Pd, delusione anche tra i circoli di Bologna e Bolzano

Il Pd non sorride nemmeno dove risulta vincente. Delusione e amarezza anche nei circoli di Firenze, Bologna e Bolzano

Il Pd non sorride nemmeno dove risulta vincente. Anche nello storico circolo fiorentino di Gavinana-Ricorboli, conosciuto come delle ‘Vie Nuove’ e noto per essere la sede dove si sono iscritti l'ex segretario Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, non mancano le critiche.

Toscana, il circolo Pd di Matteo Renzi

Antonio Filannino, classe 1958, da dieci anni segretario dello storico circolo fiorentino, lo dice chiaramente all’Agi: “Sarebbe stato meglio che Renzi avesse continuato ad avere un ruolo nazionale rilevante". In questo circolo, dove ancora si gioca a carte, si fa teatro e dibattiti, l’unità e la partecipazione vengono prima di tutto."Siamo sui 200 tesseramenti, con qualche nuova iscrizione, dettata più dalla linea politica nazionale che dall'iscrizione di Matteo Renzi in questo circolo", dice Filannino che traccia un bilancio degli ultimi 5 anni di vita del Pd. "Rispetto alla sua nascita, è divenuto più ‘democratico’- secondo Filannino - nel senso che c'è stato sempre più un avanzamento verso il centro. Il che ha reso ancora più vera la fusione culturale fra i pensieri che dettero vita al Pd nel 2008".

Il flop nel quartiere della Bolognina

Nello storico circolo della Bolognina dove Achille Occhetto nel 1989 compì la sua svolta, invece, non mancano i musi lunghi, dopo la batosta elettorale. Mario Oliva, 53 anni, riletto per la seconda volta segretario con soli due voti contrari, non si dà per vinto e,all’agenzia Agi, dice: “Il circolo è pronto a ripartire: anzi, è già ripartito”. Oliva è un po’ nostalgico e ricorda minuziosamente come avvenne la famosa svolta:“Fu in una stradina a 50 metri da qui, in via Tibaldi, dove c'è una sede dell'Anpi: Occhetto era lì per una visita, tirò fuori questa grande novità, scoppiò un putiferio, la gente cominciò ad arrivare e non ci stavano più lì, così si spostarono qui da noi”. E aggiunge:“Adesso viviamo di rendita, siamo passati alla storia come il circolo della svolta". Un’affermazione vera solo in parte perché, stando alle cifre del 2017, la Bolognina conta ben 180 iscritti confermati più qualche 'new entry' di "persone che hanno preso la tessera e che non si vedevano più da anni". Stamane il circolo si riunisce per la prima riflessione dopo il voto e c’è chi già pensa di mandare alla Federazione di Bologna una relazione scritta sull'esito dell'incontro. Smaltita la rabbia per i voti persi, ora parte il momento di riflessione."Nel quartiere abbiamo perso un 14%, tutto è andato alla Lega, che ha fatto un balzo dal 2 al 14-15%, e ai Cinque Stelle. Non è solo il Pd, ci siamo interrogati se è un modo sociale e culturale di fare politica che forse è tramontato", ragiona ancora Oliva pensando alla campagna prevalentemente virtuale compiuta dai grillini. “Ero l'unico renziano del circolo", scherza il segretario pensando che domenica mattina dovrà affrontare nuove accese discussioni, simili alle “litigate sul referendum”. Ora, però, non è più tempo di divisioni ma di rilancio:"Ho detto ai ragazzi: un po’ di ottimismo, perché siamo la forza socialista ancora più forte in Europa: se andiamo in Germania, se andiamo in Francia, siamo quasi spariti. Ripartiamo dal 18-19%, le basi ci sono", conclude Oliva.

Il Pd di Bolzano che ha dato il seggio alla Boschi

Anche a Bolzano, dove è stata rieletta la sottosegretaria Maria Elena Boschi, l’umore non è dei migliori. Alessandro Huber, segretario del Pd in Alto Adige, condivide“l'esortazione del segretario Martina di potenziare i circoli territoriali anche perché ogni singolo circolo è il polso della situazione”. E aggiunge: “Dobbiamo tornare a lavorare proprio dai circoli perché, mai come adesso, hanno un ruolo fondamentale". "In Alto Adige – spiega - abbiamo complessivamente 16 circoli, tre a Bolzano città e gli altri dislocati sul territorio”, oltre a uno per i giovani. “I circoli sono il grande valore aggiunto perché sono centri di contatto con il territorio in una realtà molto variegata come la nostra”, ha aggiunto Huber che stima 1.200 tesserati al Pd in provincia di Bolzano. “Dobbiamo tornare a lavorare soprattutto dai circoli, contattando gli elettori direttamente sul territorio in vista delle elezioni provinciali che sono previste in autunno. Dopo il risultato del voto abbiamo subito analizzato debolezze e punti di forza, cercato di individuare dove è stato sbagliato e fallito. Per esempio, non siamo riusciti a far valere i temi dello sviluppo economico di fronte a temi populisti”, dice Huber, preoccupato per i giovani e gli operai che privilegiano votare il M5S rispetto al Pd.