L'economia può ripartire solo dai distretti del sapere

Le aree specializzate insegnano come fare impresa

Guardando la televisione, ascoltando i dibattiti sentiamo continuamente inviti a promuovere lo sviluppo economico attraverso interventi del governo, della Comunità europea con opportune manovre, riforme, investimenti. E sembra che, seguendo le indicazione degli economisti e degli esperti si possano far sorgere floride industrie dappertutto.

Invece, viaggiando, visitando i paesi, ci si rende conto che in certe zone e in certe città non è mai sorta un'industria, e la gente vive solo di stipendi pubblici e di pensioni. E ti rendi conto, osservando le loro abitudini, che non ne nasceranno mai. Invece non molto lontano trovi dei distretti produttivi vivacissimi che, anche durante la recessione, hanno fatto investimenti, conquistato nuovi mercati. Nelle zone del primo tipo la gente è lenta, sfiduciata, non cerca nemmeno lavoro mentre nelle altre è attiva, dinamica, sempre occupata. Di regola queste zone ad alta produttività sono specializzate. Una produce macchine utensili, un'altra meccanica di precisione, un'altra prodotti elettronici, un'altra automobili. E non molto lontano ci sono aree specializzate nel tessile, nelle calzature o in armi da fuoco. Ciò che le accomuna è la tradizione: quello stesso mestiere o uno analogo lo facevano il nonno o il padre. Si è perciò accumulato un sapere. In questo ambiente sociale e culturale che viene continuamente arricchito grazie all'innovazione tecnologica e all'apertura di nuovi mercati nascono continuamente nuovi imprenditori che creano nuove imprese e queste, con il loro successo, stimolano altri a tentare, a fare meglio.

Questi distretti industriali sono delle vere e proprie fortezze economiche dove sono tenuti vivi i valori del lavoro, del sapere, del progresso. Sono delle scuole a un tempo professionali e di vita, dove impari a fare impresa, a creare ricchezza. La potenza industriale di un paese dipende dal numero e dal vigore di questi distretti, dalla loro capacità di continuare una tradizione, adattandosi al mutare delle leggi, dei mercati e delle tecnologie. Per avere sviluppo economico sono queste le aree che devi sostenere e proteggere, assicurando loro il credito e difendendole da una burocrazia ottusa e da una fiscalità predatoria.

Commenti

Zizzigo

Dom, 12/07/2015 - 17:28

Egregio Professore, lei trascura, o dimentica, la parte indispensabile della questione! Tutto il sapere di questo mondo non serve allo sviluppo delle imprese, se manca la forza che le sostiene. Questa forza si chiama DENARO NELLE TASCHE DELLA GENTE (richiesta di mercato). Senza denaro (se manca la richiesta) e con troppe tasse non vi sarà MAI alcun incentivo produttivo, anche se le persone di buonissima volontà e dotate d'immenso sapere ci metteranno persino il loro sangue! Cordialità.