L'ombra del grande bluff sui frammenti di Qumran: "Sono falsi, via dal museo"

Negli Usa esposte parti dei Rotoli del Mar Morto Sono contraffatte. E potrebbero non essere le sole

Cinque su sei sono certamente falsi, e sono già stati ritirati. Gli altri saranno sottoposti a ulteriori test per accertarne la provenienza. L'archeologia biblica è in crisi: alcuni dei manoscritti del Mar Morto - tra le più antiche copie dei libri biblici e dei loro commenti, risalenti a un periodo compreso tra il 150 a.C. e il 70 d.C. - sono contraffatti. Il Museo della Bibbia di Washington, che nel corso degli ultimi dieci anni ha acquistato 16 frammenti dei preziosi documenti, ha comunicato l'esito di un test condotto da esperti tedeschi. Conclusione: cinque frammenti «mostrano caratteristiche incompatibili con le origini antiche». Gli altri continueranno a essere esposti ma con una nota che avvisa che sono in corso accertamenti sulla loro veridicità.

Dopo lo scandalo del cosiddetto «Vangelo della moglie di Gesù», un papiro in cui Cristo faceva intendere di avere una consorte, in realtà un falso moderno, secondo gli accademici questo potrebbe essere la più grande impostura del settore. Un brutto colpo soprattutto per la famiglia Green, fondatrice del museo con vista sul Campidoglio, aperto in grande stile neanche un anno fa grazie a un investimento di 500 milioni di dollari. I Green, del resto, sono anche gli inventori di Hobby Lobby, gigante Usa del commercio di oggettistica con 750 punti vendita e 32mila dipendenti. Steve Green, il fondatore, che non ha voluto commentare la notizia, non ha mai rivelato la cifra a cui ha acquistato i 16 frammenti, né l'identità del venditore. Il curatore del museo Jeffrey Kloha ha cercato di trovare il lato positivo: «Speravamo che i test dessero risultati diversi, ma questa è un'opportunità per educare il pubblico all'importanza di verificare l'autenticità di rari reperti biblici e una prova del nostro impegno per la trasparenza». Ma la notizia è uno smacco, sia economico sia in termini di credibilità, per l'istituzione e per tutto il mondo dell'archeologia biblica.

Le verifiche sui cinque frammenti in questione cominciarono quando il museo li inviò al Bam di Berlino, istituto specializzato nell'analisi di materiali. Attraverso lo studio del supporto e dell'inchiostro, i ricercatori sono arrivati alla conclusione che i ritagli di papiro e pergamena siano, sì, antichi e originali, ma che le scritte rinvenute sopra siano opera di falsari. In realtà erano anni che gli esperti del settore chiedevano test approfonditi su questi frammenti. Anche perché, se in passato erano quasi tutti custoditi da Israele, a partire dal 2002 cominciarono a spuntarne sul mercato di nuovi, una settantina circa, e i collezionisti privati riuscirono a metterci le mani sopra. Gli stessi Green li comprarono tra il 2009 e il 2014. Sono questi ultimi frammenti emersi su cui ora si stanno interrogando gli studiosi.

I manoscritti del Mar Morto, chiamati così perché ritrovati in una serie di grotte sulla riva nord-occidentale del bacino, vicino alla località di Qumran, tra il 1947 e il 1956, rappresentano le più antiche e complete trascrizioni dell'Antico testamento, risalenti a 2mila anni fa e scritte in ebraico, aramaico e greco. Il corpus ritrovato comprende 900 documenti, tanto che ci vollero sessant'anni per recuperarli e pubblicarli tutti. Prima dei rotoli del Mar Morto, quindi fino a settant'anni fa, la versione della Bibbia più arcaica risaliva al nono secolo. L'autorevolezza dei manoscritti di Qumran resta, ma alcuni di quelli che attualmente vantano questa dicitura potrebbero dover essere ritirati a breve.