Hanno vinto gli antisistema I dem spogliati dal M5s

L'emorragia di voti in fuga da Renzi ha premiato i grillini. L'assistenzialismo a 5 stelle piace al Sud

L' Italia è rimasta in buona misura sconvolta dai risultati delle elezioni che si sono appena effettuate, specie perché le percentuali che sono emerse dalle urne hanno, da molti punti vista, modificato fortemente il quadro politico, con esiti spesso inaspettati (anche se molti dei risultati erano stati correttamente previsti dai sondaggi riservati effettuati da Eumetra Mr nei giorni precedenti al voto).

I veri vincitori delle elezioni sono in realtà i partiti che più di altri si sono distinti per una comunicazione antisistema: il Movimento 5 Stelle e la Lega. L'exploit maggiore è stato certo quello dei grillini, che hanno superato nettamente la soglia «psicologica» del 30%. E costituiscono, in assoluto, la prima forza politica del Paese, specialmente nel Sud. È utile, al riguardo, ricordare la composizione sociale dei votanti per il partito di Di Maio. Come si sa, l'elettorato grillino era costituito sino a poco tempo fa prevalentemente da giovani, spesso in condizioni di disagio sociale o di non occupazione. Quest'ultimo risultato elettorale mostra che a costoro si sono aggiunti elettori di tutte le età, frequentemente animati da un rancore più o meno esplicito verso le istituzioni, ma anche, in particolare nelle aree meridionali del Paese, attratti dall'ipotesi delle politiche proposte dal Movimento 5 Stelle, che rafforzano più o meno esplicitamente il ruolo dello Stato e dell'assistenzialismo. Temi che sono sempre piaciuti a fasce consistenti di elettori meridionali.

L'analisi dei flussi elettorali dalle precedenti elezioni del 2013 ad oggi, condotta anch'essa da Eumetra Mr, ci mostra come i voti del M5S provengano in buona misura da chi aveva già votato per Grillo in passato. E anche da chi si era astenuto (non a caso al Sud si è registrato un aumento della partecipazione). Ma che l'incremento sostanziale ottenuto in queste elezioni è frutto soprattutto di un apporto consistente di chi aveva votato Pd nel 2013. Il partito di Renzi è il principale «fornitore» di nuovi voti al M5s. Anche se quest'ultimo riceve, sia pur in misura minore, consensi da tutto l'arco politico. È indicativo al riguardo che verso i 5 Stelle si rilevi anche un flusso, di dimensioni assai più modeste di quello proveniente dal Pd, di ex elettori del Pdl.

Uno dei motivi del successo del Movimento 5 Stelle è anche l'atteggiamento di ostilità verso la politica e le sue istituzioni. Una recente ricerca di Eumetra Mr evidenzia come solo il 3% della popolazione nel suo insieme manifesti fiducia verso i partiti politici e come tra l'elettorato del M5s questa percentuale si riduca all'1%.

Il vero sconfitto di queste elezioni è, come si sa, il Partito Democratico. L'analisi dei flussi mostra un volume assai modesto di nuovi voti «in entrata». In altre parole, il Pd è stato rivotato quasi solo da una parte di coloro che l'avevano votato nel 2013. Viceversa, sono molti i flussi in uscita. Il principale, come si è detto, è verso il Movimento 5 Stelle, che raccoglie quindi tutto lo scontento della gestione Renzi del partito. Con una capacità attrattiva molto maggiore di quanto riesca a fare Liberi e Uguali, che riceve dal Pd una porzione molto minore di voti di quanto non accada per l'M5s. Ma, sia pure in proporzioni inferiori, il Pd cede voti un po' a tutti, dalla Bonino ai partiti del centrodestra, specie Forza Italia. È l'espressione dello sfilacciamento in tante direzioni della forza politica condotta da Renzi.

Nel centrodestra la grande vincitrice è la Lega. È il partito che ha il maggior tasso di riconferma del voto già ottenuto nel 2013. Oltre a questo, il flusso in entrata maggiore per il partito di Salvini è costituito da molti che nel 2013 avevano votato Pdl. Ma, come si è detto, il leader leghista riceve anche una parte di consensi ex PD. Tuttavia, anche la Lega deve sopportare dei flussi in uscita. Una parte, seppure non ampia, dei voti che il partito aveva ricevuto nel 2013, è finita infatti anch'essa nel bottino del M5S.

Il risultato di Forza Italia è dunque condizionato dal flusso in uscita verso la Lega di chi aveva votato Pdl nel 2013, ma anche verso il Movimento 5 Stelle. Tutto ciò ha contratto la dose di consensi di Berlusconi che può tuttavia registrare, oltre alla conferma di molti voti che erano del Pdl, anche un flusso in entrata proveniente dal disfacimento del PD.

Tra le forze di minor peso, si può rilevare l'esito modesto di +Europa (che stanti i dati attuali non raggiunge la quota del 3%) e che riceve tutti i suoi voti da elettori che nel 2013 avevano votato PD e, anche, da qualcuno che aveva votato Sel. Gli stessi flussi in entrata si confermano anche per Liberi e Uguali, la cui performance, considerando le aspettative, (i leader avevano previsto «un risultato a due cifre») è forse ancora più deludente.

Infine, si può sottolineare il buon successo relativo di Fratelli d'Italia che raddoppia comunque la percentuale di voti che aveva ottenuto nel 2013, con flussi provenienti in larga misura dal Pdl.

Nell'insieme, si tratta di uno scenario confuso e, da un certo punto di vista, pericoloso. A causa principalmente di due motivi. Primo: la possibile scarsa stabilità dei governi, legata specialmente alla eterogeneità delle coalizioni di maggioranza che si potrebbero formare. Che sono, almeno in questo momento, le più varie, talvolta formate da partiti che, in linea di principio, sarebbero distanti tra di loro. E che, di conseguenza, darebbero luogo inevitabilmente ad aspri conflitti interni all'esecutivo. Secondo: le relazioni con l'Europa, che sono rese difficili da alcuni contenuti programmatici dei partiti vincitori che sono più o meno esplicitamente anti-Ue. E che potrebbero dare luogo a forti tensioni con le istituzioni comunitarie.

Speriamo che i prossimi giorni ci aiutino a chiarire questo quadro nebuloso.

Commenti

cangurino

Mar, 06/03/2018 - 08:48

in realtà gran parte dei sondaggi, inclusi quelli citati, davano Lega al 13/14 e FI al 16/17, m5s al 27. Su questo sito commentavamo e prevedevamo, non in pochi, che i populisti vengono sempre penalizzati di un 5%, non solo in Itaòia, ma anche in USA, Francia, Austria ecc.. Siamo noi preveggenti o i sondaggisti peccano di competenza o sono influenzabili?

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mar, 06/03/2018 - 08:51

CARLO FUSI su -IL DUBBIO- ----LA VOCE DI DENTRO DELLA METÀ O GIÙ DI LÌ DEL PAESE CHE INSISTE A RECARSI AI SEGGI NON ACCETTA PIÙ MEDIAZIONI E VUOLE STARE ESSA STESSA, CON LA FISICITÀ DELLA SUA RABBIA, SUL PROSCENIO DELLA POLITICA------ Ma io e tanti altri garantiamo un'estetica politica diversa. Viva Silvio, viva i due Matteo. -8,51 - 6.3.2018

contravento

Mar, 06/03/2018 - 08:54

Dire che L'assistenzialismo a 5 stelle piace al Sud è una pura porcata: ma vi pare che con un sussidio si possa andare avanti?! Questa è un opinione miserabile fatta da più parti. La verità è che si va verso un nuovo bipolarismo anti sistema, M5S a sinistra e Lega a destra. Punto e basta.

DRAGONI

Mar, 06/03/2018 - 10:04

L'ASSISTENZIALISMO DEI GRILLINI VERRA' EFFETTUATO , COME E PEGGIO DI QUANTO FINO AD ORA FATTO AL RIGUARDO DAI CATTO COMUNISTI,CON TAGLI CONSISTENTI DELLE PENSIONI A PARTIRE DA QUELLE SUPERIORI AI 5000 € LORDI AL MESE!!

LettoreIncallito

Mar, 06/03/2018 - 10:25

Continuo da giorni a non condividere l'abbinamento "voto antisistema" con la Lega. Sono elettore leghista da 20 anni, seguo il partito dai tempi di Bossi e Pivetti, condivido le loro logiche, i loro ideali, i loro programmi. Li voto per quello, non per una "protesta", che abbinerei più ai grillini, ovviamente. Ho seguito il grande Bossi, ho sofferto e mi sono allontanato dopo gli scandali, ora Salvini è riuscito a ricreare il giusto personaggio per ritrovare l'amore della sua gente. E' un ottimo modo per sminuire un movimento partito dalle valli lombarde e finito al 18% come terzo partito in Italia, con buona pace di centrodestra e sinistra!

flip

Mar, 06/03/2018 - 10:40

i 5 stelle non sono "politici" e come dicono loro sono un movimento. (di protesta). quindi,per governare, si devono appoggiare a "qualcuno" che li condizionerà. (renzi)

Ritratto di deep purple

deep purple

Mar, 06/03/2018 - 10:47

A tutti i grillini, a tutti quelli che si vantano di averli votati e che ora si divertono a sfottere Berlusconi, non vi è mai passato per la testa che questo risultato sia proprio quello che lui voleva? I 5 stelle hanno il 31% (contro il 36% del centrodestra), quindi per governare dovranno allearsi con il pd e per poterlo fare saranno costretti ad annacquare il programma (quindi addio reddito di cittadinanza e taglio ai vitalizi), ma poi il pd li farà le scarpe e il loro governo cadrà ben presto, giusto il tempo per permettere a Berlusconi di avere l'assoluzione da Bruxelles che gli consentirà di candidarsi come premier e quella volta non ce ne sarà per nessuno, incluso Salvini. Ciao ciaooooooo!!!!!!!!

Rudy

Mar, 06/03/2018 - 11:13

Non chiamiamo "antisistema" il M5S di Grillo, per favore.

INGVDI

Mar, 06/03/2018 - 11:18

Ha vinto il pauperismo, il parassitismo, l'immoralità anticristiana (ricordo la parabola dei talenti) dei grillini. La gente, specialmente quella del sud, li ha votati per il promesso reddito di cittadinanza. Ora, per mantenere questa promessa, dovranno aumentare le tasse alle partite iva e alle PMI del nord (le multinazionali amiche dei grillini non le pagano e nemmeno le aziende del sud). Auguri!

flip

Mar, 06/03/2018 - 16:54

il sud è ora che si autogestisca da solo. basta con i miliardi a cascata (libera) basta con i piagnistei. lavorate sodo come tutti. Per voi l' Italia ha buttato via miliardi di miliardi di soldi e senza alcun giovamento. i "5 stelle" dove li trovano i soldi per voi?

flip

Mar, 06/03/2018 - 16:56

Rudy perchè?