Madonna blasfema indigna la Spagna (ma a sinistra non gridano all'offesa)

I cattolici protestano per la Vergine discinta esposta in mostra E i socialisti, così sensibili sull'islam, parlano di «integralismo»

Madrid Per i laici più progressisti le critiche all'opera sono «fondamentalismo cattolico», per chi crede, invece, l'opera è una chiara offesa gratuita al culto della Santa Vergine al fine di provocare e di farsi pubblicità. Nella Spagna che fu, un tempo, di Isabella di Castiglia, detta «la Cattolica», oggi il primo paese europeo con maggioranza di fedeli della Chiesa di Roma ad approvare i matrimoni omosessuali e le adozioni tra coppie gay, il dibattito è tornato tra i topic non solo di Twitter, ma della società reale. La scintilla è stata l'opera «Con flores a María» (Fiori per Maria Vergine, ndr)) della visual artist spagnola Charo Corrales esposta in occasione della mostra Maculadas sin Remedio («Goduriose senza rimedio»). Già il titolo della kermesse non piace perché gioca sul significato in spagnolo del contrario di «immacolata», quindi «non casta, non candida», attribuito alle immagini di quattordici madonne ritratte dagli artisti in modi lascivi. Il contributo all'arte della Corrales è una madonna con il volto dell'artista medesima che solleva la sua veste e si tocca le parti intime.

Martedì, primo giorno della mostra, che andrà avanti fino al 2 giugno nel Palazzo del Consiglio di Cordova, l'opera è stata aspramente criticata da alcuni rappresentanti politici del Partido Popular, Ciudadanos e di Vox che hanno chiesto il ritiro immediato dell'opera in base alla violazione dell'art. 525 del Codice Penale che persegue chi offende con gesti, atti e parole simboli e religioni. Nessun commento, invece, da parte del sindaco di Cordova Isabel Ambrosio, eletta per i Socialisti (che alle ultime elezioni regionali dell'ottobre 2018 in Andalusia hanno facilmente conquistato la maggioranza dei seggi), di Podemos e Izquierda Unida. Un silenzio che dà fastidio e umilia i credenti che non sono pochi in una regione che ha le più antiche cerimonie cattoliche legate alla Santa Vergine, di cui esistono decine di variazioni secondo le località.

Il portavoce dei Popolari del Consiglio di Cordova, Andrés Lorite, ha usato parole dure contro la gestione socialista dell'Andalusia, rea di «Discriminare con continuità la realtà religiosa e, in particolare, le organizzazioni della Chiesa cattolica».

Alejandro Hernandez, portavoce di Vox si è detto «Sconvolto per quell'immagine disgustosa, offensiva e blasfema della Vergine Maria esposta in un edificio pubblico». Vox, che dopo il successo in Andalusia, l'ha bissato alle ultime legislative, inoltre, ha presentato un esposto alla Procura di Cordova l'artista per «offesa al sentimento religioso con la complicità di una pubblica amministrazione che non tutela i credenti». E, nelle stesse ore in ci divampava la polemica, qualcuno ha squarciato quasi a metà la stampa dell'opera, rovinandone una parte. José Guirao, ministro della Cultura dell'esecutivo socialista uscente di Sánchez, ieri s'è affrettato a condannare «L'atto vandalico subito dall'opera», precisando che «Possono esserci persone offese dal lavoro della Corrales, ma la soluzione civile non è distruggere la sua opera, ma chiedere un parere alla giustizia».

Intanto per riparare alla blasfemia, un gruppo di fedeli oggi pomeriggio terrà una preghiera di riparazione presso la Basilica cordovana Adoremus.