno condotto a condanne definitive. Per i ragazzi morti alla Casa dello studente sono stati ritenuti colpevoli tre tecnici che eseguirono un restauro e il presidente della commissione di collaudo. Per il crollo del Convitto nazionale dell'Aquila, sotto le cui macerie morirono tre studenti, è stato condannato a 30 mesi un ingegnere della Provincia, ma in carcere è finito solo il povero preside Livio Bearzi, che in quell'edificio viveva con la sua famiglia, incolpato di «aver omesso di valutare l'enorme pericolo incombente» e non aver evacuato preventivamente l'edificio. Un caso umano, che ha spinto anche una richiesta di grazia e si è presto tramutato in servizi sociali per Bearzi. Tutti assolti in Cassazione invece per uno dei crolli più letali, quello dell'edificio di via XX Settembre, che provocò nove vittime.

Bearzi non è l'unico caso umano tra i condannati. Ci sono anche un 80enne e un 84enne, accusati di aver conferito l'incarico di direttore dei lavori di restauro di un palazzo nel quartiere di Pettino a un geometra anziché a un ingegnere: quattro anni di carcere, nonostante il palazzo abbia retto al sisma dando modo a tutti gli inquilini di salvarsi e sia crollato solo dopo nove giorni. Ed è stato invece prosciolto il geometra. Ci sono poi tecnici che hanno dovuto combattere anni in tribunale. Come l'ingegner Diego De Angelis. Fu processato per il crollo di un palazzo di cui aveva curato gratis il restauro del tetto. Era il condominio in cui viveva e in quel disastro morì la figlia Jenny. Sette anni con il tormento per la perdita e per le accuse infamanti per poi essere assolto in Cassazione. «In una città come L'Aquila, con un sisma così forte molti crolli erano inevitabili - dice Gianluca Racano, avvocato aquilano che ha seguito alcuni processi - ma concentrare tutte le energie sulla caccia al colpevole è fuorviante, il problema della cultura anti sismica è politico».

Commenti

chebarba

Mer, 31/08/2016 - 08:48

la presunzione che la magistrsture rappresenti l'ago della bilancia, i magistrati dovrebbero mettere in gabbia ladri, spacciatori, assassini, ecc ecc assicurarsi diperseguire adeguatamente indagare e applicare con scienza e coscienza le leggi non devono occuparsi di massimi sistemi qui si tratta di mal governo cronico e incancrenito occorre una rinascita della coscienza civile nel piccolo e nel grande che certo non può essere opera dei magistrati iun cerca di notorietà

Tommaso_ve

Mer, 31/08/2016 - 08:56

Questa è l'ennesima riprova della incapacità organica di tutta la magistratura inquirente nel evidenziare le reali responsabilità e perseguire i colpevoli. L'ennesima prova di forza persa su tutti i fronti, il tutto a danno dell'erario cioè anche con i miei soldi.

egi

Mer, 31/08/2016 - 09:48

Tengono il sacco aperto alla banda ToscoEmiliana

Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 31/08/2016 - 10:07

Avevano condannato i membri di un organismo che nel 2009 non avevano annunziato al popolo l'arrivo all'Aquila del terremoto decisivo. Ho letto recentemente che poi sono stati assolti, come logica imponeva. Quante sono le case in zona sismica che assicurano di resistere ad un terremoto di livello 6? Si deve fare un piano di ristrutturazione edilizia almeno trentennale, se basta, e nel frattempo possiamo solo pregare.

Giulio42

Mer, 31/08/2016 - 10:11

Invece delle 200 inchieste perché non dedicare le risorse a chiarire le macro anomalie rilevate nei lavori pubblici poi in un secondo tempo, quelle di minore rilevanza.

chebarba

Mer, 31/08/2016 - 10:31

la presunzione che la magistrature rappresenti l'ago della bilancia, i magistrati dovrebbero mettere in gabbia ladri, spacciatori, assassini, ecc ecc assicurarsi diperseguire adeguatamente indagare e applicare con scienza e coscienza le leggi non devono occuparsi di massimi sistemi qui si tratta di mal governo cronico e incancrenito occorre una rinascita della coscienza civile nel piccolo e nel grande che certo non può essere opera dei magistrati iun cerca di notorietà

Ritratto di etaducsum

etaducsum

Mer, 31/08/2016 - 11:06

Le grandi catastrofi, i grandi flussi migratori e le grandi crisi di qualsiasi genere sono l’habitat ideale per gli sciacalli. E di sciacalli ce ne sono di molti tipi, spesso in competizione tra di loro.

Ritratto di falso96

falso96

Mer, 31/08/2016 - 12:21

La giustizia .... italiana, anzi itaGLIAna. due pesi , 1000 misure .

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mer, 31/08/2016 - 12:54

riassume bene nell' articolo l'avvocato: "ma concentrare tutte le energie sulla caccia al colpevole è fuorviante, il problema della cultura anti sismica è politico»

Ritratto di Flex

Flex

Mer, 31/08/2016 - 12:58

Siamo proprio sicuri che Politica e Giustizia operino in modo indipendente nel rispetto della legge?. A me qualche dubbio sorge.

Magicoilgiornale

Mer, 31/08/2016 - 13:38

Se non ci sara' un potere forte e incorruttibile, I UFFICI TECNICI ED URBANISTICI DEI COMUNI SONO CORRUTTIBILISSIMI

mifra77

Mer, 31/08/2016 - 15:17

Inchieste nate più per motivi politici che per reati da sanzionare. Unico che doveva essere cacciato a calci nel sedere era quel tal sindaco taglianastri che inaugurò i moduli abitativi con grande visibilità mediatica personale, stracciando poi, per motivi politici, il loro contratto di manutenzione. Il signor Cialente con quel gesto, procurò ulteriore danno allo stato ed ai suoi cittadini, costretti a vivere in un ambiente degradato. E questo personaggio, oggi, si erge ad accusatore mentre la città continua a presentare lugubri immagini di distruzione pressocché biblica.

moshe

Mer, 31/08/2016 - 15:35

Giustizia folle? ..... GIUSTIZIA DA AZZERARE !!!!!

Ritratto di gammasan

gammasan

Mer, 31/08/2016 - 15:37

Quello che leggo sui "processi" non fa che confermare le mie idee sulla cosiddetta giustizia, avvalorate anche da un paio di mie grottesche esperienze: tutti i procedimenti servono soltanto a foraggiare la magistratura e a far guadagnare fior di quattrini agli avvocati, Tutto il resto è noia...

Ritratto di malatesta

malatesta

Mer, 31/08/2016 - 16:34

% Giorni fa commentavo...""Indaghiamo...indaghiamo...tanto sara' la solita commedia...dopo due o tre anni di processi saranno tutti assolti perche' il fatto non sussiste.Complimenti alla magistratura ormai totalmente inutile e talmente distratta che se pure ci sara' una sentenza di condanna dimentichera' di depositarla...COMPLIMENTI vivissimi...""...

Duka

Mer, 31/08/2016 - 17:29

SONO UNA MASSA DI FANNULLONI !!!!!

scalette

Mer, 31/08/2016 - 17:31

magistratura + papa Francesco + ora anche i vescovi si sono messi a fare politica............l'ITALIA sta diventando un CESSO di nazione.quei poveri cristi di terremotati aspetteranno decine di anni prima di poter avere le case. ahhhhhhhhh dimenticavo il FANFARONE di Renzi " ci penso IO " e allora, le case le vedranno in fotografia.