Israele e il dilemma sui profughi: portare aiuto a chi lo vuole morto

Sul confine Nord ci sono 500mila siriani in fuga che Tel Aviv vuole soccorrere. Ma non a prezzo di suicidarsi

Gerusalemme - Sul confine di Israele al Nord, si stanno accumulando decine di migliaia di profughi in fuga dalla guerra. È l'epitome del problema dei rifugiati che ormai tormenta tutto il mondo: perché occorre salvare vite, porgere la mano a bambini e vecchi in stato di bisogno inaudito, ma fronteggiare tuttavia insieme la feroce inimicizia araba nei confronti di Israele mentre, tuttavia, si deve porgere orecchio agli esseri umani che chiedono aiuto. Inoltre, Israele è circondata da ogni parte da Paesi arabi nemici o agitati.

Sul confine di Israele, dalla parte del Golan, si vanno accumulando, dopo 500mila morti, migliaia di profughi siriani. La loro immagine sotto il sole sulle pietre intorno ai camion che li hanno sgomberati dai villaggi attaccati dalle truppe siriane, dai russi sugli aerei, dagli Herzbollah e dagli iraniani amici di Assad col permesso di Putin, è l'immagine stessa della miseria e del bisogno. Un povero mufti in mezzo alla disperazione della gente, circondato da bambini disperati pontifica con un inutile indice levato verso il cielo. Camion sbrindellati caricano profughi verso il nulla. Fino a poco tempo fa i siriani di Assad sono rimasti cauti sui confini con Israele. Una bomba, un proiettile può portare una reazione molto seria da parte di Israele che difende i suoi cittadini oltre il confine e ha già compiuto molte incursioni contro le postazioni iraniane e i rifornimenti agli Hezbollah: ma poi l'ultima offensiva di Deera ha preso la mano ad Assad. Si è spinto a Sud e ha bombardato una quindicina di villaggi. Gli americani non interverranno. I russi, dopo aver garantito una certe quiete con i vari cessate il fuoco, hanno di nuovo aiutato Assad. E così Israele si trova una massa di sunniti in fuga, (così è successo ovunque, tutti i siriani che a decine di migliaia scappano verso l'Europa dalla Siria sono terrorizzati dall'avvento sciita sul territorio) di fronte ad Assad e i suoi alleati iraniani.

Che deve fare Israele? Prima di tutto, si dice qui, quello che ha sempre fatto: aiutare chi è in difficoltà. Esistono già organizzazioni che si spingono di là dal confine a salvare i feriti e i bambini. Questa è già la scelta di un popolo che sa che l'unica decisione morale è quella di cui invece non ha goduto quando ne aveva bisogno: che qualcuno ti tenda una mano. Ma accogliere in pianta stabile i siriani, è un altro paio di maniche: fra gli uomini in fuga ci sono anche quelli delle organizzazioni salafite sunnite che hanno giurato morte a «crociati ed ebrei». E i siriani tutti, fin dal tempo di Assad padre sono stati fra i più assatanati nemici di Israele. È chiaro che Israele deve stabilire dei limiti perché la misericordia non si trasformi in suicidio. Le organizzazioni caritative operano, al Sud i campi coltivati bruciano sotto la pioggia di fuoco degli aquiloni di Hamas.

Commenti

Norberth

Sab, 30/06/2018 - 08:42

Diciamo piuttosto che grazie a Putin i terroristi sono stati cacciati dalla Syria. E ora fanno ritorno a casa.

killkoms

Sab, 30/06/2018 - 08:51

dov'è la lega araba?doce sono i fratelli islamici?

Oraculus

Sab, 30/06/2018 - 09:09

E' un dilema!!...che siano rifugiati e che siano chicchessia , l'islamico ha le sue strategie (vedi i palestinesi) per sfruttare il suo popolo come arma subdola , ne sappiamo moltissimo noi italoeuropei con decine di milioni di islamici ormai gia' stabilmente in tutta Europa...l'arma della pieta!! e' l'unico loro ricorso...la pieta' e il...terrore!!.

Oraculus

Sab, 30/06/2018 - 09:19

I palestinesi con i soldi della Comunita' Europea ed altre fonti assistenziali vivono a sbaffo della Comunita' Occidentale...e inoltre vivono anche grazie alla pieta' umana degli israeliani , che , se pur odiati li assistono con elettricita' gratis e centri sanitari in Israele quando e' possibile , la situazione fosse viceversa??...neppure un israeliano/ebreo avrebbe avuto la stessa sorte...l'islamico vive dunque della misericordia altrui e del procurato terrore suo "regalato" ad altri...ma sino a quando??...

Germanico

Sab, 30/06/2018 - 09:33

La verità è che Israele di "profughi" non-ebrei non ne vuole. Chiunque non sia ebreo costituisce, nello Stato ebraico, un problema.

rossini

Sab, 30/06/2018 - 10:06

Israele deve pensare solo alla sua sopravvivenza. Non può occuparsi di chi vuole la sua distruzione, anche se si tratta di bambini che poi saranno gli uomini e i combattenti di domani. Perché gli Israeliani dovrebbero essere tanto pazzi da mettersi il nemico in casa? Di Popoli così autolesionisti c'è solo quello Italiano.

steacanessa

Sab, 30/06/2018 - 10:38

Niente concessioni all’islam. I paesi islamici vicini hanno enormi risorse che sprecano in armi e guerre. Provvedano loro, glielo impone il profeta.

Tobi

Sab, 30/06/2018 - 10:58

Bisogna anche capire la responsabilità di Israele in queste migrazioni di massa. Israele ormai comanda gli U.S.A. e ne decide le politiche estere (soprattutto di guerra). Il potente esercito U.S.A. è come un colosso acefalo (pilotato da Israele come un virus attecchito nei centri di comando) che lo sfrutta per le guerre medioerientali contro nazioni confinanti considerate ostili. Guerre, guerre e guerre di cui Israele ha la sua responsabilità e così anche dei grandi flussi di migranti che scappano per via di queste guerre. Se ne faccia una ragione.

Ritratto di bandog

Anonimo (non verificato)

Fearlessjohn

Sab, 30/06/2018 - 12:09

Questa sarebbe pura follia. Israele E' UN PAESE IN GUERRA esso stesso. Vogliamo spostare richiedenti asilo da un paese in guerra ad un altro in guerra anche lui? Inoltre la zona è circondata da paesi di etnia araba foderati di soldi che sono caduti dal cielo in barili di petrolio. Siano questi paesi straricchi ad aiutare i loro fratelli, con la speranza che essendo così occupati in lodevoli attività caritatevoli, rompano meno le balle a noi.

cir

Sab, 30/06/2018 - 12:15

israele va incenerita , distrutta e asfaltata , come vuole DIO

SAMING

Sab, 30/06/2018 - 12:21

A TOBI:Tu parli di nazioni confinanti con Israele "considerate ostili" Mio caro, tu hai venduto il tuo cervello. Tutte le nazioni confinanti con Israele sono ostili a quella nazione ed a quel popolo di cui agognano la distruzione ed il genocidio.

Tobi

Sab, 30/06/2018 - 16:51

per SAMING: le nazioni confinanti forse agognano la distruzione di Israele. Da parte sua invece Israele ha contribuito a distruggerle senza "forse", sfruttando la potenza della lobotomizzata nazione U.S.A. Perché gli U.S.A. hanno condotte tutte queste guerre contro nazioni confinanti o vicine ad Israele? Lo hanno fatto anche per conto di Israele. Per il resto impari l'educazione ed il tu ed offese varie se le tenga per lei.