I jihadisti che ci colpiscono con computer e videogiochi

Usano la Playstation per comunicare senza essere intercettati. E la Cia lancia un programma per sorvegliare pure le console

Uccidono come se avessero in mano un joystick. In fondo nei videogiochi succede così. Schiacci un pulsante e fai fuori un nemico. Compri una bomba e fai a pezzi un muro. Tu contro il mondo, i nemici che saltano come birilli.Hanno molta dimestichezza con i videogiochi, i terroristi. E' la bolla cibernetica della loro generazione. Ma anche un potente strumento di comunicazione. Il ritrovamento di una Playstation 4 nell'abitazione di uno dei terroristi del teatro Bataclan, Ismael Omar Mostefai, è più di un indizio. Il ministero dell'Interno belga e fonti di intelligence americane sostengono che con quelle console i terroristi di Parigi comunicavano tra loro e con i quadri del Califfato. L'universo dei videogiochi è sempre più monitorato dagli 007 angloamericani e Parigi conferma l'utilizzo di questo canale.

La console Sony più amata dai ragazzini del pianeta consente di non lasciare tracce di pagamenti, e permette di chattare con i compagni di gioco, o con un unico compagno, scrivendo messaggi, e soprattutto tramite voce. Per creare un account non serve nemmeno il nome, ma soltanto un indirizzo email. Viene chiesta la nazionalità e la lingua parlata. Per comprare i giochi non si utilizza la carta di credito, perché nei negozi specializzati si acquistano le carte già caricate. Sembrerebbe un metodo piuttosto sicuro per chi vuole risultare invisibile ed entrare in contatto con qualcun altro in modo evanescente.

La Cia segue questa pista da anni, più intensamente dal 2013: scovare mail, messaggi Facebook, account Twitter, è ancora indispensabile. Ma ci sono sistemi molto meno intercettabili per comunicare tra terroristi. La guerra adesso si fa con i giochi.

La Cia avrebbe sguinzagliato alcuni uomini come infiltrati nei videogame per intercettare dialoghi che viaggiano su un livello totalmente non convenzionale, un sistema che come un Jocker può potenzialmente aggirare e farsi burla dei servizi segreti di tutto il mondo. L'americana National Security Agency e l'inglese Government Communications Headquarters avrebbero segretamente monitorato alcuni giochi elettronici come World of Warcraft e Second Life, questi ultimi accessibili da pc. Una sorta di pool specializzato avrebbe creato una serie di identità segrete. Sulla stampa inglese si è parlato in questi giorni addirittura del fatto che un gioco innocuo come Super Mario Bros nella sua versione Maker consenta di distruggere i mattoncini di un muro e di scrivere un messaggio, che poi viene subito cancellato senza lasciare traccia, perfetto, quindi, per le comunicazioni di chi non si vuol far prendere. Anonymous, il collettivo mondiale forse più famoso degli hacker, dopo il 13 novembre ha avvisato i terroristi dell'Isis: Stiamo andando a lanciare la più grande operazione contro di voi. Noi non perdoniamo e non dimentichiamo. In questa spietata lotta informatica i nemici di Anonymous sono i Lizard Squad, gruppo di cui si sono ipotizzati nel recente passato legami con l'Isis, esperto in boicottaggio di console Sony e Microsoft. La guerra si sta spostando sempre di più sul filo della rete. Un bravo investigatore adesso deve essere capace di immergersi nell'alienazione delle realtà parallele virtuali, dei giochi sintetici. Le azioni e il comportamento dei militanti dell'Isis, la facilità con cui sparano, si fanno esplodere, somigliano alla rapidità dei world games, al di là che li usino solo per comunicare. Un colpetto di polpastrello e muore un nemico. Ma i personaggi dell'intrattenimento in console non hanno cuore di uomini, come direbbe Papa Francesco. Sono omini divertenti ma finti, freddi, fatti di pixel, inerti quadratini colorati. Chi li emula non ha niente a che vedere con l'umanità.