I super-bimbi di Himmler non devono essere risarciti

Per costruire a tavolino la razza ariana il Reich rapì migliaia di neonati: uno di loro aveva intentato causa

Berlino I «bambini di Himmler» non hanno diritto a essere ricompensati dallo Stato tedesco. Respingendo a inizio settimana la domanda d'indennizzo di uno di questi bambini, il Tribunale amministrativo di Colonia ha riaperto la ferita del Lebensborn, uno dei tanti progetti criminali della Germania nazista. Nella mente di Heinrich Himmler, numero due del regime hitleriano, i centri Lebensborn dovevano diventare fabbriche di bimbi ariani, alti e biondissimi, con occhi rigorosamente chiari e il resto del corpo e della mente funzionali alla gloria del Reich.

Hermann Lüdeking è uno di loro. Del suo passato Lüdeking non sa nulla: la sola certezza è che, ancora bambino, fu «prelevato» nella Polonia occupata dai tedeschi nel 1942. Strappato alla famiglia a causa del suo aspetto ariano, fu portato in un centro Lebensborn in Germania per essere cresciuto come suddito del Reich. Il suo non è un caso isolato: si calcola che a causa della follia razzista di Himmler, alcune decine migliaia di bambini siano cresciuti in appositi brefotrofi per piccoli dalla pelle chiara. A migliaia furono rapiti in Polonia, in Cecoslovacchia e in Norvegia: l'unica discriminante era il loro aspetto fisico.

La stessa sorte toccò a donne degli stessi paesi con medesime caratteristiche. Con loro potevano riprodursi solo maschi tedeschi in grado di fornire prova di una pura discendenza ariana. Come spiega la giornalista e ricercatrice Dorothee Schmitz-Köster nel suo libro «Deutsche Mutter, bist du bereit» («Mamma tedesca, sei pronta?»), il progetto Lebensborn rispondeva anche al bisogno di spingere all'insù il tasso di fertilità delle donne tedesche, precipitato ai minimi dopo la Grande Guerra. Un'esigenza resa ancora più stringente dalla conquista di nuovi territori a est.

Il primo Lebensborn fu fondato nel 1935 a Steinhöring, fuori Monaco. Dotata di ogni confort per l'epoca, la struttura era aperta a tutte le donne - anche le mogli infedeli dei gerarchi nazisti - che fossero rimaste incinte al di fuori del matrimonio. Lo stigma avrebbe potuto privarle del lavoro o del sostegno della famiglia: nel Lebensborn, invece, venivano aiutate a portare a termine la gravidanza. È ovviamente scontato che le strutture chiudevano le porte in faccia a chi non avesse le caratteristiche fisiche o una comprovata discendenza compatibile con gli standard razzisti del regime. Allo stesso modo, documenta Schmitz-Köster, i bambini venuti al mondo con qualsiasi tipo di deformità o malattia venivano uccisi o lasciati morire di fame.

Non è questo il caso di Lüdeking. Dopo una vita di ricerche in Polonia, l'ormai anziano bambino di Himmler è riuscito a scoprire il nome datogli dai suoi genitori: Roman Roszatowski. La data e il luogo della sua nascita gli rimarranno probabilmente preclusi per sempre. Per assicurarsi che i bambini ariani non avrebbero avuto altra famiglia oltre al Reich, il progetto prevedeva la cancellazione delle tracce del passato dei piccoli destinati a essere rapiti. «Io soffro ancora per non aver mai saputo chi fossero i miei genitori», ha dichiarato Lüdeking, oggi ingegnere in pensione, alla stampa tedesca.

La vergogna di essere un bambino di Himmler è uno dei temi ricorrenti nelle interviste con gli orfani del Lebensborn. Ma i giudici amministrativi di Colonia non si sono commossi. La corte ha concesso che la germanizzazione forzata fu un crimine: tuttavia ha osservato che ha diritto a una compensazione chi sia stato attivamente discriminato dal passato regime: omosessuali, disabili, ebrei e nomadi non certo i bambini di Himmler, coccolati dal regime. Lüdeking e l'associazione dei bambini dimenticati hanno respinto la sentenza: «Non voglio cadere nell'oblio: darò ancora battaglia».

Commenti
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Ausonio

Dom, 08/07/2018 - 09:51

Mentre si distrae l'opinione pubblica con cose di 70 anni fa, abbiamo oggi lo schiavismo di donne il cui utero viene messo in affitto... e per scopi anche peggiori di quelli dei nazisti.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Dom, 08/07/2018 - 09:53

i tedeschi come sempre sono estremisti. Passano da un estremo all'altro. Dal volere la razza pura al 100% al volere il meticciato coatto.

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raffaelelupo

Dom, 08/07/2018 - 10:16

A proposito, il Gran Muftì di Gerusalemme dell'epoca, nonno di Jasser Arafat capo palestinese del quale tutti conociuamo la razza darwiniana, venne "premiato" con l'emissione del certificato di Pura discendenza ariana. Sarebbe interessante conoscere i risultati dei suoi accoppiamernti con donne ariane....

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rosario.francalanza

Dom, 08/07/2018 - 12:51

Caro @Ausonio: 'razza pura non contaminata' e 'purezza della contaminazione'. Due facce della stessa follia!

razzaumana

Dom, 08/07/2018 - 12:59

....dopo 70 anni...si parla ancora di risarcimenti??? Non é soltanto la giustizia italiana un "pò" lenta. Non so se ridere o piangere!!!

Reip

Dom, 08/07/2018 - 14:22

La zozza Germania, terra di unni e di barbari assassini dovrebbe pagare eccome!

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Professor...Malafede

Dom, 08/07/2018 - 16:09

Se quei bambini - ex bambini ormai - fossero israeliani avrebbero ottenuto subito risarcimenti e molto altro ancora! Chissà perché?!

rokbat

Dom, 08/07/2018 - 16:34

"Poveri" bambini Lebensborn, che colpa avevano loro ? Non erano "omosessuali, disabili, ebrei e nomadi" come è descritto in questo articolo. Allora io, faccio una domanda : se voialtri dovevate scegliere, sceglierete da quale gruppo ? Allora su, le "kleine Lebensborn", siete ancora fortunati, la cicogna vi ha vantaggiato ! E che "omosessuali, disabili, ebrei e nomadi" smettano una buona volta a romperci le scatole !

antonmessina

Dom, 08/07/2018 - 17:04

bravo Ausonio ! per questi scribacchini (un cognome che fa pensare) la notorieta arriva con questi libri (senza documentazione precisa) e nessuno si indigna per la compravendita di uteri per accontentare la minoranza malata!

cir

Dom, 08/07/2018 - 18:44

quello che fanno negli ospedali , fecondazioni alla bonino alternate agli aborti con pompa della bicicletta farebbero rabbrividire il PROF . MENGHELE

Dordolio

Lun, 09/07/2018 - 08:36

Di crimini contro l'infanzia si parla - quando serve - a senso unico. Anni fa mi imbattei per puro caso in un sito in lingua spagnola che riportava il dramma dei bimbi spagnoli portati in URSS (per proteggerli) al tempo della guerra civile, tutti figli di militanti repubblicani antifranchisti. Moltissimi e trattati divinamente, dopo la vittoria nazionalista vennero abbandonati alla loro sorte: i maschi divennero delinquenti, le femmine donne di piacere per la nomenklatura comunista. Nonostante il loro "nume tutelare" Dolores Ibarruri che se ne disinteressò completamente. Pochissimi tornarono in Spagna e dopo molti anni. Uno scandalo orrendo che non ebbe alcun seguito mediatico. E' facile prendersela col "Male Assoluto", molto meno con altri....