La Merkel trattiene il fiato: il voto in Assia può azzopparla

I sondaggi annunciano la Cdu in calo e l'ascesa dei Verdi e della destra populista. E il governo trema

Berlino - Potrebbe essere la piccola e occidentale Assia a dare la spallata finale al governo della cancelliera venuta dall'Est. Oggi 4,38 milioni di residenti del Land con Francoforte votano per il rinnovo del Parlamento con sede a Wiesbaden e, a differenza di quanto successo in Baviera due settimane fa, i giochi sono ancora tutti aperti. Il governo uscente è una coalizione fra i cristianodemocratici (Cdu) della cancelleria Angela Merkel e i Verdi, ovvero fra un partito in crisi di consensi e uno che non è mai andato meglio alle urne. Anche i rapporti di forza sono molto diversi. Alle elezioni del 2013, la Cdu del premier regionale Volker Bouffier prese il 38,3% mentre i Grünen si fermarono all'11%. Oggi la Cdu è in picchiata al 26/28% e gli ecologisti volano al 20/22%. La somma dei loro voti non cambia eppure Cdu e Verdi potrebbero non governare insieme. In primo luogo, perché il prossimo Landtag di Wiesbaden sarà più frammentato di quello del 2013: l'Assia è l'unico Land in cui i populisti non hanno ancora una rappresentanza, stasera però Alternative für Deutschland potrebbe ottenere il 12% dei voti, sottraendo seggi e maggioranza ai nero-verdi.

Poi c'è una questione di protagonismi: sia il governatore Bouffier sia il suo vice e oggi sfidante Tarek al-Wazir (madre tedesca, padre yemenita) sono politici molto popolari e se Bouffier non vuole mollare la presa, il verde in ascesa gli strapperebbe volentieri la poltrona. Per farlo potrebbe buttarsi a sinistra, imbarcando i socialdemocratici che, in Assia come in tutta la Germania, continuano a perdere voti: dal 30% di cinque anni fa, la Spd si trova oggi a competere con i Verdi per il secondo posto nel Parlamento di Wiesbaden. Per formare un governo al-Wazir dovrebbe aprire anche ai Liberali, poco entusiasti all'idea di abbracciare tutta la sinistra, oppure allearsi anche con i socialcomunisti della Linke, stimati all'8% dei voti. In un Land che ospita la principale piazza finanziaria d'Europa continentale e che è governato dalla Cdu dal 1999, una coalizione rosso-rosso-verde è vista come il fumo negli occhi. Per scongiurare il suo avvento e dare filo da torcere ad AfD è scesa in campo la segretaria generale della Cdu, Annegret Kramp-Karrenbauer. Chi lascia la Cdu per votare per AfD, ha detto AKK in comizio a Giessen, «protesta per cinque minuti» ma si tiene una coalizione fra le sinistre «per cinque anni». Un colpo basso che punta più a screditare i lati estremi dello schieramento che a mettere in luce le doti di governo della Cdu. L'intervento diretto della delfina della cancelliera a favore di Bouffier dà anche l'idea della preoccupazione con cui Merkel guarda al voto in Assia - un Land dove neppure la grande coalizione Cdu-Spd è destinata ad avere i numeri per governare. Dopo la recente bocciatura da parte dei deputati Cdu del suo candidato alla guida del gruppo parlamentare e la cattiva performance degli alleati bavaresi due settimane fa, Merkel sa che un tonfo di Bouffier in Assia potrebbe mettere fine alla sua leadership nel partito prima e al governo poi.