Matteo senatore di Calabria

Le follie del Rosatellum: eletto dove ha preso di meno

Cosenza - Matteo Salvini senatore di Calabria. Solo il destino, beffardo com'è, poteva far sì che in Parlamento a rappresentare i calabresi entrasse il leader della Lega. Quello che ancora nel 2015, appena sceso dall'aereo a Lamezia, veniva assediato da chi gli rinfacciava i giudizi poco teneri nei confronti dei meridionali «terroni». «Questa regione mi fa vergognare d'essere italiano», rispondeva lui a tono. Acqua passata: la ricetta salviniana, basata sulla formula del «Vogliamo una vita normale per la Calabria: qualche posto di lavoro in più, qualche immigrato in meno, qualche ndranghetista in meno», ha consentito di gettarsi alle spalle (più o meno) il passato e di veder completata la trasformazione della Lega in partito nazionale con radici anche al Sud.

Il sigillo l'ha messo il Rosatellum. Per effetto della machiavellica legge elettorale il segretario leghista ha conquistato l'elezione in Senato proprio in punta allo stivale italico: candidato in 5 collegi plurinominali, ha dovuto scegliere quello in cui il suo partito ha riportato il quoziente più basso. La Sicilia (circoscrizione orientale), col suo 5,35%, sembrava essere la sposa ideale. Poi, però, il ricarico dei voti di scorporo ha fatto lievitare il dato siculo oltre il 5,87% tributatogli dalla Calabria, con la quale infine s'è congiunto. Un onore, e pure un onere, ad esempio per la reggina Tilde Minasi, seconda nel listino, che lunedì sera festeggiava la nomina a senatrice e che ieri, al risveglio, ha trovato per indigesta colazione i resti siciliani. Una delusione che non macchia la trionfale cavalcata calabra della Lega: a Reggio Calabria, con l'aiuto dell'ex governatore oggi sovranista Peppe Scopelliti, il Carroccio ha incassato il risultato migliore, sfiorando il 9%. Ma sono altri i dati che ancor più e meglio restituiscono l'idea del trionfo: nel 2016 Salvini scese in Calabria a sostenere i suoi candidati sindaci a Cassano, Rossano e Crotone. Piazze piene, urne vuote: allora si oscillò tra lo 0,2 e l'1,1%. Il 4 marzo dalle minutaglie s'è passati a quasi il 6% su scala regionale. Più che sufficiente per cambiare la storia, facendo di Salvini Matteo da Milano il primo senatore calabro-leghista.