I complottisti sono salvi (e Hollywood ringrazia)

Neppure la pubblicazione degli ultimi 50mila atti ancora secretati sull'assassinio di Kennedy ha fornito una risposta alle domande che tutti ci poniamo da 50 anni: Oswald aveva un mandante o ha agito da solo? Il suo è stato l'unico fucile a sparare o c'era un altro attentatore sulla collina di fronte? C'entravano la mafia, Fidel Castro o la Russia? Per conto di chi Ruby ha ucciso Oswald prima che potesse svelare eventuali verità nascoste? L'ideatore del complotto è stato l'allora vice-presidente (texano) Lyndon Johnson, che voleva il posto di Jfk (come ha sostenuto Roger Stone, intimo amico di Trump)? Nel corso dei decenni sono state elaborate innumerevoli teorie complottistiche per smentire la versione della Commissione Warren, e io stesso ho speso un mese tra Dallas e New Orleans, cercando di verificare i fatti e intervistando a lungo il procuratore Garrison che, convinto che Washington nascondesse la verità, aveva aperto un'inchiesta per conto suo. Ma, al termine dell'indagine, sono arrivato alla conclusione che a tutte le versioni alternative mancava sempre un anello per essere credibile.

Ma il complottismo è continuato imperterrito, tanto che perfino Oliver Stone gli ha dedicato un film che negava clamorosamente la versione ufficiale, e i libri sull'argomento si contano a centinaia. L'attesa per l'apertura dei dossier rimasti sotto chiave è grandissima, anche se in realtà nessuno si aspetta che salti fuori la pistola fumante. Se i documenti resi pubblici sveleranno i misteri elencati, uno dei (pochissimi) funzionari che hanno avuto occasione di visionarli avrebbe sicuramente parlato, se non altro perché la rivelazione gli avrebbe reso molti milioni di dollari. Ciò non toglie che, quando ci sarà il tempo di leggere pagina per pagina, si dovrebbero scoprire cose interessanti sui noti tentativi della Cia di far uccidere Castro dalla mafia, sul misterioso viaggio di Oswald a Città del Messico e forse sul golpe contro il presidente vietnamita Diem.

Tutto questo è stato tenuto a lungo sotto chiave per evitare imbarazzi nei rapporti internazionali e forse anche per evitare che venissero alla luce gli errori di Cia e Fbi prima e dopo l'attentato. Non per nulla c'è chi sostiene che Trump abbia dato luce verde alla pubblicazione contro il loro parere per screditarle in un momento in cui stanno indagando su di lui. Comunque il complottismo continuerà e Hollywood ci si butterà di nuovo a capofitto.