Nel feudo rosso di La Spezia sbarca il modello Toti

Dal 1971 La Spezia è un feudo rosso, una città che negli ultimi anni ha subito un crollo verticale in termini occupazionali, demografici e turistici. Ma a queste elezioni il centrosinistra si presenta in tutte le sue contraddizioni, diviso in ben cinque diverse liste. Al contrario, il centrodestra marcia compatto con Pierluigi Peracchini, dirigente Inail ed ex segretario generale provinciale del Cisl. Il candidato unitario di tutta la coalizione a La Spezia ripropone il cosiddetto «modello Toti» che ha portato il centrodestra alla conquista della Regione e ora punta all'impresa anche Levante.

Un'impresa non facile là dove la sinistra è al potere da tanti anni e conta su un apparato di potere molto ben organizzato. «Mai come in queste elezioni però abbiamo la possibilità di vincere. Nessuno dei nostri candidati vive o ha mai vissuto di politica - dice il candidato del centrodestra - Ci siamo messi a disposizione per il bene della città». Tra le «eredità» lasciate in dote alla città ce n'è una in particolare che Peracchini trova insopportabile. «Si spendono 25 milioni all'anno per i rifiuti, il doppio che per i servizi sociali nonostante sia una città con alto tasso di anziani. È la dimostrazione che questa classe politica vuole male alla città».

Per invertire questa tendenza Peracchini punta su un programma chiaro «che tutti ci stanno copiando», attacca. Dieci punti di cui cinque da applicare nel corso della prossima legislatura e altri cinque da lasciare per così dire in eredità iniziando i progetti. Per l'immediato le priorità sono la sicurezza, la gestione dei rifiuti, un piano regolatore portuale, un piano per la fiscalità agevolata e uno per le aree di sosta in città. «Il tutto guardando al turismo, vogliamo restituire il mare alla città semplificando i collegamenti verso le Cinque Terre e riportando all'antico splendore alcune zone del centro». C'è poi un progetto ambizioso: fare di La Spezia la capitale mondiale degli yacht. «Abbiamo i più grandi marchi al mondo e dobbiamo creare un sistema che favorisca il lavoro per aziende e disoccupati. Dopo il mio mandato vorrei che la città fosse più bella e con più opportunità per i giovani».